J.R. WARD.
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UN AMORE IMPOSSIBILE.
Ciclo: La confraternita del pugnale nero. 3.
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Parte 3.
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Titolo originale: Lover Awakened. 2006.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Capitolo 25.
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Mele? Che cosa cazzo me ne frega delle mele? grid O dentro il cellulare. Era pronto a
spaccare la testa a qualcuno da quanto era incazzato e U non la finiva pi di blaterare a proposito di un
fottutissimo frutto? Ti ho appena detto che abbiamo tre Beta morti. Tre ho detto.
Ma stanotte hanno comprato cinquanta casse di mele da quattro diversi...
O dovette mettersi a camminare su e gi per il capanno. Se non faceva cos, che Dio l'aiutasse,
rischiava di dare la caccia a U tanto per farsi passare l'incazzatura.
Subito dopo l'incontro con l'Omega, era tornato alla fattoria e aveva trovato due segni di
bruciatura sul prato, oltre alla portafinestra sul retro sfondata. Sbirciando in cucina aveva visto sangue
nero dappertutto e un'altra bruciatura sulle mattonelle del pavimento.
Porcaccia la miseria, si disse, ripensando alla scena. Sapeva che il responsabile di quel macello
era uno dei fratelli: visto lo stato in cui era ridotta la cucina, quel Beta doveva essere stato squartato
prima di venire pugnalato.
C'era anche sua moglie, al momento dell'accaduto? Oppure erano stati i suoi famigliari a recarsi
alla fattoria con l'intento di portare via le sue cose, e uno dei fratelli li aveva accompagnati facendo da
guardia del corpo?
Stramaledetti Beta. Quei tre coglioni pidocchiosi e smidollati si erano fatti ammazzare e lui non
avrebbe mai avuto le risposte che cercava. Che sua moglie fosse presente oppure no, se era ancora viva
non sarebbe certo tornata l a breve, dopo quanto era successo, poco ma sicuro.
Si concentr sulle cazzate di U: ... la settimana prossima cade il giorno pi breve dell'anno, il
ventuno di dicembre. Il solstizio d'inverno ....
Ho un'idea lo interruppe brusco O. Perch non la pianti con questa cagata del calendario, vai
alla fattoria a recuperare l'Explorer che quei Beta hanno lasciato nei boschi e poi...
Ascolta quello che sto dicendo. Le mele vengono usate nella cerimonia del solstizio per
onorare la Vergine Scriba.
Quelle due parole, Vergine e Scriba, bastarono a catturare l'attenzione di O. E tu come fai a
saperlo?
Sono in circolazione da duecento anni rispose asciutto U. La festa non si tiene pi da...
Cristo, non so pi nemmeno io da quando, forse un secolo. Le mele dovrebbero rappresentare l'arrivo
anticipato della primavera. Semi, crescita, quel genere di stronzate sulla rinascita della vita.
Di che tipo di festa stiamo parlando?
In passato si radunavano a centinaia, e immagino intonassero canti e qualche specie di rituale,
non so di preciso. A ogni modo, per anni abbiamo monitorato certi tipi di acquisto nei mercati locali in
determinati periodi dell'anno. Mele a dicembre. Canna da zucchero in aprile. Lo si faceva pi che altro
per abitudine, perch i vampiri erano sempre tranquillissimi.
O si appoggi contro la porta del capanno. Adesso, per, il loro re  asceso al trono. Quindi
stanno rilanciando le antiche usanze.
Possiamo ringraziare il sistema ISBN.  molto pi efficace che andare in giro a fare domande.
Come stavo dicendo, un'enorme quantit di mele Granny Smith  stata acquistata in vari negozi della
zona. Devono aver smistato di proposito le ordinazioni su diversi esercizi.
Quindi stai dicendo che tra una settimana una valanga di vampiri si raduner in un unico
posto. Canteranno e balleranno un po' e rivolgeranno delle preghiere alla Vergine Scriba.
S.
E le mangiano, le mele?
Da quel che ho capito, s.
O si massaggi la nuca. Durante l'incontro con l'Omega non se l'era sentita di tirare in ballo la
storia della trasformazione di sua moglie in una lesser. Prima di tutto doveva scoprire se lei era ancora
viva e poi doveva inventarsi qualcosa per giustificare la proposta. Ovviamente il problema
potenzialmente insormontabile era che lei era una vampira, e l'unico argomento con cui poteva
controbattere era che proprio per questo poteva tramutarsi nella pi potente arma segreta. Una femmina
della loro stessa specie? I fratelli non se lo sarebbero mai immaginato...
Naturalmente quella era solo una razionalizzazione pretestuosa per convincere l'Omega. Sua
moglie non avrebbe mai lottato con nessuno, a parte lui.
Gi, sarebbe stata dura far passare questa bella idea, ma un punto a suo favore era che l'Omega
era sensibile alle lusinghe. Se occorreva ammansirlo, un sacrificio sensazionale in suo onore non
avrebbe fatto miracoli?
U non aveva ancora smesso di parlare, ...magari potrei controllare i mercati...
O cominci a pensare al veleno. Un mucchio di veleno. Una botte intera.
Mele avvelenate. Non era uno stratagemma degno di Biancaneve?
O? Sei ancora l?
S.
Allora vado a fare il giro dei mercati per scoprire quando...
No, per il momento no. Adesso ti dico io cosa devi fare.
Bella usc dallo studio di Wrath fremente di rabbia. N il re n Tohr si azzardarono a fermarla
per tentare di farla ragionare, a dimostrazione del fatto che erano due tipi molto intelligenti.
A piedi nudi percorse a passo di carica il corridoio fino alla stanza di Zsadist, entr, sbatt la
porta, afferr il telefono e compose il numero di cellulare di suo fratello.
Chi parla e come hai avuto questo numero? rispose seccato Rehvenge.
Non osare farmi questo.
Segu un lungo silenzio. Poi: Bella... io... Aspetta un secondo. In sottofondo si ud un fruscio,
poi Rehvenge che diceva con voce tagliente: Far meglio a venire subito qui. Intesi? Se sar costretto
ad andare a cercarlo se ne pentir. Si schiar la gola prima di riprendere la conversazione con sua
sorella. Bella, dove sei? Vengo a prenderti. O se preferisci chiedi a uno dei guerrieri di accompagnarti
a casa e ci vediamo l.
Pensi che ora come ora abbia voglia di venire a stare in un posto qualunque insieme a te?
 meglio dell'alternativa a tua disposizione ribatt torvo lui.
Sarebbe?
Che i fratelli siano costretti a riportarti da me.
Perch mi stai facendo...
Perch ti sto facendo questo? La voce di Rehvenge aveva assunto il tono cupo e dispotico a
cui era abituata. Hai idea di cosa sono state le ultime sei settimane per me? Sapere che eri in balia di
quei maledetti cosi? Sapere che avevo messo mia sorella... la figlia di mia madre... in quel posto?
Non  stata colpa tua...
Avresti dovuto restare qui a casa con noi!
Come sempre, Bella rimase scossa dall'esplosione di collera di Rehvenge. Suo fratello l'aveva
sempre spaventata un po'.
Poi per lo sent sospirare. Un altro sospiro. E una curiosa disperazione si insinu nelle sue
parole. Cristo, Bella... torna a casa. Mahmen e io ti vogliamo qui. Sentiamo la tua mancanza.
Abbiamo... ho bisogno di vederti per sapere che stai davvero bene.
Eh, s... Ecco l'altro lato di Rehvenge, quello che le piaceva tanto. Il protettore. Il capofamiglia.
Il burbero dal cuore tenero che non le aveva mai fatto mancare niente.
La tentazione di sottomettersi al suo volere era forte. Ma poi vide se stessa reclusa, privata del
diritto di uscire di casa. Cosa che Rehvenge era capacissimo di farle.
Ritirerai la richiesta di sehclusion?
Ne parleremo quando dormirai di nuovo nel tuo letto.
Bella strinse il ricevitore con forza. Significa che non lo farai, vero? Ci fu una pausa.
Pronto? Rehvenge?
Voglio solo che torni a casa.
S o no, Rehv? Dimmelo subito.
Nostra madre non pu farcela a vivere un'altra esperienza del genere.
E credi che io possa farcela? sbott Bella. Scusami tanto, ma non  stata mahmen a
ritrovarsi il nome di un lesser inciso sullo stomaco!
Appena le uscirono di bocca quelle parole, Bella si maledisse. Brava, quello era proprio il
genere di dettaglio in grado di convincere suo fratello. Bel modo di negoziare.
Rehvenge...
Ti voglio a casa ribad lui con voce gelida.
Sono reduce da una lunga prigionia, non ho nessuna voglia di rinchiudermi volontariamente in
un'altra galera.
E allora cosa pensi di fare?
Continua a comportarti da prepotente e lo scoprirai presto.
Chiuse la chiamata e sbatt il cordless sul comodino. Accidenti a lui!
Seguendo un impulso irrefrenabile, afferr il ricevitore e si volt di scatto, pronta a scagliarlo
dall'altra parte della stanza.
Zsadist! esclam, trattenendosi per un pelo dal lanciarlo e premendoselo contro il petto.
In piedi davanti alla porta c'era Z. Indossava un paio di calzoncini da corsa senza maglietta, e
per qualche assurdo motivo Bella not che anche lui era scalzo.
Lancialo pure, se vuoi disse.
No. Io... ehm... no. Bella si volt, posando il cordless sul sostegno. Prima di voltarsi di
nuovo, rivide Zsadist chino sopra quel lesser, nell'atto di massacrarlo di botte... Poi per ripens a
quando era andato alla fattoria a prenderle le sue cose... a quando l'aveva portata l al quartier
generale... a quando le aveva permesso di attaccarsi alla sua vena, anche se quell'invasione lo aveva
sconvolto. Alz la testa per guardarlo, e si ritrov nuovamente impigliata nella sua rete, tra gentilezza e
crudelt.
Fu lui a rompere il silenzio. Non voglio vederti scappare via in piena notte per quello che sta
tramando tuo fratello. E non dirmi che non ci stavi pensando.
Accidenti, era sveglio. Per sai quello che vuole farmi.
S.
Per legge la confraternita sar costretta a riconsegnarmi alla mia famiglia, quindi non potr
restare qui. Credi mi piaccia l'idea di andarmene?
Gi, ma dove poteva andare?
Cosa c' di cos brutto nel tornare a casa?
Bella lo guard torva. S, bravo, muoio dalla voglia di essere trattata da incapace, da bambina,
come... un oggetto di propriet di mio fratello.  proprio quello che mi ci vuole. Assolutamente.
Zsadist si pass una mano sulla testa rasata. I bicipiti si fletterono, gonfiandosi. Non  poi
tanto assurdo che i componenti di una famiglia vivano sotto lo stesso tetto.  un momento pericoloso
per i civili.
Oh, Ges... L'ultima cosa di cui aveva bisogno adesso era che Zsadist desse ragione a suo
fratello.
 un momento pericoloso anche per i lesser farfugli. A giudicare da come hai conciato
quello l, stanotte.
Z strinse gli occhi. Bella, se ti aspetti che mi scusi, ti sbagli di grosso.
Lo so benissimo sbott lei. Tu non ti scusi mai di niente.
Zsadist scosse lentamente la testa. Se hai voglia di litigare con qualcuno stai parlando con il
vampiro sbagliato, Bella. Io non ci sto.
Perch no? Sei imbattibile quando ti incazzi.
Nel silenzio che segu, fu assalita dall'impulso di inveire contro di lui. Stava cercando di
rinfocolare la sua rabbia, una cosa che Zsadist offriva liberamente a tutti; non riusciva a capire perch
diavolo volesse far mostra di autocontrollo proprio con lei.
Lui inarc un sopracciglio, quasi le avesse letto nel pensiero.
Oh, cavolo! brontol Bella con un filo di voce. Ti sto solo punzecchiando, vero? Scusa.
Z si strinse nelle spalle. Essere tra l'incudine e il martello farebbe impazzire chiunque. Non
prendertela.
Lei and a sedersi sul letto. L'idea di scappare via da sola era ridicola, ma si rifiutava di vivere
sotto il controllo di Rehvenge.
Hai qualche suggerimento? chiese piano. Quando alz gli occhi, vide che Zsadist fissava il
pavimento.
Era cos calmo e padrone di s, l appoggiato contro il muro. Con quel suo fisico alto e asciutto
sembrava una fessura nell'intonaco, una crepa apertasi nella struttura portante della stanza.
Dammi cinque minuti disse lui, e usc, sempre a torso nudo.
Bella si lasci cadere sul materasso. Cinque minuti non bastavano certo a risolvere la
situazione. Un fratello diverso che l'aspettava a casa, ecco cosa le sarebbe servito.
Cara, dolce Vergine Scriba... Riuscire a scappare dai lesser avrebbe dovuto migliorare le cose,
invece la sua vita sembrava ancora totalmente fuori controllo.
In compenso, per, adesso poteva scegliersi lo shampoo.
Sollev la testa. Attraverso la porta del bagno vide la doccia e si immagin sotto un getto di
acqua bollente. Sarebbe stato piacevole, rilassante. Rinfrancante. In pi, l dentro poteva sfogarsi
piangendo tutta la propria frustrazione senza imbarazzi.
Si alz, and in bagno e apr il rubinetto al massimo. Il rumore dello scroscio che colpiva il
marmo era rassicurante, cos come il getto caldo quando ci si infil sotto. Alla fine non pianse. Rimase
ferma, a testa bassa, lasciandosi scorrere addosso l'acqua.
Quando finalmente usc, not che la porta del bagno era stata chiusa.
Doveva essere tornato Zsadist.
Si avvolse in un asciugamano. Non aveva la minima speranza che avesse trovato una soluzione.
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Capitolo 26.
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Quando la porta della doccia si apr, Zsadist si volt, soffocando un'imprecazione. Bella era
rosea dalla testa ai piedi, i capelli raccolti in un nodo in cima alla testa, profumava di quel costoso
sapone francese che Fritz si ostinava a comprare e l'asciugamano avvolto intorno al corpo gli suggeriva
quanto sarebbe stato facile lasciarla completamente nuda.
Uno strattone e via. Sarebbe bastato questo.
Wrath ha acconsentito a rendersi temporaneamente irreperibile disse. Il che equivale a una
dilazione di quarantotto ore circa. Parla con tuo fratello, vedi se riesci a fargli cambiare idea. Altrimenti
Wrath sar costretto a dargli una risposta, e non potr essere un no, dato il tuo lignaggio.
Bella si tir un po' pi su l'asciugamano. Okay... grazie. Grazie per averci provato.
Zsadist annu e guard la porta. Era punto e a capo: doveva correre fino allo sfinimento. Oppure
farsi massacrare di botte da Phury.
Ma invece di uscire si mise le mani sui fianchi. Mi dispiace solo per una cosa.
Come? Oh... Cosa?
Mi dispiace che tu abbia dovuto assistere a quello che ho fatto a quel lesser. Alz una mano,
poi la lasci ricadere subito. Quando ho detto che non avevo intenzione di scusarmi, intendevo dire
che non rimpiango mai di uccidere quei bastardi. Per non mi va gi che adesso tu abbia quelle
immagini nella testa. Te ne libererei, se potessi. Ti libererei di tutto quanto... sopporterei qualunque
cosa per te. Sono cos... dispiaciuto che sia toccata proprio a te, Bella. S, mi dispiace per tutto quanto,
compreso... me.
Quello era il suo modo di dirle addio, si rese conto Zsadist. E siccome era a corto di energie, si
affrett a concludere.
Sei una femmina di grande valore. E a capo chino aggiunse: E sono certo che troverai....
Un compagno, concluse tra s. S, una femmina come lei avrebbe sicuramente trovato un
compagno. In realt ce n'era gi uno l, in quella stessa casa, che non solo la voleva, ma era giusto per
lei. Phury era proprio dietro l'angolo, in effetti.
Z alz la testa con l'intenzione di uscire al pi presto dalla stanza, e indietreggi di scatto contro
la porta.
Bella era di fronte a lui. Quando colse il suo odore cos vicino, il cuore cominci a corrergli nel
petto come una lepre lasciandolo stordito.
 vero che sei stato tu a pulire casa mia? chiese lei.
Oh, cavolo...
 vero?
S,  vero.
Sto per abbracciarti.
Lui si irrigid, ma prima che avesse il tempo di scansarsi, Bella gli mise le braccia intorno alla
vita posandogli la testa sul petto nudo.
Zsadist rimase stretto in quell'abbraccio senza muoversi, senza respirare, senza fare nulla per
ricambiarlo... Riusciva solo a sentire il corpo di lei. Era alta, per essere una femmina, ma lui la
sovrastava di quindici centimetri buoni e, pur essendo magro, pesava almeno una trentina di chili pi di
lei. Eppure ne era sopraffatto.
Dio, che buon odore aveva.
Bella emise un suono soffocato, una specie di sospiro, stringendolo, i seni premuti contro il suo
torace, e quando Z guard in gi, la curva della sua nuca era una tentazione irresistibile. Poi c'era il
problema del suo coso. Quel bastardo diventava sempre pi duro, pi grosso, pi lungo. Con una
rapidit incredibile.
Le mise le mani sulle spalle, sfiorandola appena. S, ehm... Bella... devo andare.
Perch? Pi vicino. Spinse l'inguine contro il suo e Zsadist strinse i denti.
Cazzo, adesso doveva sentirlo anche lei quel coso in mezzo alle gambe. Era talmente rigido, il
bastardo, che le premeva contro la pancia, e quei maledetti calzoncini non bastavano certo a
nasconderlo.
Perch devi andare? mormor Bella, accarezzandogli i pettorali con il respiro.
Perch...
Visto che aveva lasciato la frase in sospeso, lei mormor: Lo sai, mi piacciono questi.
Questi cosa?
Bella tocc uno dei piercing ai capezzoli. Questi.
Lui tossicchi. Io... li ho fatti io.
Ti stanno bene disse lei, poi fece un passo indietro e lasci cadere l'asciugamano.
Z barcoll. Era cos straordinariamente bella; i seni, il ventre piatto, i fianchi... E quella
deliziosa fessura tra le gambe che adesso vedeva con chiarezza sconvolgente.
Devo proprio andare sussurr con voce roca.
Non scappare.
Devo farlo. Se resto...
Vieni a letto con me disse Bella, stringendosi ancora a lui. Si sciolse i capelli e le morbide
onde scure le ricaddero in una cascata sulle spalle.
Zsadist chiuse gli occhi e reclin il capo all'indietro, cercando di non lasciarsi avvolgere dal suo
profumo. Ti basta essere scopata? disse con voce cavernosa. Perch non sono capace di fare altro.
Tu sai fare molto di pi...
Non  vero.
Sei stato gentile con me. Ti sei preso cura di me. Mi hai lavata e abbracciata...
Non puoi volermi dentro di te.
Ci sei gi, Zsadist. Il tuo sangue  dentro di me.
Ci fu un lungo silenzio. Conosci la mia reputazione?
Lei si accigli. Questo che c'entra...
Cosa dice la gente di me, Bella? Coraggio, voglio sentirlo da te. Tanto per essere sicuro che tu
abbia capito bene. La disperazione sul suo volto era palpabile, mentre lui la incalzava, ma doveva
scuoterla a tutti i costi dallo stordimento in cui era sprofondata. Sono sicuro che hai sentito parlare di
me, i pettegolezzi arrivano anche nel tuo ambiente. Che cosa dicono di me?
Alcuni... alcuni pensano che uccidi le femmine per divertimento. Ma io non ci credo...
Lo sai come mi sono guadagnato quella reputazione?
Bella si copr i seni e indietreggi, scuotendo la testa. Zsadist si chin a raccogliere
l'asciugamano e glielo porse, poi indic il teschio nell'angolo.
Ho ammazzato quella femmina. Adesso dimmi: vuoi ancora essere posseduta da un maschio
che ha fatto una cosa del genere? Vuoi davvero che un bastardo come me ti stia sopra e pompi dentro il
tuo corpo?
Allora  lei sussurr Bella. Sei tornato a uccidere la tua padrona, vero?
Z rabbrivid. Per un po' ho creduto che potesse restituirmi un senso di completezza.
Ma non  stato cos.
Appunto. Le pass accanto e si mise a camminare per la stanza, la tensione che gli montava
dentro finch apr la bocca e le parole sgorgarono come un fiume in piena. Un paio di anni dopo la
mia fuga venni a sapere che lei... merda, che aveva un altro maschio in quella cella. Io... ho viaggiato
per due giorni di fila, e appena prima dell'alba mi sono intrufolato nel castello. Scosse la testa. Non
voleva parlare, ma la sua bocca era incapace di fermarsi. Cristo... lui era cos giovane, cos giovane,
proprio come me quando mi aveva imprigionato. E non avevo intenzione di ucciderla, per lei scese
proprio mentre stavo scappando con il suo schiavo. Quando la guardai, capii che se non la colpivo
avrebbe chiamato le guardie. Capii anche che dopo qualche tempo avrebbe preso un altro maschio, lo
avrebbe incatenato laggi e lo avrebbe... Oh, cazzo! Perch diavolo ti sto raccontando tutto questo?
Io ti amo.
Z strinse gli occhi con forza. Non essere ridicola.
Si precipit fuori in corridoio, ma dopo pochi passi si ferm.
Lei lo amava.
Lei lo amava?
Stronzate. Lei credeva di amarlo. Una volta tornata nel mondo al quale apparteneva, avrebbe
aperto gli occhi. Cristo, era appena uscita da una situazione terrificante e l al quartier generale viveva
in una specie di bolla. Quella non era la sua vera vita. E stava trascorrendo troppo tempo insieme a lui.
Eppure... Dio, moriva dalla voglia di stare con lei. Voleva sdraiarsi vicino a lei e baciarla.
Voleva fare molto di pi. Voleva... farle di tutto, baciarla, toccarla, succhiarla, leccarla. Ma come
pensava che sarebbe andata a finire? Se anche fosse riuscito a digerire l'idea di penetrarla, non voleva
rischiare di venirle dentro.
Non che l'avesse mai fatto con altre femmine. Cazzo, non aveva mai eiaculato in vita sua.
Quando era uno schiavo di sangue non era mai stato sessualmente eccitato, e in seguito, con le poche
puttane che aveva pagato e scopato, non aveva cercato l'orgasmo. Quegli interludi anonimi erano solo
esperimenti per vedere se per lui il sesso continuava a essere brutto com'era sempre stato.
Quanto alla masturbazione, non sopportava l'idea di toccare il maledetto coso nemmeno per
pisciare, figurarsi quando si drizzava reclamando la sua attenzione. Non aveva mai sentito il bisogno di
trovare sollievo, non si era mai eccitato fino a quel punto, neppure quando il coso era duro.
Non ne poteva pi di tutta quella storia, il pensiero del sesso lo stremava. Come se nel suo
cervello ci fosse una specie di mancanza.
In effetti ne aveva tante di mancanze, no?
Pens a tutti i buchi che aveva dentro, agli spazi bianchi, ai vuoti: le emozioni lo attraversavano
senza scalfirlo, solo la rabbia restava e faceva presa.
Ma non era del tutto vero, giusto? Bella gli faceva provare delle sensazioni. Quando lo aveva
baciato sul letto lo aveva fatto sentire... su di giri, e affamato. Molto maschio. Interessato al sesso per la
prima volta.
Dal fondo della sua cupa disperazione fece capolino un'eco di ci che era stato prima di essere
violentato dalla Padrona. Si scopr a desiderare di nuovo quel che aveva sentito quando aveva baciato
Bella. E voleva eccitarla. Voleva vederla ansimare senza fiato, divorata dal desiderio.
Non era giusto per Bella... ma lui era un gran figlio di puttana. E poi presto se ne sarebbe
andata. Ormai gli restava quel giorno soltanto.
Apr la porta e torn dentro.
Lei era sdraiata sul letto. Chiaramente sorpresa nel vederlo, si rizz a sedere. Lui fu subito
assalito da un soprassalto di decenza. Come diavolo poteva pensare di fare l'amore con quella
femmina? Dio, era cos... bella, e lui era solo un bastardo.
Perso lo slancio iniziale, rimase impalato in mezzo alla stanza. Dimostra di non essere una
carogna e lasciala stare, pens. Prima per dalle una spiegazione.
Io ho voglia di fare l'amore con te, Bella, e non di scoparti soltanto. Lei fece per dire
qualcosa, ma Z la zitt alzando una mano. Per favore, ascoltami. Io ho voglia di fare l'amore con te,
ma non credo di poterti dare ci di cui hai bisogno. Non sono il maschio giusto per te, e poi questo 
decisamente il momento sbagliato.
Soffi fuori il fiato con forza. Che razza di imbecille, pens. Eccolo l a dirle di no, a recitare la
parte del gentiluomo... quando con il pensiero le strappava via le lenzuola e la toccava dappertutto.
Il coso attaccato al suo inguine vibrava tipo martello pneumatico.
Che sapore aveva quel morbido, dolcissimo nido in mezzo alle gambe?
Vieni qui, Zsadist sussurr lei tirando indietro le coperte, scoprendosi per lui. Smettila di
pensare. Vieni a letto.
Io... Parole che non aveva mai detto a nessuno gli aleggiavano sulle labbra. Distolse lo
sguardo e le lasci uscire, senza sapere perch. Quando ero uno schiavo mi hanno... mi hanno fatto
delle cose... di sesso. Avrebbe dovuto fermarsi. Subito. C'erano dei maschi, Bella. Contro la mia
volont, c'erano dei maschi.
Ud un'esclamazione soffocata.
Bene, pens, rabbrividendo. Forse poteva spingerla a salvarsi disgustandola. Quale femmina
avrebbe sopportato di stare con uno che si era lasciato fare certe cose? Lui non era affatto l'eroe che lei
credeva.
Si schiar la gola fissando un punto sul pavimento. Senti, io non cerco... non voglio la tua
piet. Non ti sto dicendo questo per far crollare le tue difese.  solo che... io sono troppo incasinato. 
come se i miei fili fossero tutti ingarbugliati quando si tratta di... s, insomma, hai capito, quando si
tratta di fare sesso. Io ti desidero, ma non  giusto. Tu non dovresti stare con me. Sei pi pulita di cos.
Ci fu un lungo silenzio. Merda... Non poteva fare a meno di guardarla. Quando alz gli occhi,
Bella scese dal letto e and verso di lui, nuda, niente sulla sua pelle a parte la luce dell'unica candela
accesa.
Baciami mormor nella penombra. Baciami e basta.
Dio... Ma cos'hai che non va? Voglio dire, perch? Di tutti i maschi che potresti avere, perch
hai scelto proprio me?
Io ti voglio rispose lei posandogli una mano sul petto.  una reazione normalissima, naturale
nei confronti dell'altro sesso, non trovi?
Io non sono normale.
Lo so. Ma non sei sporco n contaminato n indegno. Gli prese le mani tremanti e se le mise
sulle spalle.
Aveva una pelle cos delicata che l'idea di sciuparla lo paralizz. Al pari dell'immagine del suo
coso che affondava dentro di lei. Ma non doveva per forza coinvolgere la parte inferiore del proprio
corpo, giusto?
La fece voltare, attirandola a s. Con gesti lenti fece scorrere le mani su e gi lungo le curve
della sua vita e dei suoi fianchi. Bella inarc la schiena con un sospiro e da sopra le sue spalle Zsadist
vide i capezzoli turgidi. Voleva toccarla l... e si rese conto che poteva farlo. Mosse le mani sul suo
busto sentendo sotto le dita l'ossatura delicata, fino a stringere i seni nei palmi. Lei gett la testa
all'indietro schiudendo le labbra.
Mentre si apriva per lui, Z fu assalito dall'impulso irresistibile di entrare dentro di lei. Di
riflesso si lecc il labbro superiore, rigirando tra le dita uno dei capezzoli. Immagin di infilarle la
lingua in bocca, di farla scivolare tra i denti e le zanne, possedendola in quel modo.
Quasi avesse intuito ci che stava pensando, Bella cerc di voltarsi per averlo di fronte, e
improvvisamente a lui parve troppo... troppo incredibile che si stesse concedendo proprio a lui, che si
lasciasse fare cose tanto intime ed erotiche da uno come lui. La blocc, afferrandola per i fianchi e
tirandola con forza contro le proprie cosce. Sent il suo fondoschiena contro il coso rigido che gli tirava
nei calzoncini.
Zsadist... lasciati baciare implor Bella cercando ancora di girarsi, ma di nuovo lui la blocc.
Lei si divincolava, lui la teneva ferma senza difficolt. Per te  meglio cos.  meglio se non
puoi vedermi.
Non  vero.
Zsadist chin la testa sulla sua spalla. Se solo potessi far venire qui Phury... Ero identico a lui,
un tempo. Potresti fingere che sono io.
Con uno strattone, Bella riusc a liberarsi. Ma non sarebbe vero. E io voglio te.
Vedendo come lo guardava, Zsadist cap che erano destinati a finire sul letto. Per, Dio... non
aveva idea di come farla stare bene. Ne sapeva cos poco di come far godere una femmina.
Fantastico, non c' che dire. Pens all'altro maschio con cui lei si era accoppiata, a
quell'aristocratico sicuramente pi preparato di lui in materia di sesso. E d'un tratto fu assalito
dall'impulso irrazionale di braccare il suo ex amante e fargli la pelle.
Oh... cazzo. Chiuse gli occhi. Oh... cazzo.
Cosa c'? fece Bella.
Quell'istinto possessivo, quel violento istinto territoriale era tipico dei vampiri innamorati. Era il
loro tratto caratteristico, in effetti.
Z alz un braccio, avvicin il naso al bicipite e inspir a fondo... La sua pelle sprigionava gi
l'odore del vincolo amoroso. Per ora ancora lievissimo, probabilmente riusciva a sentirlo solo lui, per
c'era.
Merda. E adesso cosa doveva fare?
Disgraziatamente fu il suo istinto a rispondere. Con il corpo che ruggiva di desiderio, prese in
braccio Bella e la port a letto.
Capitolo 27
Bella guardava in faccia Zsadist mentre attraversava la stanza tenendola in braccio. Gli occhi
neri, ridotti a due fessure, brillavano di una brama oscura ed erotica. Quando la depose sul letto e la
guard, fu assalita dal timore che la mangiasse viva.
Ma lui si limit a torreggiare sopra di lei.
Inarca la schiena disse perentorio.
Okay... non era quello che si aspettava.
Inarca la schiena, Bella.
Sentendosi stranamente esposta, lei ubbid. Nel muoversi lanci un'occhiata ai calzoncini di
Zsadist. Il suo membro si protese in avanti con forza, e il pensiero che stava per sentirlo dentro di s
l'aiut a sciogliersi. Subito.
Lui si pieg a sfiorarle uno dei capezzoli con la nocca. Lo voglio prendere in bocca.
Una deliziosa smania si impossess anche di lei. Allora bacia...
Shh. Zsadist fece scivolare la nocca in mezzo ai seni e poi lungo l'addome. Si ferm. Con
l'indice tracci un piccolo cerchio intorno all'ombelico. Un'altra pausa.
Non fermarti mugol lei.
Lui non si ferm. Scese verso il basso fino ad accarezzarle la sommit della vulva. Mordendosi
le labbra Bella lo guard, quell'enorme guerriero dal fisico scolpito. Dio... Era gi pronta per lui.
Zsadist...
Ho voglia di assaggiarti. E non sar capace di fermarmi. Con la mano libera si sfreg le
labbra, come pregustando ci che stava per fare. Sei pronta a lasciarmelo fare?
S...
Continuando ad accarezzarla, si tocc il labbro deturpato. Vorrei tanto avere qualcosa di pi
bello da offrirti. Perch tu sarai perfetta, l sotto. Lo so.
Bella detestava la vergogna che offuscava il suo orgoglio. Penso tu sia...
 la tua ultima occasione di dirmi di no. Se non lo fai adesso ti far mia. Senza piet, e non
credo che riuscir a essere delicato.
Bella tese le braccia verso di lui. Z annu, come se avessero stretto una sorta di patto, poi and
ai piedi del letto.
Allarga le gambe. Voglio guardarti.
Lei arross, nervosa.
Zsadist scosse la testa. Troppo tardi, Bella. Adesso...  troppo tardi. Fammi vedere.
Lentamente, lei pieg un ginocchio e a poco a poco si svel.
Il volto di lui parve sciogliersi, tensione e durezza lo abbandonarono. Oh... Dio... sussurr.
Sei... bellissima.
Puntellandosi sulle braccia, si allung sopra il letto verso di lei, gli occhi fissi su quella carne
segreta. Quando fu abbastanza vicino, si apr un varco con le mani su per l'interno delle cosce,
spalancandole.
Poi per la guard negli occhi. Prima dovrei baciarti sulla bocca, giusto? Voglio dire, i maschi
cominciano dall'alto e poi scendono, no?
Che domanda bizzarra... come se non l'avesse mai fatto...
Non le lasci il tempo di rispondere. Zsadist si tir indietro, Bella si rizz a sedere e gli prese la
faccia tra le mani.
Puoi farmi tutto quello che vuoi.
Lui ebbe un guizzo negli occhi e per una frazione di secondo rimase perfettamente immobile.
Poi si gett sopra di lei, premendola sul materasso. Le mise la lingua in bocca prendendole la
testa tra le mani, infilandole le dita tra i capelli, attirandola a s, facendola inarcare. Il desiderio che lo
consumava era divorante, il feroce bisogno di sesso di un guerriero. L'avrebbe posseduta con impeto e
alla fine lei sarebbe stata dolorante. E pazza di gioia. Non vedeva l'ora.
All'improvviso Zsadist si ferm, staccandosi dalla sua bocca. Con il fiato grosso e le guance
arrossate la fiss negli occhi.
E le sorrise.
La sorpresa di Bella fu tale da lasciarla interdetta. Era la prima volta che lo vedeva cos radioso,
il sorriso cancellava lo sfregio al labbro, mettendo in mostra i denti e le zanne scintillanti. Mi piace
disse Z. Tu sotto di me... mi piace sentirti. Sei morbida e calda. Peso troppo? Aspetta, ecco...
Si puntell sulle braccia, ma in questo modo il pene premette contro la vagina e il suo sorriso
svan all'istante. Sembrava quasi non gli piacesse quella sensazione, ma com'era possibile? si chiese
Bella. Era eccitato. Sentiva la sua erezione.
Con agilit, Zsadist cambi posizione mettendosi a cavallo delle gambe chiuse di Bella. Lei non
capiva cosa fosse successo, ma sapeva che non era un buon segno.
Sei perfetto cos, sopra di me disse per distrarlo. Salvo che per una cosa.
Cosa?
Ti sei fermato. E poi levati i calzoncini.
Lui si stese sopra di lei, posandole la bocca sul collo. Mentre la mordicchiava, Bella affond la
testa nel cuscino scoprendo la gola. Afferrandolo per la nuca, lo attir contro la giugulare.
Oh, s... mugol, vogliosa di nutrirlo del proprio sangue.
Lui fece un verso che era un no, ma prima che lei cogliesse quel rifiuto la riemp di baci su tutto
il collo, fino alla spalla.
Voglio attaccarmi al tuo seno sussurr contro la sua pelle.
Fallo.
Prima devo dirti una cosa. Zsadist alz la testa. La notte che ti abbiamo portata qui... quando
ti ho fatto il bagno, ho fatto del mio meglio per non guardarti. Davvero. Ti ho coperta con un
asciugamano anche dentro la vasca piena d'acqua.
 stato gentile da parte tua...
Per quando ti ho tirata fuori... ho visto questi e con la mano strinse uno dei seni. Non ho
potuto farne a meno. Te lo giuro. Ho cercato di non violare la tua intimit, ma tu eri... Non ce l'ho fatta
a non guardare. A contatto con l'aria fredda, il capezzolo si era indurito. Era cos piccolo e roseo.
Bello.
Sfreg il pollice avanti e indietro sul capezzolo turgido.
Non importa farfugli lei.
S, invece. Tu eri indifesa e io ho sbagliato a guardarti.
No, tu...
Zsadist si spost e l'erezione premette contro la sommit della coscia di lei.  successo
questo.
Che cosa...? Oh, ti sei eccitato?
Lui serr le labbra. S. Non ho potuto farne a meno.
Bella sorrise. Per non hai fatto niente, giusto?
No.
Allora va bene. Inarc la schiena, guardando gli occhi di lui fissi sui suoi seni. Baciami,
Zsadist. Nel punto che stai guardando adesso. Subito.
Lui schiuse le labbra, chinandosi sopra di lei. La sua bocca era calda ed esitante. Baci il
capezzolo, lo risucchi in bocca, lo mordicchi, lo lecc e lo succhi di nuovo... e nel frattempo
continuava ad accarezzarle la vita, i fianchi, le gambe.
Buffo che avesse temuto di non essere delicato, pens Bella. Era tutt'altro che brutale, anzi
sembrava quasi in soggezione mentre la succhiava, a occhi chiusi, assaporandola adorante, rapito.
Cristo mormor Z passando all'altro seno. Non avevo idea che sarebbe stato cos.
Come... dici? Oh, Dio... La sua bocca...
Potrei continuare a leccarti all'infinito.
Lei gli prese la testa tra le mani attirandolo pi vicino. Si dimen, e alla fine riusc a cambiare
posizione e a farlo sdraiare quasi in mezzo alle sue gambe. Moriva dalla voglia di sentire la sua
erezione, lui per continuava a restare sollevato sopra di lei, puntellato sulle braccia.
Quando si ritrasse lei protest, poi sent le sue mani sull'interno delle cosce e si accorse che
stava scivolando verso il basso. Spalanc ancora le gambe.
Zsadist la guardava fremente. Sei cos delicata... e lucida.
Alla prima carezza del suo dito lungo la vulva, Bella rischi di venire. Si lasci sfuggire un
gemito gutturale e Zsadist la guard preoccupato, imprecando. Accidenti, non so cosa sto facendo.
Cerco di stare attento...
Lei gli afferr la mano prima che potesse ritrarla. Ancora...
Per un attimo parve dubbioso. Poi la tocc di nuovo. Sei perfetta. E, Dio, quanto sei morbida.
Devo sapere...
Si abbass ancora di pi, sollevando le spalle. Bella sent una carezza vellutata.
Le sue labbra.
Questa volta, quando si inarc sopra il letto sussurrando il suo nome, Zsadist la baci di nuovo,
poi lei percep la carezza umida della sua lingua. Quando lui alz la testa e deglut con un mugolio
estasiato, Bella ebbe un tuffo al cuore. I loro sguardi si incrociarono.
Oh... Ges... sei deliziosa disse Zsadist tornando a leccarla.
Si allung sul letto infilandole le braccia sotto le ginocchia, invadendo completamente lo spazio
in mezzo alle sue cosce. Aveva il respiro caldo, affannoso, e la bocca di una voracit disperata. La
esplor con una specie di compulsione erotica, leccandola e sondandola con la lingua, succhiandola con
le labbra.
Quando Bella sollev di scatto i fianchi, le mise un braccio sullo stomaco per tenerla ferma. Lei
sgropp di nuovo e lui si ferm senza alzare la testa.
Stai bene? chiese con voce soffocata, le parole che vibravano dentro la vulva.
Ti prego... Fu l'unica cosa che riusc a dire.
Zsadist si ritrasse leggermente, e lei guard le sue labbra lucide.
Non credo di riuscire a fermarmi mormor lui. C' questo... ruggito nella mia testa che mi
impedisce di staccare la bocca da te. Per voglio che sia un piacere anche per te... come posso fare?
Fai... fammi venire disse lei con voce strozzata.
Zsadist batt le palpebre, disorientato. Come faccio?
Continua cos. Solo pi in fretta.
Lui cap, e fu implacabile. La eccit senza tregua guardandola mentre si abbandonava all'estasi
una, due... un'infinit di volte. Era come se si nutrisse del suo piacere e fosse insaziabile.
Quando finalmente riemerse, Bella era allo stremo delle forze.
Grazie disse guardandola con aria grave.
Dio... dovrei essere io a ringraziarti.
Zsadist scosse la testa. Hai lasciato entrare un animale dentro la pi bella parte di te. Ti sono
grato.
Si stacc da lei, le guance arrossate dall'eccitazione, il membro ancora eretto.
Bella tese le braccia verso di lui. Dove vai? Non abbiamo ancora finito.
Vedendolo esitare ricord tutto. Rotol a pancia in gi e si mise carponi in un'offerta spudorata.
Quando lui non si mosse, si volt a guardarlo. Aveva chiuso gli occhi come in preda a una sofferenza
atroce. Bella era confusa.
So che lo fai solo in questo modo mormor. Me lo hai detto tu. Per me va bene. Davvero.
Ci fu un lungo silenzio. Zsadist, non voglio lasciare le cose a met. Voglio conoscerti... cos.
Lui si sfreg la faccia, poi si sistem dietro di lei. Pos le mani con delicatezza sui fianchi e la
gir con delicatezza sulla schiena.
Ma tu lo fai solo...
Non con te disse brusco lui. Con te no.
Bella apr le gambe, pronta ad accoglierlo.
Vado a prendere un preservativo sussurr Z rabbrividendo.
Perch? Non serve, non sono fertile in questo momento. E voglio che tu... vada fino in fondo.
Lui corrug le sopracciglia sugli occhi neri.
Zsadist... quello che abbiamo fatto non mi basta. Io voglio fare l'amore con te.
Stava per toccarlo quando lui si inginocchi, portandosi le mani sul davanti dei calzoncini da
corsa. Armeggi con il cordoncino, allarg e abbass l'elastico in vita, e fu nudo.
Bella deglut a fatica.
Il suo membro era enorme. Una splendida aberrazione della natura, perfetta, dura come la
roccia.
Cristo santissimo. Ce l'avrebbe fatta a prenderlo tutto dentro di s?
Gli tremavano le mani mentre abbassava i calzoncini sotto i testicoli. Poi si pieg sopra di lei,
posizionandosi all'altezza della vulva.
Quando Bella allung la mano per accarezzarlo, lui si ritrasse di scatto. No! esclam,
imprecando. Scusa... Senti, lascia fare a me e non toccarlo.
Spinse l'inguine in avanti e Bella sent la sommit del pene, smussata e rovente. Le infil una
mano sotto il ginocchio, sollevandole la gamba e spingendosi leggermente dentro di lei, poi un po' di
pi. Era sudato. Un odore penetrante le invase le narici. Per un attimo si chiese se...
No, non poteva essere vero, non si stava legando a lei. Non era nella sua natura.
Dio... come sei stretta gracchi lui. Oh... Bella, non voglio rischiare di lacerarti.
Continua cos. Solo, fai piano.
Il suo corpo si adatt a poco a poco sotto quella pressione, dilatandosi. Per quanto fosse pronta,
quella era un'invasione in piena regola, ma le piaceva da morire. Specialmente quando Zsadist soffi
fuori il fiato tutto in una volta, rabbrividendo. Quando fu dentro completamente, spalanc la bocca e le
zanne si allungarono per il piacere.
Bella fece scorrere le mani sulle sue spalle, avvertendo i muscoli e il calore della pelle.
Va tutto bene? chiese lui.
Bella lo baci sul collo dimenando i fianchi e lui soffi come un gatto.
Fai l'amore con me disse lei.
Mugolando di piacere, Zsadist cominci a muoversi come un'onda, sfregando il membro
turgido contro le pareti del suo sesso.
Oh, merda!... esclam. Aument il ritmo delle spinte espirando con forza, soffiandole
nell'orecchio. Bella... ho paura... ma non riesco... a fermarmi...
Con un gemito si sollev sulle braccia, lasciando i fianchi liberi di muoversi; a ogni nuova
spinta, Bella scivolava pi in alto sul letto. A un certo punto si aggrapp ai polsi di Zsadist per resistere
a quell'assalto. Mentre lui martellava con vigore lei si sentiva sempre pi vicina all'ennesimo orgasmo;
pi lui accelerava, pi lei si avvicinava al culmine del piacere.
L'orgasmo la invest con violenza all'inguine per poi diffondersi in un lampo nel resto del corpo.
Come dilatata da tanta potenza, Bella si sent infinitamente lunga e larga, sensazioni che si protrassero
per un tempo interminabile. Le contrazioni muscolari serravano il pene come in una morsa.
Tornata in s, si accorse che Zsadist si era fermato, adesso era immobile sopra di lei. Batt le
palpebre per ricacciare indietro le lacrime e lo guard in faccia. I suoi lineamenti spigolosi erano tesi, e
anche il resto del corpo.
Ti ho fatto male? chiese ansioso. Hai gridato. Forte.
Bella gli tocc il viso. Non di dolore.
Grazie a Dio disse lui con un sospiro di sollievo, rilassando le spalle. Non sopporto l'idea di
farti male.
La baci teneramente. Poi si stacc da lei e scese dal letto, tirandosi su i calzoncini. And in
bagno e chiuse la porta.
Bella si accigli. Era venuto? Quando era uscito da lei sembrava ancora in piena erezione.
Scese dal letto e si guard. Sull'interno delle cosce non c'era niente. Si infil la vestaglia e and
da Zsadist senza preoccuparsi di bussare.
Lui era appoggiato con le braccia al lavandino, a testa bassa. Respirava a fatica e sembrava
febbricitante, sudato e rigido in modo innaturale.
Cosa c', nalla? disse in un sussurro roco.
Bella si ferm, incredula. Forse non aveva sentito bene. Ma s, invece. .. cara. L'aveva chiamata
cara.
Perch non hai... non riusc a terminare la frase. Perch ti sei fermato prima di...?
Quando Zsadist si limit a scuotere la testa, gli and vicino e lo costrinse a voltarsi. Attraverso i
calzoncini vedeva il membro palpitare, dolorosamente rigido.
Lascia che ti dia un po' di sollievo disse, accennando a toccarlo.
Lui arretr contro la parete di marmo tra la doccia e il lavandino. No, non farlo... Bella.
Lei raccolse la vestaglia e si inginocchi ai suoi piedi.
No! grid lui tirandola su da terra.
Bella lo guard dritto negli occhi, abbassando le mani sull'elastico dei calzoncini. Voglio farlo
per te.
Lui la afferr per le mani, stringendole i polsi.
Voglio farlo, Zsadist disse con forza lei. Lascia che mi prenda cura di te.
Nel lungo silenzio che segu, Bella valut la sofferenza, la bramosia e la paura negli occhi di
lui. Sent un brivido gelido lungo la schiena. Non riusciva a credere a ci che aveva appena intuito, ma
aveva la netta sensazione che Zsadist non si fosse mai abbandonato all'orgasmo.
Di sicuro non poteva chiederglielo. Era sull'orlo di una crisi di nervi, bastava dire o fare la cosa
sbagliata e sarebbe scappato via di corsa.
Zsadist, non ti far male. E tu non perderai il controllo. Se non te la senti di andare fino in
fondo ci fermiamo. Di me puoi fidarti.
Pass molto tempo prima che lui allentasse la stretta sui suoi polsi. Alla fine la lasci andare,
allontanandola. Con fare impacciato si tir gi i calzoncini.
Il pene si erse subito in mezzo a loro.
Stringilo e basta disse Zsadist con voce rotta.
Io stringer te ribatt Bella.
Quando lo prese tra le mani, lui si lasci sfuggire un gemito e gett la testa all'indietro. Dio,
com'era duro. Come acciaio, e tuttavia la pelle era morbida come le sue labbra.
Sei...
Shh la interruppe lui. Non... parlare. Non riesco... Non parlare.
Cominci a muoversi nella sua stretta. Piano, all'inizio, poi con urgenza crescente. Le gir il
viso verso la sua bocca e la baci, poi il suo corpo prese il sopravvento pompando selvaggiamente. Era
bellissimo.
Come impazzito, si muoveva nel modo ancestrale dei maschi. In fretta... sempre pi in fretta...
avanti e indietro... sempre pi eccitato.
Poi parve giungere a una sorta di stabilit. Madido di sudore, con i tendini del collo che
minacciavano di schizzare fuori dalla pelle, sembrava incapace di abbandonarsi.
Si ferm, ansante. Non funziona.
Rilassati. Rilassati e lasciati andare...
No. Ho bisogno... Le prese una mano e la mise sui testicoli. Stringi. Stringi forte.
Bella lo guard allibita. Cosa? Non voglio farti male...
Zsadist le serr la mano nella sua, come in una morsa, e aument la stretta fino a urlare di
dolore. Poi le afferr l'altro polso, strizzandole il palmo intorno all'erezione.
Bella prov a divincolarsi, ma lui aveva gi ricominciato a pompare. E pi lei cercava di
ritrarsi, pi lui la costringeva a stringere. Lei non riusciva a immaginare il dolore, lo strazio tremendo
che...
Zsadist grid. L'urlo, assordante, riecheggi tra le pareti di marmo. Poi lei sent gli spasmi
violenti del suo orgasmo, il seme caldo le bagn le mani e la vestaglia.
Z si accasci sulle sue spalle, cadendole quasi addosso. Ansimava come un treno merci, i
muscoli scossi dai fremiti, il corpo massiccio tremante. Quando le lasci andare la mano, Bella fatic a
staccare il palmo dai testicoli.
Era gelata, mentre lo sorreggeva.
Qualcosa di orribile era appena germogliato tra loro, una sorta di perversione sessuale che
aveva offuscato il confine tra piacere e dolore. Voleva allontanarsi da lui, anche se questo la faceva
sentire crudele. Voleva sfuggire alla spaventosa consapevolezza di averlo fatto soffrire perch lui
l'aveva costretta, alla consapevolezza che solo cos lui aveva raggiunto l'orgasmo.
Ma poi Zsadist si mise a singhiozzare. O almeno cos le parve.
Trattenne il respiro. Il suono soffocato si ripet.
Oh, mio Dio. Stava piangendo...
Lo strinse tra le braccia, rammentando a se stessa che non aveva chiesto lui di essere torturato,
n aveva cercato le conseguenze di quegli abusi. Cerc di alzargli la testa per baciarlo, ma lui si ribell
attirandola ancora pi vicino, nascondendosi tra i suoi capelli. Bella lo abbracci forte, rincuorandolo
in silenzio. Alla fine si stacc da lei sfregandosi la faccia con forza. Evitando di incrociare il suo
sguardo, allung il braccio per aprire il rubinetto della doccia.
Con mossa fulminea le strapp via la vestaglia, la appallottol e la gett a terra.
Aspetta, mi piace quella vestaglia...
Te ne comprer una nuova.
Poi la spinse sotto la doccia. Quando Bella tent di ribellarsi, la sollev di peso, la mise sotto il
getto e cominci a insaponarle le mani senza nemmeno tentare di dissimulare il proprio panico.
Zsadist, fermati disse lei liberandosi, ma lui la riacchiapp. Non sono sporca... Zsadist,
basta. Non ho bisogno di lavarmi perch tu...
Lui chiuse gli occhi. Ti prego... devo farlo. Non posso lasciarti tutta... coperta di quella roba.
Zsadist sbott lei. Guardami. Quando lui la guard, Bella disse: Non  necessario.
Non so cos'altro fare.
Torna a letto con me disse lei chiudendo il rubinetto. Abbracciami. Lasciati abbracciare.
Ecco di cosa hai bisogno.
E francamente, ne aveva bisogno anche lei. Era ancora molto scossa.
Si avvolse in un asciugamano e trascin Zsadist in camera. Quando furono entrambi sotto le
coperte, si raggomitol contro il suo fianco, ma era rigida quanto lui. Era convinta che stargli vicino
sarebbe servito. Non era cos.
Dopo un lungo silenzio, la voce di lui si lev nell'oscurit. Se avessi saputo come sarebbe stato
non avrei mai permesso che accadesse.
Bella si volt verso di lui. Era la prima volta che venivi?
Il silenzio che segu non fu una sorpresa. Il fatto che alla fine lui le rispondesse invece s. S.
Non ti sei mai... masturbato? mormor lei. Ma conosceva gi la risposta. Dio... Come
dovevano essere stati terribili quegli anni da schiavo di sangue. Tutte quelle sevizie... Le veniva da
piangere per lui, ma sapeva che lo avrebbe messo in imbarazzo.
Con un sospiro, Zsadist disse: Non mi piace toccarlo. Per niente. E detesto averlo messo
dentro di te. In questo momento vorrei tanto infilarti in un vasca piena di candeggina.
A me  piaciuto tantissimo fare l'amore con te. Sono felice che siamo stati insieme sussurr
Bella. Solo quello che era seguito le aveva creato qualche difficolt. Quanto  successo in bagno...
Non voglio coinvolgerti. Non voglio costringerti a farmi quello che hai fatto perch cos
posso... venirti addosso.
Mi piace farti arrivare all'orgasmo.  solo che... ti voglio troppo bene per farti male. Forse
potremmo provare...
Zsadist si ritrasse. Scusa... devo... vado da V. Ho del lavoro da sbrigare.
Bella lo afferr per un braccio. E se ti dicessi che ti ho trovato bellissimo?
Direi che lo dici perch ti faccio pena e mi incazzerei di brutto.
Io non ti compatisco affatto. Avrei tanto voluto che venissi dentro di me e penso che sei
magnifico quando sei eccitato. Sei molto dotato. Morivo dalla voglia di toccarti. Anche adesso. E
voglio prenderti in bocca. Cosa dici, adesso?
Lui si liber dalla sua stretta e scese dal letto. Con gesti bruschi si rivest. Se hai bisogno di
vedere sotto una luce diversa il modo in cui abbiamo fatto sesso perch cos riesci ad accettarlo meglio,
per me va bene. Ma stai mentendo a te stessa. Tra non molto aprirai gli occhi e ti renderai conto che sei
sempre una femmina d'alto lignaggio. E allora rimpiangerai di essere venuta con me.
Ti sbagli.
Aspetta e vedrai.
Era gi fuori dalla porta prima che lei avesse il tempo di trovare le parole giuste per ribattere.
Bella incroci le braccia al petto, ribollendo di frustrazione. Poi scalci via le coperte.
Maledizione, faceva caldissimo in quella stanza. O forse la sua chimica interna era andata in tilt.
Incapace di stare a letto, si vest e percorse il corridoio delle statue. Non le importava dove
sarebbe finita; doveva assolutamente uscire a camminare per smaltire il fuoco che aveva in corpo.
Capitolo 28
Zsadist si ferm nel tunnel sotterraneo, a met strada tra l'edificio principale e l'alloggio di
Vishous e Butch.
Quando si guard alle spalle, non vide altro che una fila di plafoniere. Davanti a lui ce n'erano
altrettante, una serie interminabile di chiazze luminose. Non vedeva n la porta da cui era entrato n
quella da cui sarebbe uscito.
Be', non era forse una metafora perfetta della vita?
Si appoggi contro la parete di acciaio del tunnel con la sensazione di essere in trappola,
sebbene niente e nessuno lo stesse trattenendo.
Bah, tutte cazzate. Bella lo teneva prigioniero. In catene. Lo teneva legato con la bellezza del
suo corpo, con la gentilezza del suo cuore e con la malriposta chimera dell'amore che brillava nei suoi
occhi color zaffiro.
In trappola... Era proprio in trappola.
Con un brusco salto all'indietro nel tempo, torn alla notte in cui Phury lo aveva finalmente
affrancato dalla schiavit.
Quando la Padrona si era presentata in compagnia dell'ennesimo maschio, lo schiavo era
rimasto indifferente. Dopo dieci decenni di prigionia non si curava pi dello sguardo altrui, abusi e
violenze non avevano altri orrori da insegnargli. La sua esistenza era un inferno equilibrato, scandito
da ritmi regolari, l'unica vera tortura consisteva nell'infinita durata della cattivit.
Poi per aveva avvertito qualcosa di strano. Qualcosa di... diverso. Aveva voltato la testa per
guardare lo sconosciuto: era gigantesco e vestito in modo sontuoso, quindi doveva essere un guerriero.
Questo era stato il suo primo pensiero, subito dopo aveva pensato che gli occhi gialli con cui lo stava
fissando erano colmi di un'angoscia sconvolgente. In verit, lo sconosciuto in piedi sulla soglia era
impallidito al punto che la sua pelle sembrava di cera.
Quando l'odore dell'unguento gli invase le narici, lo schiavo torn a guardare il soffitto,
incurante di ci che stava per accadere. Mentre la sua virilit veniva manipolata, tuttavia, nella stanza
si lev un'ondata di emozione. Lo schiavo guard di nuovo il maschio fermo appena oltre la soglia
della cella. E si accigli. Il guerriero stava per sfoderare un pugnale e fissava la Padrona come se
avesse in animo di uccider...
 altra porta si spalanc di colpo e uno dei cortigiani parl in preda al panico. Tutt'a un tratto
la cella si riemp di guardie, armi e rabbia cieca. La Padrona venne afferrata brutalmente dal maschio
alla testa del gruppo, che la schiaffeggi con tale violenza da mandarla a sbattere contro il muro di
pietra. Poi il maschio si avvent con un coltello in pugno contro lo schiavo, lui lanci un urlo e sent
un dolore tremendo alla fronte, al naso e alla guancia prima di sprofondare nelle tenebre
dell'incoscienza.
Quando riprese i sensi era appeso per il collo; il peso delle braccia, delle gambe e del busto lo
stava soffocando. Era come se il suo corpo, sapendo che stava per esalare l'ultimo respiro, lo avesse
ridestato nella remota speranza che il cervello potesse soccorrerlo. Un pietoso tentativo di
salvataggio, pens lo schiavo.
Vergine santissima, non avrebbe dovuto sentire dolore? Si chiese anche se gli avessero gettato
addosso dell'acqua perch era bagnato. Poi si accorse che qualcosa di viscoso gli stava colando negli
occhi. Sangue. Era coperto del suo stesso sangue.
E che cos'era tutto quel fragore intorno a lui? Clangore di spade? Una battaglia?
Alz gli occhi, e per una frazione di secondo smise di soffocare. Il mare. L davanti, nella sua
immensit. Fu pervaso dalla gioia... poi gli si annebbi la vista. Chiuse le palpebre e si accasci,
chiedendosi confusamente se il Fado non somigliasse almeno in parte a quel vasto orizzonte, una
distesa infinita inconoscibile e insieme accogliente come un focolare domestico.
Proprio mentre davanti a s vedeva una luce di un biancore accecante, la pressione sulla gola
cess e qualcuno lo afferr senza tanti complimenti. Ci furono grida e strattoni, poi una corsa
difficoltosa, tutta sobbalzi, che si concluse all'improvviso. Nel frattempo il dolore si era risvegliato in
ogni parte del corpo, penetrandolo fin dentro le ossa, colpendolo con pugni martellanti e sordi.
Due spari. Gemiti di dolore che non venivano da lui. Poi un grido e una raffica di vento sulla
schiena. Cadeva... Era nel vuoto e stava precipitando. ..
Oh, Dio, l'oceano. Fu colto dal panico. Il sale...
Dopo il violento impatto con l'acqua, la sua mente venne sopraffatta dalla sensazione del mare
sulla pelle martoriata. Perse i sensi.
Quando riprese di nuovo conoscenza, il suo corpo era ridotto a un sacco floscio tramortito dal
dolore. Con la vaga sensazione di essere congelato da una parte e moderatamente caldo dall'altra, si
spost nel tentativo di guardarsi intorno. Subito sent spostarsi anche la fonte di quel calore... Era
stretto in un abbraccio. C'era un maschio contro la sua schiena.
Con uno spintone si scroll di dosso quel corpo estraneo, trascinandosi faticosamente in mezzo
alla polvere. Aveva la vista annebbiata ma riusciva a intravedere qualcosa... un masso, un grosso
masso. Voleva nascondersi l. Una volta al riparo inspir a pieni polmoni, nonostante il dolore che lo
attanagliava. Riconobbe il profumo del mare e il tanfo di pesce marcio...
E anche un altro odore metallico. Metallico e penetrante...
Sbirci dietro il masso, e malgrado la vista debole distinse la sagoma del maschio che era
entrato nella cella insieme alla Padrona. Il guerriero adesso era seduto con la schiena appoggiata alla
parete della grotta, i lunghi capelli bagnati che gli ricadevano sulle spalle poderose. Gli abiti eleganti
erano ridotti a brandelli e gli occhi gialli erano colmi di sofferenza.
Ecco cos'era quell'altro odore, si disse lo schiavo. La tristezza che affliggeva il guerriero aveva
un odore.
Mentre lo annusava di nuovo, si sent tirare la faccia in modo strano. Si sfior la guancia con
la punta delle dita, sulla pelle c'era un solco, una grossa cicatrice... La segu su fino alla fronte e poi
gi fino al labbro. Ricord la lama del coltello che calava verso di lui. Ricord di avere gridato nel
sentire il taglio profondo.
Tremante, si strinse le braccia intorno al corpo.
Dovremmo scaldarci a vicenda disse il guerriero. In verit, stavo cercando di fare questo.
Non ho... mire su di te. Vorrei tanto alleviare le tue pene, per quanto possibile.
Come poteva credergli? Tutti i maschi della Padrona avevano sempre voluto fare sesso con lui.
Per questo lei li portava gi nella cella. Anche a lei piaceva guardare...
All'improvviso, tuttavia, lo schiavo ricord che il guerriero aveva estratto il pugnale con
l'apparente intenzione di uccidere la Padrona.
Apr la bocca, e con voce strozzata chiese: Chi siete, padrone?.
La bocca non funzionava pi come prima e le parole uscirono confuse. Riprov di nuovo, ma il
guerriero lo interruppe.
Ho capito cos'hai detto. L'odore metallico di tristezza si fece pi forte. Mi chiamo Phury.
Sono... tuo fratello.
No. Lo schiavo scosse la testa. Io non ho famiglia. Padrone.
No, io non sono. .. Il guerriero si schiar la gola. Non sono il tuo padrone. E tu hai sempre
avuto una famiglia. Sei stato rapito. Ti ho cercato per un secolo.
Temo che vi sbagliate.
Il guerriero si mosse, quasi volesse alzarsi in piedi, e lo schiavo si ritrasse di scatto,
abbassando gli occhi e coprendosi la testa con le braccia. Non sopportava di essere picchiato di
nuovo, anche se lo avrebbe meritato per la sua insubordinazione.
Nel suo modo stentato si affrett a dire: Non intendevo offendervi, padrone. Vi prego di
perdonarmi.
Vergine santa nell'alto dei cieli! Dall'altra parte della grotta giunse un suono strozzato.
Non voglio picchiarti. Sei al sicuro... Con me sei al sicuro. Finalmente ti ho trovato, fratello caro.
Lo schiavo scosse di nuovo la testa. Non voleva starlo a sentire perch all'improvviso aveva
capito ci che sarebbe successo al calar della notte. Lui apparteneva alla Padrona, il che significava
che le andava restituito.
Vi scongiuro gemette, non riportatemi da lei. Uccidetemi subito. .. ma non riportatemi da
lei.
Toglier la vita a entrambi piuttosto che abbandonarti di nuovo nelle sue mani.
Lo schiavo alz la testa. Gli occhi gialli del guerriero fiammeggiavano nell'oscurit della
grotta.
Lo schiavo fiss a lungo quello sguardo. Poi gli torn in mente che molto, moltissimo tempo
prima, la prima volta che si era svegliato in cattivit, all'indomani della transizione, la Padrona gli
aveva detto che le piacevano i suoi occhi... I suoi occhi gialli.
Nella sua specie erano in pochissimi a poter vantare iridi di un giallo dorato.
Le parole e i gesti del guerriero cominciarono a far breccia nella sua coscienza. Perch mai un
estraneo avrebbe dovuto rischiare la vita per liberarlo?
Il guerriero si mosse, e con una smorfia di dolore alz una coscia.
Gli mancava la parte inferiore della gamba.
Lo schiavo spalanc gli occhi. Come aveva fatto a salvare entrambi con quella menomazione?
Doveva aver lottato strenuamente anche solo per tenersi a galla. Perch non lo aveva semplicemente
abbandonato al suo destino?
Solo un vincolo di sangue poteva generare un altruismo simile.
Sei mio fratello? riusc a farfugliare, malgrado la ferita al labbro. Sono davvero sangue del
tuo sangue?
S. Sono il tuo gemello.
Lo schiavo si mise a tremare. Non  vero.
 vero, invece.
Un curioso timore si impadron di lui, raggelandolo. Si raggomitol su se stesso nonostante le
ferite che lo coprivano dalla testa ai piedi. Non lo aveva mai sfiorato il pensiero di poter essere
qualcosa di diverso da uno schiavo, di poter avere l'occasione di vivere in modo diverso. .. come un
essere degno di rispetto, invece che come un oggetto di propriet di qualcuno.
Prese a dondolarsi avanti e indietro, nella polvere. Quando si ferm, guard di nuovo il
guerriero. Che ne era stato della sua famiglia? Perch era accaduta una cosa del genere? Chi era lui,
in realt? E...
Sai se avevo un nome? chiese in un sussurro. Mi hanno mai dato un nome?
Il guerriero inspir a fatica.
Il tuo nome  Zsadist. Il respiro del guerriero si fece sempre pi affannoso, finch con voce
strozzata riusc a dire: Sei figlio... di Ahgony, un grande guerriero. Sei il preferito di nostra... madre,
Naseen.
Poi, con un singhiozzo angosciato, si prese la testa tra le mani.
Mentre piangeva, lo schiavo rimase a guardarlo in silenzio.
Zsadist scosse la testa al ricordo delle ore silenziose che erano seguite. Lui e Phury avevano
passato quasi tutto il tempo a osservarsi, semplicemente. Erano entrambi in condizioni pietose, ma tra
loro Phury era il pi forte, malgrado gli mancasse una gamba. Con delle alghe e dei pezzi di legno
gettati a riva dalle onde aveva messo insieme una zattera di fortuna che non garantiva nessuna stabilit.
Quando il sole era tramontato, l'avevano trascinata nell'oceano galleggiando lungo la costa, verso la
libert.
La libert.
S, come no. Lui non era libero; non lo era mai stato. Tutti gli anni perduti non lo avevano mai
abbandonato, la rabbia per ci che gli era stato sottratto e per ci che aveva subito era pi viva che mai,
pi di quanto non fosse vivo lui stesso.
Risent Bella che gli diceva di amarlo. E gli venne voglia di mettersi a urlare.
Invece riprese il cammino verso la Tana. Non aveva niente da darle, niente degno di lei, a parte
la vendetta, perci tanto valeva tornare al lavoro. Avrebbe fatto strage di lesser e li avrebbe accatastati
nella neve come tanti tronchi, in omaggio all'unica cosa che poteva offrire a Bella.
Quanto al lesser che l'aveva catturata, quello che l'aveva fatta soffrire, c'era una morte tutta
speciale ad attenderlo. Z non aveva amore per nessuno, ma per Bella avrebbe dato fondo all'odio che lo
consumava fino all'ultimo respiro.
Capitolo 29
Phury si accese uno spinello, guardando le sedici bombolette di Aqua Net allineate sul tavolino
di Butch e V. Che cosa ci fate con tutta quella lacca per capelli, ragazzi? Avete in mente di
rimorchiare?
Butch alz il lungo tubo in PVC in cui stava praticando un foro. Lanciapatate, amico. Uno
spasso.
Come, scusa?
Non sei mai stato a un campo estivo?
Intrecciare canestri e intagliare il legno sono roba da umani. Senza offesa, ma noi vampiri
abbiamo di meglio da insegnare ai nostri giovani.
Mah ! Non puoi dire di aver vissuto finch non hai fatto un raid notturno a caccia di mutandine
da donna. Comunque, infili la patata da questa parte, riempi il fondo con della lacca...
E poi gli dai fuoco concluse V dalla camera da letto, dalla quale emerse in accappatoio
sfregandosi i capelli bagnati con un asciugamano. Fa un baccano dell'accidente.
Un baccano dell'accidente gli fece eco Butch.
Phury guard il fratello. Perch, l'hai gi provato, V?
S, ieri notte. Per il lanciapatate si  inceppato.
Butch imprec. La patata era troppo grossa. Maledette patate dell'Idaho. Stasera ci riproviamo
con quelle rosse. Sar fantastico. Certo, la traiettoria pu essere un problema non indifferente...
Ma in pratica  come quando si gioca a golf disse V, buttando
l'asciugamano su una sedia. Si infil il guanto sulla mano destra per nascondere i tatuaggi sacri
che la coprivano dal palmo alla punta delle dita, su entrambi i lati. Voglio dire, bisogna pensare
all'arco che si traccia nell'aria...
Butch annu con vigore. Esatto,  proprio come a golf. Il vento ha un ruolo determinante...
Decisivo.
Phury continu a fumare per un altro paio di minuti mentre i due si completavano le frasi a
vicenda. Dopo un po' si sent in dovere di considerare: Secondo me passate troppo tempo insieme,
non so se mi spiego.
Vishous scosse la testa rivolto allo sbirro. L'amico non sa apprezzare questo genere di cose. E
cos da sempre.
Vorr dire che prenderemo di mira la sua stanza.
Ottima idea. Tra l'altro d proprio sul giardino...
Cos non dobbiamo nemmeno fare la fatica di girare intorno alle macchine in cortile.
Fantastico.
La porta del tunnel si spalanc di colpo e tutti e tre si voltarono all'unisono.
Sulla soglia c'era Zsadist. E aveva addosso l'odore di Bella. Un odore speziato e penetrante di
sesso e una punta di quello tipico dei vampiri innamorati.
Phury si irrigid, aspirando una lunga boccata di fumo. Oh, Dio... Erano stati a letto insieme.
L'impulso di correre in casa a controllare che lei respirasse ancora era quasi irresistibile. Cos
come la voglia di massaggiarsi il petto fino a far sparire il buco dolorante che si era aperto proprio al
centro.
Il suo gemello aveva avuto ci che lui bramava pi di ogni altra cosa.
Quel SUV si  mosso? chiese Z rivolto a Vishous.
V and ai computer e premette qualche tasto. No.
Fammi vedere disse Zsadist avvicinandosi.
Si chin sulla scrivania e V indic lo schermo. Eccolo l. Se parte posso seguirne il tragitto.
Sai come forzare uno di quegli Explorer senza far scattare l'allarme?
Per piacere.  soltanto una macchina. Se quando fa buio  ancora l, te la apro in men che non
si dica.
Z si raddrizz. Mi serve un altro cellulare.
Vishous apr un cassetto, tir fuori un telefonino e lo controll con cura. Ecco qua. Mander a
tutti un SMS con il tuo nuovo numero.
Chiamami, se quel SUV si muove.
Mentre Zsadist si voltava per andarsene, Phury fece un altro tiro trattenendo il fumo nei
polmoni. La porta si chiuse con un colpo secco.
Senza rendersene conto, Phury spense la canna e segu il gemello.
Nel tunnel Z si ferm non appena sent un rumore di passi alle sue spalle. Si volt di scatto e la
plafoniera sopra di lui gli illumin le guance incavate, il duro profilo della mascella, la lunga cicatrice.
Cosa c'? La voce profonda riecheggi nella galleria. Lasciami indovinare disse
accigliandosi. C'entra Bella.
Phury si ferm. Pu darsi.
Di sicuro. Z abbass gli occhi e li tenne fissi sul pavimento. Hai sentito che avevo addosso
il suo odore, giusto?
Nel lungo silenzio che segu, Phury avrebbe tanto voluto avere in bocca uno spinello.
Dimmi solo una cosa... Lei sta bene dopo che... ci sei andato a letto?
Z incroci le braccia al petto. S. E non preoccuparti, le sar passata la voglia di farlo.
Oh, Dio. Perch?
L'ho costretta... Il labbro deturpato di Z si assottigli. Non ha importanza.
Che cosa? Cosa le hai fatto?
L'ho costretta a farmi male. Phury trasal e Z scoppi a ridere; era una risata sommessa,
mesta. Gi, non c' bisogno di fare tanto il protettivo. Bella non si avviciner pi a me.
Come... Che cosa  successo?
S, certo... Non dirai sul serio? Non ho la minima intenzione di scendere nei particolari.
E tutt'a un tratto Z si concentr sul viso del gemello. L'intensit del suo sguardo fu una sorpresa
perch di rado guardava qualcuno negli occhi. Su con la vita, fratello, so quello che provi per lei e...
ehm... spero che quando le acque si saranno calmate potrai... stare con lei o roba del genere.
Era impazzito? si chiese Phury. Era impazzito, cazzo?
Come diavolo pensi che possa funzionare, Z? Ormai ti sei legato a lei.
Zsadist si pass la mano sul cranio rasato. Non proprio.
Stronzate.
Non ha nessuna importanza, va bene? Molto presto Bella uscir da questa crisi post-traumatica
in cui  sprofondata e vorr un vero compagno.
Phury scosse la testa; sapeva perfettamente che un vampiro innamorato non poteva soffocare i
sentimenti che provava per la sua femmina. Fino alla morte.
Tu sei pazzo, Z. Come fai a dire di sperare che io mi metta con lei? Ne moriresti.
Zsadist cambi espressione e Phury ne rimase scioccato. Quanta sofferenza, pens. Sembra
insostenibile.
Poi il suo gemello avanz verso di lui e Phury si prepar per... Dio, non sapeva nemmeno lui
cosa aspettarsi.
Z alz la mano, ma non in un gesto rabbioso. Quando Phury sent il palmo posarsi
delicatamente sulla sua guancia, non riusc a ricordare l'ultima volta che Z lo aveva toccato con tanta
tenerezza. O lo aveva anche solo toccato.
Zsadist parl a bassa voce, in tono pacato, facendo scorrere il pollice avanti e indietro sulla
pelle priva di difetti del fratello.
Tu sei il maschio che io avrei potuto essere. Sei il potenziale che avevo e ho perduto. Sei
l'onore, la forza e la dolcezza di cui ha bisogno. Ti prenderai cura di lei. Io voglio che tu ti prenda cura
di lei. Poi lasci ricadere la mano. Sar un'unione felice. Con te come hellren potr camminare a
testa alta. Potr essere fiera di mostrarsi in pubblico con te al suo fianco. Sar invincibile sul piano
sociale. La glymera non potr toccarla.
La tentazione era forte. Ma cosa ne sarebbe stato del suo gemello?
Non sopporteresti mai l'idea di sapermi insieme a lei.
Ogni dolcezza svan all'istante. Tu o qualcun altro, il dolore sarebbe lo stesso. E poi lo sai che
sono abituato a soffrire. Z incresp le labbra in un ghigno feroce. Per me  come essere a casa,
fratello.
Phury pens a Bella e a come aveva rifiutato la sua vena. Ma non credi che anche lei debba
avere voce in capitolo?
Alla fine capir. Non  stupida. Per niente. Z si volt e riprese a camminare. Poi si ferm, e
senza guardarsi indietro disse: C' un'altra ragione per cui voglio che sia tu ad averla.
Questa almeno  sensata?
Tu meriti di essere felice. Phury rimase senza fiato. Tu vivi una vita a met mormor
Zsadist.  cos da sempre. Lei si prenderebbe cura di te e sarebbe... sarebbe una bella cosa. Mi farebbe
piacere per te.
Prima che l'altro potesse aprire bocca, Z aggiunse: Ti ricordi quando eravamo in quella
grotta... dopo che mi hai liberato? Il giorno che siamo rimasti seduti l dentro insieme, in attesa che il
sole tramontasse?.
S sussurr Phury fissando la schiena del gemello.
C'era una puzza tremenda, in quel posto, vero? Te lo ricordi? Puzza di pesce.
Ricordo tutto.
Mi sembra ancora di vederti, appoggiato contro la parete della grotta, con i capelli
scompigliati, i vestiti bagnati e macchiati di sangue. Eri proprio un disastro disse Z scoppiando a
ridere. Io ero conciato anche peggio, ne sono sicuro. Comunque... Hai detto che avresti alleviato le
mie pene, se solo avessi potuto.
 cos.
Ci fu un lungo silenzio. Poi una folata gelida si lev dal corpo di Z, che si volt a guardare il
gemello da sopra la spalla. I suoi occhi neri erano glaciali, il volto scuro come le tenebre eterne
dell'inferno.
Nessuno potr mai alleviare le mie pene.  troppo tardi . Ma per te c' ancora speranza. Quindi
vai a prendere quella femmina che desideri tanto. Vai a prenderla e cerca di farla ragionare. La sbatterei
fuori dalla mia stanza, se potessi, ma so gi che rifiuterebbe di andarsene.
Z si allontan a grandi passi, i pesanti stivali che risuonavano con fragore sul pavimento del
tunnel.
Qualche ora dopo, Bella girava per casa. Aveva passato parte della notte in compagnia di Beth e
Mary, apprezzando molto la loro amicizia. Ma adesso c'era un gran silenzio perch i fratelli e tutti
quanti erano andati a letto. Solo lei e Boo vagavano per i corridoi mentre il giorno scorreva lento. Il
gatto camminava al suo fianco, quasi sapesse che aveva bisogno di compagnia.
Era esausta, talmente stanca da riuscire a malapena a reggersi in piedi. Purtroppo non trovava il
modo per placare l'irrequietezza che la agitava.
Si sentiva bruciare, come se qualcuno avesse avvicinato un asciugacapelli a ogni centimetro
della sua pelle; stava covando qualche malanno, pens, anche se non capiva come fosse possibile. Era
stata con i lesser per sei settimane e da loro non si era beccata nessun virus. E nessuno dei fratelli o
delle loro shellan era malato. Forse era solo una cosa emotiva.
Ma va?
Svolt l'angolo e si ferm: gira e rigira, eccola di nuovo nella galleria delle statue. Si chiese se
Zsadist fosse in camera sua.
Rest delusa quando apr la porta e la trov vuota.
Quel maschio era come una droga, si disse. Non le faceva bene, ma non riusciva a liberarsi dalla
dipendenza.
 ora di andare a letto, Boo.
Il gatto la salut con un miao, quasi a voler prendere congedo dai suoi doveri di
accompagnatore, poi trotterell fino in fondo al corridoio, silenzioso come una nevicata e altrettanto
bello.
Mentre chiudeva la porta, Bella venne assalita da un'altra vampata di calore. Si tolse la felpa e
fece per aprire una finestra, ma naturalmente le tapparelle erano abbassate: erano le due del
pomeriggio. Nella disperata ricerca di un po' di refrigerio, si infil sotto la doccia e rimase sotto l'acqua
fredda Dio solo sapeva per quanto. Quando usc stava ancora peggio, la pelle era tutta un formicolio e
aveva la testa pesante.
Si avvolse in un asciugamano e punt verso il letto. Prima di infilarsi tra le lenzuola guard il
telefono: forse avrebbe dovuto chiamare suo fratello. Dovevano vedersi faccia a faccia e dovevano
farlo alla svelta, perch la tregua che Wrath si era concesso non sarebbe durata a lungo. Rehv non
dormiva mai, quindi adesso era sicuramente sveglio.
Ma quando fu assalita da un'altra ondata di calore, cap che non era il momento di affrontarlo.
Si sarebbe riposata un po', in attesa del buio. Al tramonto avrebbe chiamato Rehvenge, dandogli
appuntamento in campo neutro, in qualche luogo pubblico. E lo avrebbe convinto a piantarla con le
stronzate.
Si sedette sul bordo del materasso e sent una strana pressione tra le gambe. Il sesso con Zsadist,
pens. Era passato cos tanto tempo dall'ultima volta che aveva accolto un maschio dentro di s. E
l'unico altro suo amante non aveva la corporatura di Zsadist. E non si muoveva come lui.
Immagini di Zsadist sopra di lei, scuro in volto, teso, eccitato, risvegliarono in lei qualcosa che
la lasci tutta tremante. Di colpo una sensazione fortissima la trafisse nella sua intimit, proprio come
se lui la stesse penetrando di nuovo, inondandole le vene con un misto di miele e acido.
Accigliandosi, Bella lasci cadere l'asciugamano e si guard. I seni sembravano molto pi
grossi del normale, i capezzoli di un rosa pi carico. Effetto della bocca di Zsadist? Per forza.
Con un'imprecazione si sdrai, coprendosi con il lenzuolo. Il caldo non le dava tregua. Si mise a
pancia in gi. Apr le gambe. Cerc in tutti modi di trovare refrigerio. Ma la smania cresceva sempre di
pi.
Quando la neve prese a cadere abbondante e la luce pomeridiana inizi ad attenuarsi, O sal sul
camioncino e guid verso sud fino alla Route 22. A un certo punto accost e guard U.
L'Explorer  a un centinaio di metri alle nostre spalle, sempre dritto. Portalo fuori dal bosco
alla svelta, poi vai a comprare tutto l'occorrente e cerca di scoprire quelle date di consegna. Voglio
seguire le tracce di quelle mele e voglio che l'arsenico sia pronto per quando ci servir.
D'accordo disse U slacciando la cintura di sicurezza. Per, senti, devi rivolgere un discorso
alla Societ.  tradizione che il Fore-lesser. ..
Non mi interessa tagli corto O.
Guard fuori dal parabrezza i tergicristalli che pulivano il vetro dalla neve. Ora che aveva
delegato a U quella dannata festa per il solstizio d'inverno, poteva ricominciare a spremersi il cervello
per trovare la risposta al problema principale: come diavolo faceva a rintracciare sua moglie?
Ma appena assume il comando, il Fore-lesser rivolge un discorso ai membri della Societ.
Cristo, la voce di U gli dava davvero sui nervi. Cos come la sua mentalit ristretta, tipica di chi
 abituato a fare sempre tutto come da manuale.
O, devi...
Chiudi il becco, amico. Le riunioni non mi interessano.
Okay sospir U con evidente disappunto. Allora dove vuoi che piazzi le squadre?
Tu cosa dici? In centro, no?
Se tra uno scontro e l'altro con i fratelli incappano in qualche civile, vuoi che lo facciano
prigioniero o che lo ammazzino? E pensi di costruire un altro centro di persuasione?
Me ne infischio.
Ma ci serve. ..E U riattacc con la sua tiritera.
Come poteva rintracciarla? Dove... O.
O gli scocc un'occhiataccia, sul punto di esplodere. Cosa?
Per un attimo, U mosse la bocca come un pesce. Aperta. Chiusa. Senza proferire parola.
Niente disse alla fine.
Bravo. Non voglio pi sentirti parlare. Adesso scendi subito dal mio camioncino e vedi di
renderti utile, invece di blaterare a vanvera.
Non appena gli stivali di U toccarono terra, O diede gas. Ma non and molto lontano. Svolt nel
viottolo della fattoria per dare un'altra occhiata alla casa di sua moglie.
Niente orme sulla neve fresca. Niente luci accese. Tutto deserto.
Accidenti a quei Beta.
Fece dietrofront, puntando verso il centro di Caldwell. Gli bruciavano gli occhi per la mancanza
di sonno, ma non aveva intenzione di sciupare le ore notturne per ricaricarsi. Neanche morto.
Cristo... Se non ammazzava qualcuno alla svelta rischiava di dar fuori di matto.
Capitolo 30
Zsadist pass l'intera giornata in palestra. Prese a pugni il sacco da pugile senza guantoni. Fece
un po' di sollevamento pesi. Un po' di corsa. Poi ancora un po' di pesi. Fece pratica con i pugnali.
Quando rientr in casa erano quasi le quattro ed era pronto per andare a caccia.
Appena messo piede nell'atrio, si ferm. Qualcosa non quadrava.
Si guard intorno. Alz gli occhi verso il primo piano. Drizz le orecchie in cerca di strani
rumori. Annus l'aria, ma l'unico odore che sent fu quello del pasto che Fritz stava servendo in sala da
pranzo, quindi si diresse l, convinto che qualcosa non andava, ma incapace di capire cosa fosse. Trov
i fratelli seduti a tavola e stranamente taciturni. Mary e Beth, dal canto loro, mangiavano e
chiacchieravano tranquillamente. Non c'era traccia di Bella.
Non aveva appetito, comunque si avvi verso il posto libero accanto a Vishous e si sedette. Si
sentiva tutto contratto per via della sudata in palestra.
L'Explorer si  mosso? chiese a V.
Non finch sono uscito per venire qui. Controller non appena torno alla Tana, ma non
preoccuparti, il computer  in grado di seguire le sue tracce anche in mia assenza. Potremo vedere che
strada prende.
Sei sicuro?
Vishous lo guard serio. S. Assolutamente. Ho messo a punto io stesso il programma.
Z annu, poi si mise una mano sotto il mento e fece scrocchiare il collo. Miseria, quant'era
rigido.
Un attimo dopo entr Fritz con due belle mele lucide e un coltello. Dopo aver ringraziato il
maggiordomo, Z attacc a pelare una Granny Smith. Mentre la sbucciava, cambi posizione sulla sedia.
Merda... Si sentiva le gambe strane, e anche la schiena. Che avesse esagerato, in palestra? Cambi di
nuovo posizione, poi torn a concentrarsi sulla mela, girandola e rigirandola nella mano. Aveva quasi
finito, quando si accorse che continuava ad accavallare e scavallare le gambe sotto il tavolo, neanche
fosse una fottuta Rockette.
Guard gli altri fratelli. V continuava ad accendere e spegnere l'accendino battendo il piede per
terra. Rhage si stava massaggiando la spalla, anzi no, adesso era passato al braccio, no, al pettorale
destro. Phury spingeva in circolo la tazzina da caff, mordendosi il labbro e tamburellando con le dita.
Wrath roteava la testa sul collo, a sinistra, a destra, indietro, avanti, teso come una linea elettrica ad alto
voltaggio. Anche Butch sembrava irrequieto.
Nessuno di loro aveva toccato cibo, nemmeno Rhage.
Mary e Beth, invece, sembravano normalissime quando si alzarono per sparecchiare. Si misero
a scherzare e a discutere con Fritz, volevano aiutarlo a portare in tavola ancora un po' di caff e di
frutta.
Le due donne avevano appena lasciato la stanza quando la prima ondata di energia invest la
casa. Quella forza invisibile and dritta al coso tra le gambe di Zsadist, drizzandolo all'istante. Il
vampiro si irrigid e not che anche gli altri, compreso Butch, erano rimasti impietriti, come se ognuno
di loro si stesse chiedendo se avesse proprio sentito quello che aveva sentito o se invece si era
sbagliato.
Un istante dopo arriv una seconda ondata. Il coso nei calzoni di Z si drizz ancora di pi,
fulmineo come l'imprecazione che gli usc dalla bocca.
Porca puttana! esclam qualcuno.
Non pu essere vero grugn qualcun altro.
La porta a vento della cucina si spalanc e Beth entr reggendo un vassoio colmo di frutta
tagliata a pezzetti. Adesso arriva Mary con il caf...
Wrath si alz cos in fretta da rovesciare la sedia. In due falcate le fu accanto, le tolse il vassoio
di mano e lo butt sul tavolo senza badare a dove finiva. Mentre tocchetti di fragole e melone
rimbalzavano fuori dal vassoio d'argento atterrando sul piano di mogano, Beth gli scocc
un'occhiataccia.
Wrath, cosa diav...
Lui la trasse a s, baciandola con trasporto, quasi volesse possederla l, davanti a tutti. Senza
smettere di baciarla, la sollev per il fondoschiena. Con una risatina soffocata, lei gli cinse la vita con
le gambe. Il re usc a grandi passi dalla sala da pranzo con il viso affondato nel collo della sua leelan.
A quel punto un'altra potentissima ondata di energia si abbatt sulla casa, travolgendo i vampiri
riuniti nella stanza. Zsadist si aggrapp al bordo del tavolo, e non fu il solo. Vishous aveva le nocche
bianche per lo sforzo.
Bella... doveva essere Bella. Per forza. Bella era entrata nel periodo del bisogno.
Havers lo aveva avvertito, pens Z. Al termine della visita ginecologica aveva concluso che era
prossima al periodo fertile.
Misericordia. Una femmina in calore in una casa con sei maschi.
Era questione di tempo e i fratelli si sarebbero abbandonati ad atti osceni in preda al pi
sfrenato istinto sessuale. Allora tutti sarebbero stati in grave pericolo.
Quando Mary torn dalla cucina, Rhage le and incontro come un carro armato strappandole di
mano la caffettiera e appoggiandola sull'orlo della credenza; la caffettiera scivol, rovesciando il caff
bollente per terra. Il vampiro spinse la sua donna contro il muro premendosi contro di lei, chin la testa
e cominci a fare le fusa. Un ronron erotico cos sonoro da far tintinnare il lampadario di cristallo.
L'esclamazione scioccata di Mary fu seguita da un sospiro molto femminile.
In un batter d'occhio, Rhage la prese in braccio e la port fuori dalla stanza.
Butch si guard in grembo, poi alz gli occhi sugli altri. Sentite, non per essere volgare, ma
anche voi siete... ehm...
S rispose V a denti stretti.
Volete spiegarmi cosa sta succedendo?
Bella  entrata nel periodo fertile disse V gettando via il tovagliolo. Cristo. Quanto manca al
tramonto?
Phury controll l'orologio. Quasi due ore.
Per allora saremo degli stracci. Dimmi che hai un po' di fumo.
S, in abbondanza.
Butch, accetta un consiglio e lascia subito la propriet. La Tana non  abbastanza lontana da
Bella. Non pensavo che gli umani ne subissero gli effetti, ma a quanto pare...
Quando un'altra ondata li colp in pieno, Z venne catapultato all'indietro sulla sedia e sollev
involontariamente l'inguine. Sentendo i gemiti degli altri, cap che erano nella merda fino al collo. Per
quanto si fingessero civilizzati, i vampiri maschi non potevano fare a meno di reagire a una femmina
nel suo periodo fertile, e il loro impulso sessuale aumentava con il protrarsi e il rafforzarsi del bisogno
della femmina.
Se fosse stato buio avrebbero potuto salvarsi allontanandosi; invece era giorno ed erano
prigionieri del quartier generale fino al tramonto, e a quel punto sarebbe stato troppo tardi per scappare.
Dopo un'esposizione prolungata, i maschi si rifiutavano istintivamente di allontanarsi dalla femmina in
calore. Anche se il cervello ordinava loro di darsi alla fuga, il corpo si sarebbe ribellato; in caso
contrario avrebbero sofferto una crisi di astinenza molto pi dolorosa della smania di fare sesso. Wrath
e Rhage, essendo accoppiati, avevano la possibilit di dare sfogo alle voglie. Gli altri erano nei guai. La
loro unica speranza era di riuscire a stordirsi completamente.
E Bella... Oh, Dio... La poveretta avrebbe sofferto pi di tutti loro messi insieme.
Vishous si alz da tavola, reggendosi allo schienale della sedia. Dai, Phury. Andiamo a
fumare. Svelto. Z, tu vai da lei, giusto?
Zsadist chiuse gli occhi.
Z? Pensi tu a soddisfarla... giusto?
John alz lo sguardo dal tavolo della cucina quando sent squillare il telefono. Sal e Regin, i
doggen di famiglia, erano usciti a fare la spesa, quindi toccava a lui prendere la telefonata.
John, sei tu? Era Tohr, sulla linea del piano di sotto.
Il ragazzo fischi, mettendosi in bocca un'altra forchettata di riso in bianco con salsa allo
zenzero.
Senti, oggi non c' lezione. Sto avvertendo tutte le famiglie.
John abbass la forchetta e fece un fischio prolungato.
C' una... complicazione al quartier generale. Ma dovremmo poter riprendere domani o
dopodomani al massimo. Vedremo come vanno le cose. Di conseguenza abbiamo anticipato il tuo
appuntamento alla clinica di Havers. Butch sta venendo a prenderti in questo momento, okay?
John fece due fischi brevi.
Bene... Butch  un umano, per  in gamba. Mi fido di lui. In quel mentre suon il
campanello. Questo dev'essere lui... s,  Butch. Lo vedo sul monitor video. Ascolta, John... a
proposito di questa faccenda della terapia. Se ti mette a disagio non sei costretto a tornarci, va bene?
Nessuno potr obbligarti a farlo.
John sospir dentro il ricevitore pensando: Grazie.
Sai riprese Tohr con una risatina, nemmeno io vado matto per queste fesserie psicologiche...
Ahia! Wellsie, ma cosa diavolo ti prende?
Segu una rapida conversazione nell'antico idioma.
A ogni modo riprese Tohr al telefono, mandami un SMS quando hai finito, okay?
John fischi due volte, riattacc e mise piatto e forchetta nella lavastoviglie.
Terapia... addestramento... Gli davano il voltastomaco entrambi, ma se proprio doveva
scegliere, sempre meglio lo strizzacervelli che Lash. Tutta la vita. Cavolo, almeno la seduta dal dottore
non sarebbe durata pi di sessanta minuti! Lash, invece, doveva sorbirselo per ore e ore di seguito.
Uscendo, prese il giubbotto e il bloc-notes. Quando apr la porta, l'umano sul portico gli sorrise.
Ehil, ragazzo. Io sono Butch. Butch O'Neal. Il tuo taxi.
Accipicchia. Quel Butch O'Neal era... be', tanto per cominciare era vestito come un modello di
GQ. Sotto il cappotto nero di cachemire aveva un elegante completo gessato, una strabiliante
cravatta rossa e una camicia immacolata. Anche la pettinatura faceva colpo: i capelli scuri erano tirati
all'indietro sulla fronte in modo molto naturale, come se ci avesse passato dentro le dita. E le scarpe...
Caspita. Gucci originali... pelle nera, fascetta rossa e verde, e una lucida staffa dorata.
Buffo, non era bello, non nel senso classico del termine almeno, alla Mister Perfezione. Il naso
doveva essere stato preso a cazzotti pi di una volta e gli occhi color nocciola erano troppo penetranti e
stanchi per essere definiti belli. Ma era come una pistola carica, pronta a sparare: dava l'idea di avere
un'intelligenza acutissima e una forza pericolosa che reclamavano rispetto.
John? Tutto bene?
Il ragazzo fischi e gli tese la mano. Butch gliela strinse e sorrise di nuovo.
Allora, sei pronto? Possiamo andare? chiese in tono un po' pi gentile. Come se lo avessero
avvertito di cosa lo aspettava alla clinica di Havers.
Dio... Dovevano saperlo proprio tutti?
Mentre chiudeva la porta, John immagin che lo scoprissero anche i suoi compagni di classe e
gli venne da vomitare.
Segu Butch fino alla Escalade nera con i finestrini oscurati e i cerchioni cromati. All'interno
l'auto era calda e odorava di cuoio e di costoso dopobarba.
L'umano mise in moto e accese lo stereo. Subito il SUV si riemp del suono ritmato di Mystical.
John guardava i fiocchi di neve che cadevano lenti e la luce color pesca che colorava il cielo. Quanto
avrebbe voluto andare da un'altra parte. Qualunque altro posto sarebbe stato okay. Be', esclusa la
scuola.
Allora, John disse Butch, non far finta di niente. So perch hai appuntamento alla clinica e
ti dir una cosa. Anche a me  toccato andare dallo strizzacervelli.
Il ragazzo lo guard sorpreso e l'umano annu. Gi, quando ero nella polizia. Per dieci anni
sono stato detective alla Omicidi, e l ti capita di vedere un mucchio di cose tremende. C'era sempre
qualche tizio con l'aria sincera, da bravo ragazzo, con gli occhiali della nonna e un blocco stenografico
in mano che mi assillava per farmi parlare. Lo odiavo.
John trasse un profondo respiro, stranamente sollevato nel sentire che nemmeno l'umano aveva
gradito quell'esperienza, proprio come tra non molto sarebbe successo a lui.
Ma la cosa buffa  che... Giunto a uno stop, Butch mise la freccia. Un attimo dopo si immise
rapidamente nel traffico. La cosa buffa  che... credo mi sia servito. Non quando me ne stavo seduto
di fronte al Dottor Sincerit, il supereroe che mi incoraggiava a condividere con lui i miei sentimenti.
In quei momenti, francamente, avevo sempre voglia di scappare, mi veniva addirittura la pelle d'oca.
Per... dopo, ripensavo a quello che ci eravamo detti e, sai, l'amico non aveva poi tutti i torti. Mi 
servito a rilassarmi, in un certo senso, anche se ero convinto di stare bene. Perci alla fine  stato un
bene.
John pieg la testa di lato.
Vuoi sapere che cosa ho capito? mormor Butch. Rimase a lungo in silenzio. Solo quando
entrarono in un quartiere molto signorile continu: Niente di speciale, figliolo. Niente di speciale.
Svolt in un vialetto, si ferm davanti a un cancello e abbass il finestrino. Dopo aver premuto
il pulsante di un citofono e aver detto il proprio nome, vennero ammessi all'interno.
Butch parcheggi l'Escalade sul retro di un sontuoso edificio decorato a stucco grande quanto
una scuola superiore, e John apr la portiera per scendere. Quando lo raggiunse dall'altra parte del SUV,
si accorse che l'umano aveva tirato fuori una pistola: la teneva stretta vicino alla coscia, sperando che
passasse inosservata.
Non era la prima volta che John assisteva a una scena del genere. Phury si era comportato in
modo analogo quando erano andati alla clinica, un paio di notti prima. I fratelli non erano al sicuro, in
quel posto?
John si guard intorno. Tutto sembrava normalissimo per essere una propriet tanto sfarzosa.
Forse i fratelli non erano al sicuro da nessuna parte.
Butch lo prese per un braccio e si avvi spedito verso una massiccia porta di acciaio, scrutando
attentamente il garage a dieci posti dietro la casa, le querce ai margini della tenuta e le altre due auto
parcheggiate vicino a quello che aveva tutta l'aria di essere l'ingresso della cucina. John fu costretto a
correre per stargli dietro.
Giunti all'ingresso posteriore, Butch mostr il volto a una telecamera di sicurezza e i pannelli di
acciaio davanti a loro si aprirono con un clic. Entrati in un vestibolo, i battenti della porta si chiusero
alle loro spalle, poi si apr un montacarichi. Scesero al piano di sotto.
Ad attenderli trovarono un'infermiera, che John riconobbe per averla gi vista la volta
precedente. Quando lei li accolse con un sorriso, Butch ripose la pistola nella fondina sotto l'ascella
sinistra.
L'infermiera indic un corridoio. Petrilla vi sta aspettando.
Stringendo convulsamente il bloc-notes, John trasse un profondo respiro e la segu, con la
sensazione di andare alla forca.
Z si ferm davanti alla porta della camera da letto. Voleva dare solo una rapida occhiata a Bella
per vedere come stava prima di filare da Phury a strafarsi. Odiava ogni forma di torpore indotto dalla
droga, ma qualunque cosa era preferibile a quella furibonda smania di sesso.
Socchiuse la porta e si accasci contro lo stipite. Sembrava di stare in un giardino nel pieno
della fioritura: l'odore che impregnava la stanza era il pi buono che avesse mai invaso le sue narici.
Il suo coso cercava disperatamente di uscire, premendo contro la patta dei pantaloni.
Bella? chiam al buio.
Quando ud un gemito, entr e si chiuse la porta alle spalle.
Oh, Dio. Il suo profumo... Gli sfugg un grugnito gutturale e pieg le dita ad artiglio. I piedi lo
trascinarono a forza verso il letto, l'istinto prese il sopravvento sul cervello.
Bella si stava dimenando sul letto, tra le lenzuola aggrovigliate. Quando lo vide lanci un urlo,
poi si plac, quasi si fosse imposta di calmarsi.
Sto bene disse rotolando a pancia in gi e sfregando le cosce mentre si copriva con il
piumino. Sto... davvero... Andr...
Dal suo corpo si sprigion un'altra onda che invest in pieno Zsadist spingendolo ali indietro,
mentre lei si raggomitolava su se stessa.
Vattene gemette.  peggio... quando sei qui. Oh... Dio.
Si lasci sfuggire un'imprecazione strozzata e Z incespic all'indietro verso la porta, sebbene il
suo corpo reclamasse a gran voce di restare.
Trascinarsi in corridoio fu come strappare via un mastino dalla preda che aveva puntato; una
volta chiusa la porta, si precipit in camera di Phury.
Dal fondo della galleria delle statue sentiva l'odore di quello che il suo gemello e V stavano
fumando. Quando piomb nella stanza, la coltre di fumo era gi fitta come nebbia.
I fratelli erano sul letto e stringevano tra le dita due grosse canne, le labbra serrate, il corpo in
tensione.
Cosa diavolo ci fai qui? chiese V.
Dammene un po' disse Zsadist, accennando con il capo alla scatola di mogano appoggiata
sulle coperte in mezzo ai vampiri.
Perch l'hai lasciata sola? lo incalz V aspirando a fondo, la punta dello spinello rossa di
brace. Il bisogno non  ancora passato.
Ha detto che era peggio se stavo l. Z si allung sopra il suo gemello per prendere una canna.
Fatic ad accenderla perch le mani gli tremavano in modo incontrollabile.
Com' possibile?
Ti sembro il tipo che ha esperienza di queste cose?
Ma dovrebbe stare meglio se con lei c' un maschio. V si sfreg la faccia, poi lo guard
incredulo. Un momento... Non sei andato a letto con lei,  cos? Z...? Z, rispondi, cazzo.
No, non l'ho fatto scatt rabbioso lui, notando che Phury era silenziosissimo.
Come ti  venuto in mente di abbandonare quella poveretta nello stato in cui si trova?
Ha detto che stava bene.
Gi, be', siamo solo all'inizio, tra non molto non star bene per niente. L'unico modo per
alleviare le sue pene  che un maschio venga dentro di lei, mi segui? Non puoi assolutamente piantarla
l da sola.  una crudelt.
Z and a una delle finestre. Le tapparelle erano ancora abbassate e lui pens al sole, il grande
carceriere che splendeva alto nel cielo. Dio, quanto avrebbe voluto uscire di casa. Si sentiva sempre pi
in trappola e l'impulso di scappare era irresistibile, quasi quanto la voglia che lo divorava.
Pens a Phury, che teneva gli occhi bassi senza dire una parola.
Questa  la tua grande occasione. Di' al tuo gemello di andare da lei in fondo al corridoio, di
montarla finch lei  in calore.
Coraggio. Digli di uscire da questa stanza e di andare nella tua, di togliersi i vestiti e coprirla
con il suo corpo.
Oh...Dio...
La voce di Vishous interruppe quella tortura. Zsadist,  sbagliato, lo sai anche tu, vero? Il
tono era fastidiosamente ragionevole. Non puoi farle questo, lei...
Perch non ti fai un po' gli affaracci tuoi, fratello?
Ci fu un breve silenzio. E va bene, vorr dire che ci penser io.
Z volt la testa di scatto proprio mentre Vishous si toglieva di bocca lo spinello, alzandosi in
piedi. Quando si tir su i calzoni, la sua eccitazione era evidente.
Zsadist attravers la stanza in un lampo, lo butt a terra e strinse le mani intorno al collo taurino
del fratello. Le zanne gli spuntarono dalla bocca come coltelli e lui le scopr soffiando.
Se ti azzardi ad avvicinarla ti uccido.
Alle loro spalle si levarono dei rumori confusi, senza dubbio Phury che si apprestava a
separarli. Ma V lo blocc.
Phury! No! sibil senza fiato.  una cosa tra me... e lui.
Gli occhi di diamante di Vishous erano penetranti e risoluti quando guard in su, e malgrado
faticasse a respirare la sua voce suon stentorea come sempre.
Rilassati, Zsadist... razza di idiota... Un respiro profondo. Non vado da nessuna parte...
Volevo solo attirare la tua attenzione. Adesso molla... la presa.
Z allent la stretta sul collo di V, senza per scendere dal suo petto.
Vishous inspir a fondo. Un paio di volte. Adesso la senti quella forza irresistibile, Z? Senti
l'urgenza di difendere il tuo territorio? Ormai sei legato a Bella.
Era difficile negare l'evidenza, pens Z, considerato come aveva appena atterrato il fratello.
Senza considerare che aveva ancora le mani serrate intorno al suo collo.
La voce di V si ridusse a un bisbiglio. La strada per uscire dall'inferno ti sta aspettando. Lei 
in fondo al corridoio, amico. Non essere sciocco. Vai da Bella. Starete meglio tutti e due.
Z alz una gamba e smont da V, lasciandosi rotolare sul pavimento. Per evitare di pensare alle
vie d'uscita dall'inferno, alle femmine e al sesso, si chiese oziosamente cosa ne era stato dello spinello
che stava fumando. Lanci un'occhiata alla finestra e vide che aveva avuto l'accortezza di posarlo in
bilico sul davanzale prima di lanciarsi a razzo contro Vishous.
Che gentiluomo, eh?
Lei pu guarirti disse V.
Io non voglio essere guarito. E non voglio metterla incinta, capito? Sarebbe un disastro
terribile.
 la prima volta per lei?
Non lo so.
Se  cos, le probabilit che rimanga incinta sono praticamente nulle.
"Praticamente" non basta. Cos'altro potrebbe recarle sollievo?
Phury prese la parola dal letto. Hai ancora la morfina, giusto? La siringa che ho preparato con
la fiala che ci ha lasciato Havers, ricordi? Usala. Ho sentito che  quello che fanno le femmine senza un
compagno.
V si rizz a sedere, appoggiando le grosse braccia sulle ginocchia. Quando si tir indietro i
capelli, si intravide per un attimo il grosso tatuaggio sulla tempia destra. Non risolver il problema,
ma sar sempre meglio di niente, questo  certo.
Un'altra torrida onda d'urto fece vibrare l'aria. Tutti e tre gemettero, momentaneamente
paralizzati, i corpi spossati, in tensione, smaniosi di andare dov'erano richiesti, dove potevano servire
ad alleviare lo strazio di una femmina.
Non appena fu in grado di farlo, Z si alz in piedi. Quando usc, Vishous stava gi risalendo sul
letto per accendersi un'altra canna.
Giunto davanti alla sua stanza, Z si fece forza prima di entrare. Aprendo la porta, non os
guardare in direzione di Bella e si impose di andare dritto al cassettone.
Trov le siringhe e prese quella preparata da Phury. Trasse un profondo respiro e si volt;
soltanto allora si accorse che il letto era vuoto.
Bella? chiam, avanzando di qualche passo. Bella, dove...
La trov rannicchiata sul pavimento, tremante, con un cuscino in mezzo alle gambe.
Scoppi in singhiozzi quando Zsadist si inginocchi accanto a lei. Fa male...
Oh, Dio... lo so, nalla disse lui, scostandole con delicatezza i capelli dagli occhi. Mi
prender cura di te.
Ti prego... fa un male terribile mormor lei, rotolando sulla schiena, i seni turgidi, i capezzoli
rosso fuoco... Bellissima. Irresistibile. Fa male. Fa un male terribile, Zsadist, non vuole smettere. 
sempre peggio. Fa m...
Con un sussulto, si contorse selvaggiamente sprigionando un'esplosione di energia. La potenza
dei suoi ormoni lo accec; sopraffatto dalla reazione bestiale del proprio corpo, non sent pi niente...
nemmeno quando lei gli afferr il braccio con una forza feroce.
Poi parve placarsi, e Zsadist temette che gli avesse spezzato il polso. Non gli importava soffrire,
era pronto a sopportare tutto il dolore che Bella voleva infliggergli, ma se si avvinghiava tanto
disperatamente a lui poteva solo immaginare cosa stesse passando.
Trasalendo, si accorse che si era morsicata il labbro inferiore fino a farlo sanguinare. Le asciug
il sangue dalla bocca con il pollice. Poi si pul il dito sulla gamba dei pantaloni per non leccarlo, perch
in tal caso ne avrebbe voluto ancora.
Nalla... sussurr guardando la siringa che stringeva in mano.
Fallo, si disse. Drogala. Metti fine a questa agonia.
Bella, devo chiederti una cosa.
Cosa? gemette lei.
 la tua prima volta?
Lei annu. Non sapevo sarebbe stato cos terribile... Oh, Dio...
Nuovamente scossa dagli spasmi, stringeva convulsamente il cuscino tra le gambe.
Zsadist guard di nuovo la siringa. Meglio di niente non era abbastanza, ma l'idea di venire
dentro di lei gli sembrava un sacrilegio. Maledizione, tra le due alternative a disposizione di Bella, le
sue eiaculazioni erano la peggiore, per dal punto di vista biologico lui poteva giovarle pi della
morfina.
Pos la siringa sul comodino. Si alz in piedi e scalci via gli stivali, sfilandosi la maglietta.
Abbass la cerniera, lasciando libera la sua orrenda verga dolorante, e si tolse i calzoni.
Aveva bisogno di soffrire per raggiungere l'orgasmo, ma quello non era un problema. In fondo
non era difficile farsi male, le zanne non servivano a questo?
Bella si contorceva in preda ai dolori quando la sollev da terra per stenderla sul letto. Era
splendida l, contro i cuscini, le guance arrossate, le labbra schiuse, la pelle luminosa per la bramosia
che la consumava. Ma soffriva terribilmente.
Shh... tranquilla sussurr Z salendo sul letto. Sopra di lei.
Quando i loro corpi nudi entrarono in contatto, Bella gemette, mordendosi un'altra volta il
labbro. Questa volta lui si chin a leccarle via il sangue fresco dalla bocca. Il sapore del sangue, quel
fremito quasi elettrico sulla lingua, lo galvanizz. Lo spavent. Gli ramment che per oltre un secolo si
era nutrito di sangue debole, sangue umano.
Con un'imprecazione si liber di quella stupida zavorra, concentrandosi sulla femmina che
scalciava frenetica sotto di lui. Dovette spalancarle a forza le gambe con le mani prima di bloccarle con
le cosce. Quando sfior la vulva rimase scioccato. Era infuocata, stillante, turgida. Bella grid, e
l'orgasmo che segu la plac leggermente, braccia e gambe smisero di agitarsi, il respiro si fece meno
affannoso.
Forse sarebbe stato pi facile di quanto temeva, si disse Zsadist. Forse Vishous si sbagliava
quando aveva detto che aveva bisogno di sentire un maschio dentro di s. Forse poteva limitarsi a
leccarla all'infinito. Dio, gli sarebbe piaciuto da morire farlo per un giorno intero. La prima volta che
aveva posato la bocca su di lei non aveva potuto soffermarsi abbastanza a lungo.
Guard i vestiti che aveva gettato per terra. Forse avrebbe fatto meglio a non toglierli...
L'energia che si sprigion da Bella in quel momento fu tale che Zsadist venne letteralmente
sollevato, come se due mani invisibili gli avessero dato uno spintone in pieno petto. Bella grid
disperata mentre lui si librava a mezz'aria. Passata l'esplosione, ricadde sopra di lei. L'orgasmo aveva
palesemente peggiorato la situazione; adesso Bella piangeva, distrutta, al punto da non avere pi
lacrime. Scossa da quelli che sembravano conati di vomito, si contorceva senza posa sotto di lui.
Stai ferma, nalla disse agitato Zsadist. Altrimenti non riesco a penetrarti.
Ma lei era gi troppo in l per riuscire a sentirlo. Fu costretto a usare le maniere forti per tenerla
ferma, premendo sulla clavicola con un braccio mentre con l'altro le sollevava una gamba spostandola
di lato. Cerc di posizionare il coso per penetrarla, ma non riusc a trovare la giusta angolatura. Pur
intrappolata sotto di lui, Bella continuava a dibattersi forsennatamente.
Imprecando con violenza, Zsadist si infil una mano tra le gambe afferrando quel maledetto
coso. Lo guid verso la soglia del corpo di lei e poi spinse con forza, unendosi fino in fondo a Bella.
Entrambi gridarono.
Lasciando ricadere la testa sul petto tenne duro, smarrendosi nella sensazione del sesso di lei,
teso e viscido. Il corpo prese il sopravvento e i fianchi cominciarono a muoversi come pistoni a un
ritmo frenetico, indiavolato, generando una pressione insostenibile nei testicoli e una smania lancinante
al bassoventre.
Oh, Dio... Stava venendo. Proprio com'era successo in bagno quando lei lo teneva stretto per il
membro mentre lui pompava. Solo che stavolta era qualcosa di pi violento. Pi selvaggio. Fuori
controllo. Oh, Ges! grid.
I due corpi sbattevano l'uno contro l'altro; grondante di sudore, Zsadist era quasi accecato e
inebriato dall'odore del vincolo che lo univa a Bella... Poi lei grid il suo nome e venne sotto di lui. La
vulva si contrasse intorno al pene in spasmi che lo munsero come una mammella finch... Oh, cazzo,
no...
Di riflesso cerc di uscire, ma l'orgasmo lo colse alla sprovvista, sfrecciando su per la sua
schiena e colpendolo alla nuca proprio mentre le sparava dentro il proprio seme. Sembrava non finire
mai. Venne in ondate successive, travolgenti, svuotandosi dentro di lei, riempiendola completamente.
Quando anche l'ultimo fremito cess, Zsadist alz la testa. Bella aveva gli occhi chiusi, il
respiro regolare, le rughe che la sofferenza aveva scavato nel suo viso erano sparite.
Fece scorrere le mani sul suo torace, sulle spalle, e volt la faccia contro il suo bicipite con un
sospiro. L'improvvisa quiete nella stanza, nel corpo di lei, lo lasci inebetito. Cos come la
consapevolezza di avere eiaculato solo perch lei lo aveva fatto sentire... bene.
Bene? No, non era la parola giusta. Lo aveva fatto sentire vivo. Lo aveva risvegliato alla vita.
Le accarezz i capelli, allargando le onde scure sul guanciale bianco panna. Non c'era stato
nessun dolore per lui, per il suo corpo. Soltanto piacere. Un miracolo...
Ma proprio allora si accorse degli umori che impregnavano il punto in cui erano uniti in una
cosa sola.
Le implicazioni di ci che aveva fatto dentro di lei lo misero in agitazione. Non riuscendo a
soffocare l'impulso irresistibile di pulirla, usc da Bella e corse in bagno a prendere un asciugamano. Il
tempo di tornare a letto e lei aveva ricominciato a dimenarsi, il bisogno che la divorava stava montando
di nuovo. Abbassando lo sguardo su di s, Zsadist vide che per reazione il coso che pendeva dal suo
inguine si drizzava duro come una roccia e si allungava.
Zsadist... gemette lei. ... ricominciato.
Mettendo da parte l'asciugamano le mont di nuovo sopra, ma prima di spingersi dentro guard
i suoi occhi vitrei e fu assalito da uno scrupolo di coscienza. Come faceva a desiderarla ancora quando
le conseguenze per lei erano cos disgustose? Dio santo, aveva eiaculato dentro di lei e adesso quello
schifo aveva macchiato la sua bellezza, imbrattato le sue parti intime, la pelle liscia delle cosce, la...
Posso drogarti disse. Cos non sarai costretta a prendermi dentro di te. Posso aiutarti a non
soffrire senza farti del male.
La guard in attesa di una risposta, intrappolato tra la biologia di Bella e la propria realt.
Capitolo 31
Butch si tolse il cappotto e si accomod in sala d'attesa. Era un fascio di nervi.
Meno male che il buio era calato da poco e i pazienti vampiri non si erano ancora fatti vivi. Un
po' di tempo da solo era quello che gli ci voleva. Almeno finch non riusciva a ricomporsi.
Il fatto era che quella simpatica clinica era situata nel seminterrato della dimora signorile di
Havers. Quindi, in quel preciso momento, Butch era sotto lo stesso tetto della sorella del dottore.
Marissa, s, la vampira che lui desiderava pi di qualunque altra femmina sulla faccia della terra,
abitava in quella casa.
Diavolo, la sua ossessione per lei era un incubo del tutto nuovo. Era la prima volta che
smaniava tanto per una donna, e non l'avrebbe augurato al suo peggior nemico. Era solo una gran spina
nel fianco. E nel cuore.
In settembre, quando era andato a trovarla e lei lo aveva respinto senza nemmeno concedergli
un faccia a faccia, aveva giurato a se stesso di non importunarla mai pi. E aveva mantenuto la
promessa. Tecnicamente. Quei patetici giri in auto da vigliacco che da allora aveva preso l'abitudine di
fare, durante i quali, chiss come e perch, la Escalade finiva sempre nei pressi della casa, non la
infastidivano, in effetti. Perch Marissa non ne sapeva niente.
Era proprio patetico. Ma finch lei ignorava quanto fosse cotto, tutto sommato poteva
sopportarlo. Per questo adesso era cos sulle spine. Non voleva che Marissa, incontrandolo per caso,
potesse pensare che fosse l per lei. Un uomo aveva il suo amor proprio da difendere. Almeno agli
occhi del mondo.
Controll l'ora. Erano passati ben tredici minuti. Per! La seduta con lo strizzacervelli sarebbe
durata un'ora, presumibilmente, quindi la lancetta dei minuti del suo Patek Philippe doveva fare altri
quarantasette giri prima che lui potesse ficcare il ragazzo in macchina e sgommare via a tutta velocit.
Gradisce una tazza di caff? chiese una voce femminile.
Butch alz gli occhi. In piedi davanti a lui c'era un'infermiera in uniforme bianca. Sembrava
molto giovane, specialmente quando cominci a cincischiare con una delle maniche. Sembrava anche
ansiosissima di rendersi utile.
S, certo. Un caff sarebbe perfetto.
Lei gli rivolse un sorriso radioso, lasciando intravedere le zanne. Come lo vuole?
Nero, grazie.
Il fruscio delle calzature dalla morbida suola di gomma si spense via via che la ragazza si
allontanava lungo il corridoio.
Butch si sbotton la giacca a doppio petto e si pieg in avanti, poggiando i gomiti sulle
ginocchia. Il completo di Valentino che si era messo prima di uscire era uno dei suoi preferiti. Come la
cravatta di Herms che aveva al collo. E i mocassini Gucci ai piedi.
Se proprio doveva farsi beccare da Marissa, tanto valeva essere al meglio.
Vuoi che ti narcotizzi?
Bella si concentr sul viso di Zsadist, che incombeva sopra di lei. I suoi occhi erano due fessure
sottilissime, e sugli zigomi pronunciati aveva quel bel rossore che gli veniva quando era eccitato. Le
pesava, cos addosso. Quando il desiderio si ridest con prepotenza, ripens a quando aveva eiaculato
dentro di lei. Aveva provato un meraviglioso senso di benessere quando Z aveva cominciato a venire, il
primo attimo di sollievo da quando, un paio d'ore prima, si erano manifestati i sintomi del bisogno.
Adesso per il supplizio era ricominciato.
Vuoi che ti addormenti, Bella?
Forse era meglio lasciarsi anestetizzare. La notte si preannunciava molto lunga, e da quello che
aveva capito con il passare delle ore le cose sarebbero andate peggiorando. Era giusto, da parte sua,
chiedere a Zsadist di restare?
Qualcosa di morbido le accarezz la guancia. Il suo pollice, che le sfiorava appena la pelle.
Io non ti lascio disse Z. Non importa quanto durer, non importa quante volte dovremo
farlo. Soddisfer ogni tuo desiderio e ti lascer bere il mio sangue finch non sar finita. Non ti
abbandoner.
Mentre lo guardava, Bella cap che quelli sarebbero stati gli ultimi momenti che avrebbero
passato insieme. Lui aveva deciso. Glielo leggeva negli occhi.
Una notte, poi basta.
All'improvviso, Zsadist si stacc da lei allungandosi verso il comodino. Il pene si ergeva con
fierezza, enorme, e proprio mentre Z tornava verso di lei stringendo in mano una siringa, Bella afferr
il membro in erezione.
Il vampiro soffi, barcollando, prima di riprendersi puntando una mano sul materasso.
Te sussurr. Non la droga. Io voglio te.
Lui lasci cadere la siringa sul pavimento e la baci, allargandole le cosce con le ginocchia.
Bella lo guid dentro di s e prov un senso di euforia a quell'invasione. Con un'impennata, il piacere
crebbe fino a esplodere in due bisogni disperati, uno per il sesso e l'altro per il sangue di Zsadist.
Guard la vena turgida sul collo di Z e sent allungarsi le zanne.
Intuendo la sua urgenza, lui si gir per darle accesso alla propria gola, senza per questo uscire
da lei.
Bevi disse con voce roca, muovendosi avanti e indietro dentro di lei. Prendi quello che ti
serve.
Bella lo morse senza esitare, affondando i canini proprio al centro della fascia che gli avevano
tatuato quando era uno schiavo. Sent il suo sapore sulla lingua e un ruggito levarsi dalle sue labbra. Poi
la forza e la potenza di Zsadist la pervasero attraverso il suo sangue, sopraffacendola.
Chino sopra il prigioniero, O non respirava. Non era sicuro di aver sentito bene.
Il vampiro che aveva catturato in centro e rinchiuso nella rimessa dietro il capanno era legato al
tavolo come una farfalla infilzata con gli spilli. Lo aveva preso al solo scopo di sfogare la propria
frustrazione, non avrebbe mai immaginato di ricavarne qualcosa di utile.
Cos'hai detto? chiese accostando l'orecchio alla bocca del civile.
Si chiama... Bella. Quella... la femmina che  stata catturata... si chiama... Bella.
O si raddrizz, pervaso da un dolcissimo, inebriante senso di rinascita. Sai se  viva?
Credevo fosse morta. Il civile toss debolmente. Era sparita da un'infinit di tempo.
Dove vive la sua famiglia? Il civile tard a rispondere, e O fece una cosa che gli avrebbe fatto
aprire la bocca. Garantito. Quando l'urlo si spense, torn alla carica. Dov' la sua famiglia?
Non lo so. Io... non lo so... davvero. La sua famiglia... non lo so... non lo so...
Bla, bla, bla. Il civile scivol nella fase farneticante dell'interrogatorio, una sorta di diarrea di
parole praticamente inutile.
O lo zitt con uno schiaffo. L'indirizzo. Voglio un indirizzo.
Quando non ottenne risposta, attinse a un'altra fonte di incoraggiamento. Il vampiro ansim
sotto quel nuovo attacco, poi si lasci sfuggire: 27, Formann Lane.
Con il cuore che batteva all'impazzata, O sussurr: Adesso ci vado. Se hai detto la verit ti
lascio libero, altrimenti torno qui e ti uccido lentamente. Allora, vuoi rettificare qualcosa?.
Il vampiro distolse lo sguardo di scatto, poi lo riport sul lesser. I suoi occhi continuavano a
spostarsi avanti e indietro, frenetici.
Pronto? disse O. Mi senti?
Per incalzarlo, fece forza su un punto particolarmente sensibile. Il vampiro gua come un cane.
Dimmelo disse mellifluo O. E ti lascio andare. Tutto questo finir.
Il vampiro stringeva i denti, la faccia una maschera di dolore. Una lacrima scivol lungo la
guancia tumefatta. O era tentato di infierire un altro po' per coronare la sua opera di persuasione, ma
poi decise di non turbare il conflitto in atto tra coscienza e istinto di conservazione.
27, Thorne.
Thorne Avenue, giusto?
S.
O gli asciug la lacrima. Poi gli tagli la gola di netto.
Che bugiardo disse. E lo lasci morire dissanguato.
Senza perdere altro tempo, afferr il giubbotto imbottito di armi e usc. Quegli indirizzi non
valevano niente, ne era pi che certo. Era quello il problema con le tecniche di persuasione: non ci si
poteva mai fidare delle informazioni estorte ai prigionieri.
Avrebbe controllato comunque entrambi i recapiti, ma era convinto che fossero solo una presa
in giro.
Tutto tempo sprecato, cazzo.
Capitolo 32
Butch rigir le ultime due dita di caff sul fondo della tazza, pensando che quella brodaglia
aveva lo stesso colore dello scotch. Quando lo butt gi, ormai freddo, avrebbe tanto voluto che fosse
un buon Lagavulin.
Controll l'orologio. Sei minuti alle sette. Sperava davvero che la seduta con lo strizzacervelli
non durasse pi di un'ora. Se tutto andava liscio faceva ancora in tempo a riaccompagnare John a casa e
a spaparanzarsi sul divano della Tana con un bel bicchiere di whisky a portata di mano prima che
iniziasse CSI.
Fece una smorfia. Non c'era da stupirsi che Marissa non volesse pi vederlo. Proprio un bel
partito, era: un alcolizzato perso che viveva in un mondo non suo.
Urr. Dai, corriamo all'altare.
Si vedeva gi a casa, quando d'un tratto ricord che V gli aveva raccomandato di stare alla larga
dal quartier generale. Maledizione! Ciondolare in un bar da solo non era il massimo della vita, almeno
per come si sentiva al momento. Era di umore nero come un cielo in tempesta.
Qualche minuto dopo sent delle voci in fondo al corridoio e vide John svoltare l'angolo con una
donna pi anziana. Il poveretto aveva l'aria distrutta. Doveva aver passato un brutto quarto d'ora. Aveva
i capelli ritti in testa come se ci avesse passato dentro le dita in continuazione, teneva gli occhi incollati
a terra e si stringeva al petto il bloc-notes neanche fosse un giubbotto antiproiettile.
Allora ci risentiamo per il prossimo appuntamento, John disse piano la dottoressa. Dopo che
ci avrai pensato.
Il ragazzo abbass il capo e Butch scord all'istante tutte le sue menate sentimentali. Qualunque
cosa fosse emersa in quello studio, John non l'aveva ancora digerita e adesso aveva bisogno di un
amico. Con cautela gli mise un braccio intorno alle spalle, e quando John si lasci andare contro di lui
tutto il suo istinto protettivo si ridest pi agguerrito che mai. Poco importava che la terapista fosse tale
e quale a Mary Poppins: aveva voglia di urlarle dietro per aver sconvolto quel povero ragazzo.
John? torn alla carica la dottoressa. Allora aspetto che mi chiami per fissare il prossimo...
S, s, ci facciamo sentire noi borbott Butch. S, stai fresca.
Gli ho detto che non c' fretta, ma penso davvero che dovrebbe tornare.
Butch la guard seccato... ma gli occhi della dottoressa gli misero una paura del diavolo. Erano
serissimi e molto tristi. Cosa cavolo era successo durante la seduta?
Dall'alto del suo metro e ottanta, guard la sommit della testa di John. Andiamo, bello.
Vedendo che non si muoveva, gli diede ima spintarella e lo guid fuori dalla clinica, tenendo
sempre il braccio intorno alle gracili spalle del ragazzo. Giunti alla macchina, John sal, ma non si
allacci la cintura di sicurezza. Se ne stava l, immobile, lo sguardo fisso davanti a s.
Butch si sedette al volante e blocc le portiere. Poi si volt a guardarlo.
Dimmi solo dove vuoi andare. Se hai voglia di tornare a casa ti porto da Tohr e Wellsie, se
preferisci stare nella Tana insieme a me andiamo al quartier generale, se invece ti va di andare un po' in
giro in macchina ti porto fino in Canada e ritorno. Sono pronto a tutto, basta che parli. E se non te la
senti di decidere subito facciamo un giretto in citt finch non ti sarai schiarito le idee.
John sospir, il suo fragile petto si dilat e poi si contrasse. Apr il bloc-notes e tir fuori la
penna. Dopo una pausa, scrisse qualcosa e volt il foglio verso Butch.
1189, Settima Strada.
L'ex sbirro si accigli. Era una zona decisamente malfamata. Stava per chiedere spiegazioni, ma
decise di tenere il becco chiuso. Per quella sera il ragazzo era gi stato bersagliato da troppe domande.
E poi lui era armato e John aveva chiesto di andare l. Ogni promessa  debito.
Okay, amico. Settima Strada in arrivo.
Per prima facciamo un giro, scrisse il ragazzo.
Nessun problema. Cos ci rilassiamo un po'.
Butch avvi il motore. Aveva appena ingranato la retromarcia quando intravide qualcosa di
sfuggita alle loro spalle. Un'automobile si stava avvicinando, una Bendey molto grossa e molto costosa.
Fren di colpo per lasciarla passare e...
Rimase senza fiato.
Marissa stava uscendo di casa da una porta laterale. Il vento le scompigliava i capelli biondi,
lunghi fino in fondo alla schiena, e lei si strinse nel mantello nero. Attravers rapida il parcheggio sul
retro, saltellando da un punto all'altro dell'asfalto asciutto, attenta a schivare i cumuli di neve.
Le luci di sicurezza illuminavano i tratti aristocratici del suo volto, la magnifica chioma dorata e
la carnagione eburnea. Butch ricord com'era stato baciarla, l'unica volta che l'aveva fatto, e sent una
fitta al petto come se qualcuno gli stesse strizzando i polmoni. Sopraffatto dall'emozione, fu assalito
dall'impulso di scendere dall'auto, gettarsi in ginocchio nella poltiglia di neve e fango e supplicarla
come il cane che era.
Ma lei si stava gi dirigendo verso la Bendey. Rimase a guardare la portiera che si apriva per
lasciarla salire, il guidatore doveva essersi allungato sopra il sedile del passeggero per far scattare la
maniglia. Si accesero le luci dell'abitacolo, ma non riusc a vedere granch, solo quel tanto che bastava
per dire che al volante c'era un uomo, o forse un vampiro. Due spalle cos poderose non potevano
appartenere a un corpo femminile.
Marissa raccolse il lungo mantello e scivol all'interno dell'auto, chiudendo la portiera.
Le luci si spensero.
Soprappensiero, Butch sent qualcosa muoversi accanto a s e si volt. Premuto contro il
finestrino, John lo fissava atterrito. Soltanto allora Butch si rese conto di avere impugnato la pistola.
Stava addirittura ringhiando.
Imbarazzatissimo per quella reazione demenziale, tolse il piede dal freno della Escalade
premendolo a fondo sull'acceleratore.
Non preoccuparti, figliolo. Non succede niente.
Mentre raddrizzava il SUV, lanci un'occhiata alla Bendey nello specchietto retrovisore.
Adesso si stava muovendo, faceva manovra per uscire dal parcheggio. Con una violenta imprecazione,
Butch imbocc il vialetto a tutta velocit.
Quando Marissa sal a bordo della Bentley, Rehvenge si accigli. Dio, aveva dimenticato
quant'era bella. Anche il suo profumo era meraviglioso... L'odore fresco dell'oceano gli invase le narici.
Perch non vuoi che mi fermi davanti all'ingresso principale? chiese, ammirando la
capigliatura bionda e la pelle perfetta. Non ho nemmeno potuto farti salire in macchina come si deve.
Conosci Havers, sai com' fatto. La portiera si chiuse con uno scatto secco. Vorrebbe
vederci sposati.
Ma  ridicolo.
Tu non la pensi forse allo stesso modo riguardo a tua sorella?
No comment.
Mentre Rehvenge aspettava che una Escalade sgombrasse il parcheggio, Marissa pos una
mano sulla manica della sua pelliccia di zibellino. So di avertelo gi detto, ma sono dispiaciuta per
tutto quello che  successo a Bella. Come sta?
E lui come diavolo faceva a saperlo? Preferirei non parlare di lei. Non prendertela, ma... S,
insomma, non mi va di toccare l'argomento.
Rehv, non siamo obbligati a farlo proprio stanotte. So quante ne hai passate e francamente mi
ha sorpreso che tu abbia accettato di vedermi.
Non essere ridicola. Mi fa piacere che tu ti sia rivolta a me disse lui stringendole la mano.
Sotto la pelle le ossa erano delicatissime, tanto che Rehvenge ramment a se stesso che doveva essere
molto premuroso con lei. Marissa non era come le altre femmine a cui era abituato.
Mentre guidava verso il centro, avvert il crescente nervosismo della passeggera al suo fianco.
Andr tutto bene. Sono contento che tu abbia chiamato, sul serio.
A dire il vero sono piuttosto imbarazzata. Non so proprio come regolarmi.
Faremo tutto con molta calma.
Sono stata solo con Wrath.
Lo so. Ecco perch ho voluto passare a prenderti in macchina. Ho pensato che saresti stata
troppo agitata per smaterializzarti.
 cos, infatti.
Quando si fermarono a un semaforo, lui le sorrise. Mi prender molta cura di te.
Lei lo guard con i suoi occhi celesti. Sei molto buono, Rehvenge.
Ignorando quell'errore di valutazione, lui si concentr sul traffico.
Venti minuti dopo uscivano da un ascensore ultramoderno per entrare nel vestibolo dell'attico di
Rehvenge. L'appartamento occupava met dell'ultimo piano di un grattacielo che ne contava trenta e da
cui si dominava tutta Caldwell, compreso il fiume Hudson. A causa degli ampi finestroni, Rehvenge
non lo utilizzava mai durante il giorno. Ma di notte era perfetto.
Tenne le luci basse e attese che Marissa girasse un po' per l'appartamento, ammirando gli
oggetti che un arredatore aveva acquistato per il suo rifugio segreto. A lui non importava niente di
quella roba, se ne infischiava della vista mozzafiato e dei soprammobili di lusso. Gli interessava solo
difendere la propria privacy dalla sua famiglia. Bella non era mai stata l, e nemmeno la loro madre. In
realt nessuno era al corrente di quell'attico.
Quasi accorgendosi che stava perdendo tempo, Marissa si volt verso di lui. Sotto le luci
soffuse, la sua bellezza era a dir poco sbalorditiva; Rehvenge si compliment con se stesso per la dose
supplementare di dopamina che si era sparato in vena un'oretta prima. Sui symphath quella droga aveva
un effetto opposto rispetto a quando veniva somministrata agli umani o ai vampiri. Il neuromodulatore
chimico potenziava l'attivit e la capacit di reazione di certi neurotrasmettitori, garantendo che il
paziente symphath non provasse alcun piacere, non provasse... niente di niente. Annullando il senso del
tatto, il cervello di Rehvenge era in grado di controllare meglio il resto dei suoi impulsi.
Che poi era l'unico motivo per cui Marissa poteva stare tranquillamente da sola con lui,
considerato quello che si apprestavano a fare.
Rehv si tolse la pelliccia e le and vicino, affidandosi pi del solito al proprio bastone da
passeggio perch non riusciva a staccarle gli occhi di dosso. Lentamente, sciolse il nodo che le teneva
chiuso il mantello. Lei abbass lo sguardo sulle sue mani, tremante, mentre lui le faceva scivolare gi
dalle spalle il ricco panneggio di lana nera. Sorridendo, lasci cadere la cappa su una sedia. Il vestito di
Marissa era il genere di indumento che la madre di Rehvenge avrebbe indossato ed esattamente quello
che lui avrebbe voluto vedere pi spesso addosso a sua sorella: un abito di raso azzurro pallido che le
stava a pennello. Doveva essere un Dior.
Vieni qui, Marissa.
La attir verso un divano di pelle, facendola accomodare accanto a s. Alla tenue luce che
penetrava dalle finestre, i capelli biondi sembravano uno scialle di seta e lui ne prese una ciocca tra le
dita. L'appetito di Marissa era cos divorante che Rehvenge lo percepiva con chiarezza.
 da tanto che aspetti, vero?
Lei annu e si guard le mani. Le teneva intrecciate in grembo, un nodo color avorio sullo
sfondo azzurro chiaro del vestito.
Quanto?
Mesi rispose in un sussurro.
Allora te ne servir molto, giusto? Lei arross. Giusto, Marissa? la incalz lui.
S disse lei con un filo di voce, palesemente imbarazzata dalla propria fame.
Rehv sorrise compiaciuto. Era piacevole frequentare una femmina d'alto rango. Il suo pudore e
la sua signorilit erano maledettamente attraenti.
Si tolse la giacca e si sciolse il nodo della cravatta. Aveva intenzione di offrirle il polso, ma
adesso che lei gli stava di fronte la voleva attaccata al collo. Erano passati secoli dall'ultima volta che
aveva permesso a una femmina di nutrirsi del suo sangue, ed era sorpreso da quanto quella prospettiva
lo eccitasse.
Slacci i bottoni del colletto, poi tutti gli altri. Quindi, pregustando ci che stava per accadere,
si sfil la camicia dai pantaloni e la spalanc.
Marissa sgran gli occhi alla vista del suo petto nudo e dei tatuaggi.
Non sapevo fossi marchiato mormor, la voce tremante come il resto del corpo.
Lui si mise comodo, spalancando le braccia sullo schienale del divano e sollevando una gamba.
Vieni qui, Marissa. Prendi quello che ti serve.
Lei gli guard il polso, coperto dal polsino alla francese.
No disse lui. Dalla gola.  cos che ti voglio. Ti chiedo solo questo.
Vedendola esitare, cap che le voci che correvano su di lei erano vere. Nessun maschio l'aveva
mai toccata. E la sua purezza era... qualcosa da rubare.
Strinse gli occhi. Dentro di s sentiva agitarsi il suo lato oscuro, una bestia prigioniera in una
gabbia di medicinali. Cristo, forse non era stata una buona idea.
Ma poi, a poco a poco, Marissa cominci ad avvicinarsi strisciando sopra di lui, il suo odore
cos simile a quello dell'oceano. Socchiuse le palpebre per vederla in viso e cap che non voleva
perdersi quel pasto, che voleva lasciarsi sfiorare dalle sensazioni. Con uno strappo alla regola riattiv il
senso del tatto e attraverso quel canale inizi a ricevere avidamente le informazioni inebrianti che
penetravano oltre la coltre di nebbia della dopamina.
Il raso dell'abito di Marissa, liscio sulla sua pelle; il calore del suo corpo che si mescolava al
fuoco del proprio; il peso di lei che, per quanto trascurabile, gli gravava sulla spalla e... s, il ginocchio
che gli aveva infilato in mezzo alle cosce.
Marissa schiuse le labbra sfoderando le zanne.
Per una frazione di secondo il male che albergava in lui rugg come una belva feroce, e in preda
al panico Rehvenge fece appello alla propria mente. Grazie al cielo, quella maledetta giunse subito in
soccorso: il suo lato razionale si ridest, incatenandogli gli istinti e placando l'impulso sessuale di
dominare Marissa.
Lei barcoll leggermente mentre, in equilibrio precario, si chinava verso la sua gola, cercando
di non appoggiarsi a lui.
Sdraiati su di me disse Rehvenge con voce gutturale. Stenditi... sopra di me.
Con una smorfia, Marissa abbandon la met inferiore del corpo nella culla dei suoi fianchi.
Evidentemente era preoccupata di entrare in contatto con un'erezione e quando non incontr niente del
genere guard in gi, quasi pensasse di aver toccato il punto sbagliato.
Non devi preoccuparti per quello mormor lui facendo scorrere le mani sulle sue braccia
sottili. Non con me. Il sollievo di Marissa fu cos palpabile che ne rimase offeso. Fare l'amore con
me sarebbe tanto sgradevole?
Oh, no, Rehvenge. No si affrett a dire lei, scrutando i muscoli scolpiti del suo torace. Tu
sei... molto attraente.  che... c' un altro. Nel mio cuore c' un altro.
Ami ancora Wrath.
Lei scosse la testa. No, per non posso pensare alla persona che desidero. Non... adesso.
Rehv alz il mento. Che razza di idiota si rifiuterebbe di nutrirti, quando ne hai bisogno?
Per favore. Non parlare pi cos. All'improvviso i suoi occhi si fissarono sul collo di
Rehvenge, dilatandosi.
Che appetito grugn lui, euforico all'idea di venire usato. Coraggio, serviti. E non
preoccuparti di essere delicata. Pi brutale , meglio .
Marissa scopr le zanne, affondandogli i canini nel collo. Il morso dissip il torpore indotto
dalla droga e Rehvenge fu trafitto da un dolore dolcissimo. Mugolando di piacere, pens che per la
prima volta in vita sua era ben lieto della propria impotenza. Se il suo uccello avesse funzionato, non
avrebbe esitato a togliere di mezzo quel maledetto vestito e a spalancarle le gambe per darle una bella
ripassata mentre lei si sfamava.
Quasi subito Marissa si ritrasse, leccandosi le labbra.
Ho un sapore diverso da Wrath disse lui, contando sul fatto che, essendosi nutrita da un solo
maschio, Marissa non potesse sapere di preciso perch il suo sangue avesse un gusto cos strano. In
effetti la sua inesperienza era il solo motivo per cui aveva accettato di aiutarla. Qualsiasi altra femmina
minimamente navigata avrebbe capito subito che qualcosa non andava. Dai, bevi ancora un po'.
Vedrai che ti ci abitui.
Lei chin di nuovo la testa e Rehvenge sent la trafittura di un altro morso.
Cingendole la schiena delicata con le braccia robuste, la tenne stretta a s, a occhi chiusi. Era
passato tanto di quel tempo dall'ultima volta che aveva abbracciato qualcuno che, pur non potendo
permettersi di vivere troppo intensamente quell'esperienza, la trov sublime. Mentre Marissa succhiava
dalla sua giugulare, fu colto dall'assurdo impulso di piangere.
Passando davanti all'ennesimo muro di cinta, O sollev leggermente il piede dall'acceleratore
del pick-up.
Accidenti, le case di Thorne Avenue erano tutte enormi. Non che si riuscisse a vederle dalla
strada, era solo una supposizione, ma difficilmente siepi e recinzioni di quel genere proteggevano
modeste villette a due piani.
Quando quell'ultima muraglia si apr per lasciare spazio a un viale d'accesso, O fren di colpo.
Sulla sinistra c'era una targhetta in ottone con scritto: 27, THORNE AVENUE. Si allung il pi
possibile nel tentativo di gettare un'occhiata all'interno, ma tra l'alto muro di cinta e il viale che si
perdeva nell'oscurit non si capiva cosa ci fosse dall'altra parte. Spazientito, svolt d'impulso nella
strada privata. A un centinaio di metri si innalzava un altissimo cancello nero a due battenti davanti al
quale si ferm, notando le telecamere montate in cima, il citofono e l'atmosfera generale da vietato
l'ingresso.
Be'... interessante. L'altro indirizzo si era rivelato un buco nell'acqua, solo una casa
normalissima in un quartiere normalissimo con degli umani che guardavano la TV in soggiorno.
Qualunque cosa si nascondesse dietro un sistema di sicurezza come quello, invece, era roba grossa.
Adesso era curioso.
Solo che superare barriere di protezione di quel tipo richiedeva una strategia coordinata e
un'attenta esecuzione, e l'ultima cosa di cui lui aveva bisogno era uno scontro con la polizia per essersi
introdotto illegalmente nella villona di un pezzo grosso. Sarebbe stato seccante.
Ma perch quel vampiro avrebbe dovuto tirar fuori in extremis quell'indirizzo nella speranza di
salvarsi?
Poi O vide qualcosa di strano: un nastro nero legato al cancello. Anzi, no, i nastri erano due,
uno su ciascun battente, e si agitavano al vento.
Segnalavano un lutto?
Spinto dal suo stesso timore, scese dal camioncino. Facendo scricchiolare il ghiaccio
sull'asfalto, si avvicin al nastro sulla destra. Era legato a un paio di metri da terra, quindi dovette
allungare il braccio per riuscire a toccarlo.
Sei morta, moglie? sussurr. Lasci ricadere la mano e lanci un'occhiata oltre il cancello,
nel buio della notte.
Torn al pick-up e fece retromarcia lungo il viale. Doveva oltrepassare quel muro. Doveva
trovare un posto dove lasciare l'f-150.
Cinque minuti dopo stava imprecando. Maledizione. Sulla Thorne non c'era modo di
parcheggiare senza dare nell'occhio. La strada era tutta un muro di cinta dietro l'altro e quasi non
c'erano marciapiedi. Ricchi della malora.
Diede gas e guard a sinistra. Poi a destra. Forse poteva lasciare il pick-up e risalire la collina a
piedi lungo la strada principale. Erano ottocento metri di salita, ma correndo poteva farcela abbastanza
in fretta. I lampioni sotto cui doveva passare erano una bella rogna, naturalmente, ma non c'era pericolo
che i residenti della zona mettessero il naso fuori dalle loro torri d'avorio.
Il cellulare si mise a suonare e lui rispose con un brusco: Cosa c'?.
La voce di U, che cominciava a odiare, era tesa. Abbiamo un problema. Due lesser sono stati
arrestati dalla polizia.
O strinse gli occhi con forza. Cosa cavolo hanno combinato?
Stavano facendo fuori un vampiro civile quando  passata un'auto civetta. Due agenti hanno
ingaggiato un conflitto a fuoco con loro e poi sono arrivati altri sbirri. I lesser sono stati presi in
custodia e uno di loro mi ha appena chiamato.
Allora tirali fuori su cauzione sbott O. Perch chiami me?
Ci fu una pausa. Quando U rispose, aveva assunto un tono sarcastico. Perch tu sei tenuto a
saperlo. Senti, avevano addosso un mucchio di armi, tutte acquistate sul mercato nero e tutte senza
numero di matricola, e non hanno uno straccio di porto d'armi. Impossibile che vengano rilasciati su
cauzione in mattinata. Nessun avvocato  cos bravo. Devi tirarli fuori tu.
O guard a destra e a sinistra, poi fece inversione in un viale grande come un campo da football
americano. No, decisamente da quelle parti non c'era un buco dove parcheggiare senza attirare
l'attenzione. Doveva tornare gi fino a dove Thorne Avenue incrociava Bellman Road e lasciare il
pick-up l. O?
Ho da fare.
U toss come se stesse ricacciando indietro una vagonata di improperi. Senza offesa, ma non
riesco a immaginare niente di altrettanto importante. E se quei due rimangono coinvolti in una rissa con
gli altri detenuti? Vuoi che scorra un po' di sangue nero cos poi qualche paramedico capir che non
sono umani? Devi contattare l'Omega e dirgli di richiamarli alla base.
Fallo tu disse O accelerando, anche se ormai stava scendendo dalla collina.
Che cosa?
Parlaci tu con l'Omega. Alla fine di Thorne Avenue fren bruscamente e svolt a sinistra. La
strada era fiancheggiata da una fila di negozietti carini e senza pretese e lui parcheggi davanti a uno
che si chiamava Il Solaio di Kitty.
Senti, O... questo genere di richieste deve venire dal Fore-lesser. Lo sai.
O fece una pausa prima di spegnere il motore.
Magnifico. Proprio quello che ci voleva. Un altro incontro ravvicinato con quella carogna del
padrone. Maledizione. Non ce la faceva pi a vivere senza sapere cos'era successo alla sua donna. Non
aveva tempo per le cazzate della Societ. O?
O appoggi la fronte sul volante. E la batt un paio volte.
D'altra parte, se la faccenda degli umani gi alla stazione di polizia gli esplodeva in mano,
l'Omega sarebbe andato a cercarlo. E allora che fine avrebbe fatto?
Va bene. Ci vado subito. Imprec avviando il motore. Prima di immettersi nel traffico, si
volt di nuovo verso Thorne Avenue.
E poi, O, sono un po' preoccupato per gli affiliati. Dovresti indire una riunione generale. La
situazione sta precipitando.
Sei tu il responsabile delle presenze.
Loro vogliono vedere te. Cominciano a mettere in discussione la tua leadership.
U, lo sai cosa si dice dei messaggeri di sventura, vero?
Come, scusa?
Ambasciator non porta pena, ma solo se non esagera. Chiuse la comunicazione e spense il
cellulare. Poi premette a fondo sull'acceleratore.
Capitolo 33
Phury si mise a sedere sul letto, cos agitato per il bisogno di fare sesso da riuscire a malapena a
versarsi un altro goccio di vodka. La bottiglia tremava, il bicchiere tremava. Diamine, stava tremando
tutto il materasso.
Guard Vishous. Appoggiato alla testiera del letto accanto a lui, era altrettanto irrequieto e
angosciato mentre muoveva la testa al ritmo rap di The Massacre di 50 Cent.
A cinque ore dall'entrata di Bella nel suo periodo fertile erano entrambi in condizioni pietose, il
corpo ridotto a puro istinto, la mente quasi del tutto annebbiata. Il bisogno compulsivo di restare in casa
era impossibile da vincere perch l'energia sessuale sprigionata da Bella li inchiodava sul posto,
paralizzandoli. Meno male che c'erano il fumo rosso e la Grey Goose. Intontirsi aiutava parecchio.
Anche se non per tutto. Phury cercava di non pensare a quello che stava succedendo nella
stanza di Z. Non vedendolo tornare, aveva capito che stava usando il suo corpo invece della morfina.
Dio... quei due. Insieme. A farlo e rifarlo senza fermarsi...
Come stai? chiese V.
Pi o meno come te, amico rispose Phury ingollando una generosa sorsata di vodka, il corpo
che nuotava, smarrito, annegando nelle sensazioni erotiche prigioniere sottopelle. Lanci un'occhiata al
bagno.
Stava per alzarsi un'altra volta in cerca di un po' di privacy quando Vishous disse: Credo di
essere nei guai.
Phury non pot fare a meno di ridere. Prima o poi finir.
No, voglio dire... credo ci sia qualcosa che non va. In me.
Phury socchiuse gli occhi. V era teso in volto, ma per il resto sembrava lo stesso di sempre. Bei
lineamenti, pizzetto, tatuaggi sulla tempia destra. E gli occhi di diamante sempre acuti e penetranti,
malgrado la Grey Goose, le canne e la voglia di sesso. Le pupille, nerissime, brillavano di
un'intelligenza enorme, incredibile, una genialit cos grande da risultare sconcertante.
Di che guai stai parlando, V?
Io... ehm... Vishous si schiar la gola. Solo Butch sa di questa cosa. Non dirlo a nessun altro,
okay?
Certo. Nessun problema.
V si accarezz la barbetta a punta. Non ho pi le visioni.
Intendi dire che non riesci pi a vedere...
Quello che sta per succedere, esatto. Non mi arriva pi niente. L'ultima cosa che ho captato 
stata tre giorni fa, pi o meno, appena prima che Z andasse a prendere Bella. Li ho visti insieme. In
quella Ford Taurus. Che venivano qui. Dopo di che non c' stato pi... niente.
Non ti era mai capitato prima?
No, e non riesco nemmeno pi a leggere nel pensiero.  come se i miei poteri si fossero
prosciugati.
Tutt'a un tratto fu come se la tensione di Vishous non avesse pi niente a che fare con la smania
sessuale. Era irrigidito dal... terrore. Porca miseria. Vishous era spaventato. Era un'anomalia a dir poco
sconvolgente. Di tutti i fratelli era l'unico a non essere mai impaurito, come se il suo cervello fosse
privo dei recettori della paura.
Forse  solo un fenomeno passeggero disse Phury. Magari Havers potrebbe aiutarti...
Non c'entra con la fisiologia ribatt V svuotando il bicchiere e allungando la mano. Non
monopolizzare la Goose, fratello.
Phury gli pass la bottiglia. Forse potresti parlare con...
Gi, con chi? A chi poteva rivolgersi V, che sapeva tutto, per avere delle risposte?
Vishous scosse la testa. Non voglio... non voglio parlarne, in realt. Dimentica quello che ho
detto. Si vers la vodka e si chiuse in se stesso, scuro in volto. Sono sicuro che prima o poi torner.
Cio, s, insomma. Torner.
Pos la bottiglia sul comodino accanto a s e alz la mano guantata. In fin dei conti questa qui
brilla ancora come una lampada. E finch non perdo questo strano lumino da notte, suppongo di essere
ancora normale. S, insomma... normale per me.
Rimasero in silenzio per qualche secondo, ciascuno con gli occhi fissi sul fondo del proprio
bicchiere; il rap continuava a martellare senza tregua, adesso erano i G-Unit.
Phury si schiar la gola. Posso chiederti di loro due?
Di chi?
Bella. Bella e Zsadist.
V imprec. Non sono mica una sfera di cristallo, cosa credi. E poi detesto predire il futuro.
S, scusa. Lascia perdere.
Ci fu una lunga pausa. Poi Vishous bofonchi: Non so cosa succeder a quei due. Non lo so
perch non riesco... a vedere pi niente.
Una volta sceso dalla Escalade, Butch alz lo sguardo sul palazzo cadente che gli stava di
fronte, chiedendosi per l'ennesima volta perch diavolo John avesse voluto farsi portare proprio l. La
Settima Strada era squallida e pericolosa.
 questo qui?
Quando il ragazzo annu, l'ex sbirro inser l'antifurto. Non era particolarmente preoccupato che
gli fregassero qualcosa dall'interno del SUV: la gente del posto avrebbe pensato che dentro ci fosse uno
dei loro spacciatori di fiducia, o qualcuno di ancora pi suscettibile e che di sicuro girava armato.
John si avvicin al palazzo e spinse il portone, che si apr cigolando. Niente serrature. Non c'era
da stupirsi. Butch lo segu, infilando una mano all'interno della giacca per arrivare subito alla pistola in
caso di bisogno.
John svolt a sinistra in un lungo corridoio. Il posto puzzava di fumo stantio, muffa e decadenza
e dentro si gelava quasi quanto fuori. Come tanti topi di fogna, gli inquilini non si facevano vedere ma
solo sentire, al di l delle pareti sottili.
In fondo al corridoio, il ragazzo spalanc con una spinta una porta antincendio.
Sulla destra c'era una scala che saliva. I gradini erano consumati e si sentiva gocciolare
qualcosa da qualche parte, un paio di rampe pi in alto.
John mise la mano sulla ringhiera fissata al muro in modo precario e sal lentamente fino al
pianerottolo tra il primo e il secondo piano. Sopra la sua testa i tubi al neon stavano tirando gli ultimi,
la luce tremolante nel disperato tentativo di aggrappasi alla vita.
John guard il linoleum graffiato per terra, poi alz gli occhi sulla finestra. Era tutta scheggiata,
come se qualcuno l'avesse presa a bottigliate. Il solo motivo per cui il vetro lurido non aveva ceduto era
il reticolato in filo di ferro che la proteggeva.
Dal piano di sopra giunse una raffica di imprecazioni, una sorta si sventagliata verbale che
segnava sicuramente l'inizio di un litigio in piena regola. Butch stava per suggerire di alzare i tacchi
alla svelta quando John si volt e cominci a scendere le scale di corsa.
Meno di un minuto e mezzo dopo erano a bordo della Escalade e stavano uscendo da quella
zona malfamata della citt.
Butch si ferm a un semaforo. Dove si va adesso?
John scrisse qualcosa sul blocco e lo volt verso di lui.
A casa, allora mormor l'ex sbirro. Ancora non sapeva perch il ragazzo avesse voluto
passare a vedere quella scala.
Entrato in casa, John lanci un saluto frettoloso a Wellsie fiondandosi dritto in camera sua. Lei
parve intuire che aveva bisogno di stare un po' per conto suo, e lui gliene fu grato. Chiuse la porta,
butt il bloc-notes sul letto, si tolse il giubbotto e and subito ad aprire i rubinetti della doccia. Mentre
l'acqua si scaldava, si spogli. Solo quando fu sotto il getto caldo smise di tremare.
Uscito dal bagno, si infil una maglietta a maniche corte e un paio di calzoni della tuta, poi
guard il computer sulla scrivania. Si sedette di fronte al portatile, pensando che forse doveva scrivere
qualcosa. Glielo aveva suggerito la terapista.
Dio... Parlare con lei di quello che gli era successo era stato sgradevole quasi quanto vivere
quell'esperienza la prima volta. Non era sua intenzione essere tanto esplicito. Solo che... una ventina di
minuti dopo l'inizio della seduta era crollato, la sua mano aveva cominciato a scrivere freneticamente e
una volta partito non era pi riuscito a fermarsi.
Chiuse gli occhi, cercando di richiamare alla mente l'uomo che lo aveva intrappolato in
quell'angolo. Vide solo un'immagine indistinta. Il coltello, per, se lo ricordava perfettamente. Era un
coltello a serramanico lungo una dozzina di centimetri, tagliente come la lingua di una suocera.
Fece scorrere l'indice sul touchpad del portatile e dal monitor spar il salvaschermo di Windows
XP. La sua casella di posta elettronica conteneva un nuovo messaggio. Sarelle. Lo rilesse tre volte
prima di provare a rispondere.
Alla fine scrisse: Ciao, Sarelle, domani sera non posso. Mi spiace tanto. Prima o poi mi faccio
vivo io. Ci sentiamo, John.
Proprio non se la sentiva di rivederla. Per un po', almeno. Non voleva vedere altre femmine a
parte Wellsie, Mary, Beth e Bella. Non poteva esserci niente di neanche lontanamente sessuale nella
sua vita, se prima non faceva i conti con quello che aveva subito quasi un anno prima.
Usc da Hotmail e apr un nuovo file di Word.
Per un istante le sue dita rimasero ferme. Poi cominciarono a volare sulla tastiera.
Capitolo 34
Zsadist spost faticosamente la testa sul bordo del letto e guard la sveglia. Le dieci del
mattino. Dieci... Le dieci. Quante ore erano passate? Sedici...
Chiuse gli occhi, talmente stremato da riuscire a malapena a respirare. Era sdraiato sulla schiena
a gambe spalancate, le braccia piegate in modo scomposto. Era in quella posizione da quando era
rotolato via da Bella, forse un'ora prima.
Gli sembrava passato un anno da quando era tornato in camera sua. Il collo e i polsi gli
bruciavano per la quantit di volte che Bella si era abbeverata alle sue vene e il coso che aveva in
mezzo alle gambe era tutto indolenzito. L'aria intorno a loro era satura dell'odore tipico dei vampiri
sentimentalmente legati a qualcuno, e le lenzuola erano intrise di un misto del suo sangue e di
quell'altra sostanza che Bella aveva preteso da lui.
Non rimpiangeva un solo istante di quanto era accaduto.
Chiuse gli occhi, chiedendosi se adesso poteva finalmente dormire. Era affamato di cibo e di
sangue, al punto che nemmeno la sua tendenza a resistere il pi a lungo possibile riusciva a soffocare i
due bisogni. Per non riusciva a muoversi.
Quando sent una mano accarezzargli il bassoventre, socchiuse le palpebre per guardare Bella. I
suoi ormoni si stavano risvegliando di nuovo e la reazione che sperava di suscitare in lui arriv
puntuale: per l'ennesima volta il coso gli venne duro.
Zsadist cerc di girarsi per mettersi in posizione, ma era troppo
debole. Bella si spost contro il suo fianco e di nuovo lui cerc di sollevarsi, ma la testa gli
pesava un quintale.
La afferr per un braccio e la tir sopra di s. A cavallo del suo inguine, lei lo guard scioccata
e fece per scendere.
Va bene cos gracchi lui. Si schiar la gola, senza risultati apprezzabili. So che sei tu.
Bella pos le labbra sulle sue e Zsadist ricambi il bacio, anche se non riusciva ad alzare le
braccia per stringerla a s. Dio, quanto gli piaceva baciarla. Amava sentire quella bocca sulla sua,
amava vedere quel viso cos vicino al suo, amava sentire il respiro di lei nei polmoni, amava... Bella?
Era successo questo durante la notte? Si era innamorato?
La risposta stava nell'odore che li avvolgeva entrambi, tipico di ogni vampiro innamorato.
Quella consapevolezza avrebbe dovuto turbarlo, ma era troppo esausto per scomodarsi a opporre una
resistenza qualunque.
Bella si sollev leggermente infilando il coso dentro di s. Per quanto distrutto, Zsadist mugol
estasiato. Non era mai sazio di lei, e non perch fosse nel suo periodo fertile.
Bella lo mont piantandogli le mani sui pettorali e trovando da sola il ritmo giusto. Zsadist si
sent pronto a esplodere un'altra volta, specialmente quando vide dondolare i suoi seni.
Sei bellissima disse con voce roca.
Lei si ferm per chinarsi a baciarlo di nuovo e la chioma scura ricadde tutt'intorno a lui come un
dolce riparo. Quando si raddrizz, Zsadist rimase meravigliato dal suo fulgore. Scoppiava di salute e
vitalit per tutto ci che le aveva dato, una splendida femmina che lui...
Amava. S, amava.
Fu questo il pensiero che lo folgor mentre, ancora una volta, veniva dentro di lei.
Bella gli croll sopra, espir rabbrividendo e all'improvviso il suo bisogno si spense. Tutta la
sua ruggente energia femminile vol fuori dalla stanza, la tempesta era passata. Con un sospiro di
sollievo si stacc da lui e il suo magnifico sesso si separ da quello di Z. Mentre il coso gli si
afflosciava inerte sul ventre, Zsadist sent il gelo della stanza su quel pezzo di carne, cos poco attraente
a paragone del calore di Bella.
Stai bene? le chiese.
S... sussurr lei girandosi su un fianco, gi semiaddormentata. S, Zsadist... s.
Presto avrebbe avuto bisogno di mangiare, pens lui. Doveva andare a prenderle qualcosa.
Facendo appello a tutta la sua forza di volont, trasse un profondo respiro, poi un altro e un altro
ancora... e alla fine riusc a sollevare il busto dal materasso. La testa gli girava vorticosamente, i mobili,
il pavimento e le pareti turbinavano scambiandosi di posto e il senso di vertigine peggior quando butt
le gambe gi dal letto; nell'alzarsi in piedi perse completamente l'equilibrio. And a sbattere contro il
muro, e per non cadere fu costretto ad aggrapparsi alle tende.
Quando si sent pronto, si stacc con una spinta e si chin sopra Bella. Sollevarla fu un'impresa
titanica, ma il desiderio di prendersi cura di lei era pi forte dello sfinimento. La port fino al giaciglio
sul pavimento e ve la adagi piano, poi la copr con il piumino che molte ore prima avevano spinto per
terra. Stava per voltarsi quando lei lo prese per un braccio.
Devi nutrirti gli sussurr, cercando di attirarlo a s. Attaccati alla mia gola.
Dio, era tentato di farlo.
Torno subito disse invece, raddrizzandosi a fatica. Barcoll fino all'armadio e si infil un
paio di boxer. Poi tolse lenzuola e coprimaterasso dal letto e usc.
Phury apr gli occhi e si accorse di non riuscire a respirare.
Il che era pi che logico, visto che aveva la faccia schiacciata contro un mucchio di coperte
aggrovigliate. Liber bocca e naso da quel tappo soffocante e cerc di mettere a fuoco la vista. La
prima cosa che vide, a una quindicina di centimetri dalla sua faccia, fu un posacenere pieno di
mozziconi. Per terra.
Ma cosa diavolo? Oh... Era per met a penzoloni gi dal materasso.
Quando ud un gemito si tir su con una spinta, volt la testa e si trov faccia a faccia con uno
dei piedi di Vishous. Al di l delle sue fette numero quarantotto c'era una coscia di Butch.
Non riusc a trattenere una risata, al che lo sbirro alz la testa, intontito. L'umano si guard, poi
guard Phury. Batt le palpebre un paio di volte, quasi sperasse di svegliarsi sul serio.
Oddio disse con una voce ancora pi cavernosa del solito. Poi lanci un'occhiata a Vishous,
ancora privo di sensi accanto a lui. Oh... cazzo, ditemi che non  vero.
Non farti strane idee, sbirro. Non sei mica attraente.
Pi che giusto farfugli Butch, sfregandosi la faccia. Ma ci non significa che sia contento
di svegliarmi a letto con due maschi.
V ti aveva avvertito di non tornare.
Vero.  colpa mia.
Che nottataccia! Alla fine, quando anche solo la sensazione dei vestiti sulla pelle era diventata
insopportabile, avevano perso ogni ritegno. Nel tentativo di resistere alla smania di sesso si erano
accesi una canna dopo l'altra, si erano attaccati alla bottiglia, di scotch o di vodka era uguale, ed erano
sgattaiolati a turno in bagno per procurarsi un po' di sollievo in privato.
Allora  finita? chiese Butch. Ditemi che  finita.
Phury scese faticosamente dal letto. S. Credo di s.
Raccolse un lenzuolo e lo lanci all'ex poliziotto, che copr se stesso e Vishous. Il quale non
fece una piega. Dormiva della grossa a pancia in gi russando sommessamente.
Imprecando, Butch cambi posizione, sollevando un cuscino contro la testiera del letto e
appoggiandovi la schiena. Si gratt i capelli e sbadigli fin quasi a slogarsi la mascella.
Accidenti, vampiro, non avrei mai pensato di dirlo, ma il sesso non mi interessa neanche un
po'. Grazie a Dio.
Phury si infil un paio di calzoni di nylon della tuta. Vuoi qualcosa da mangiare? Faccio un
salto gi in cucina.
Butch si illumin. Vuoi dire che poi me lo porti qui di sopra? Nel senso che non sono costretto
ad alzarmi?
Mi devi un favore. Comunque s, far questo sforzo.
Sei un angelo.
Phury si infil una T-shirt. Cosa vuoi?
Quello che vuoi tu. Cavolo! Renditi utile e trascina quass il frigorifero. Sto morendo di
fame.
Phury scese in cucina. Stava per fare provviste, quando ud dei rumori in lavanderia. And ad
aprire la porta.
Zsadist stava ficcando delle lenzuola nella lavatrice.
E, beata Vergine del Fado, aveva un aspetto orribile. Lo stomaco incavato, le ossa delle anche
come i picchetti di una tenda, la cassa toracica con le costole in rilievo che sembrava un campo appena
arato. Durante la notte doveva aver perso sei o sette chili. E - misericordia - aveva il collo e i polsi
scorticati... In compenso, per, aveva un buonissimo odore di spezie ed emanava un senso di pace cos
profondo e inconsueto che Phury si chiese se i sensi non gli stessero giocando un brutto scherzo.
Fratello? lo chiam.
Z non alz nemmeno la testa. Sai come funziona 'sta roba?
Ehm, s. Si mette un po' di detersivo nella vaschetta e poi si gira quella specie di manopola...
Ecco, ti faccio vedere.
Z avvi la lavatrice e fece un passo indietro, gli occhi sempre fissi a terra. Quando
l'elettrodomestico cominci a riempirsi d'acqua, farfugli un grazie e si avvi verso la cucina.
Phury lo segu con il cuore in gola. Voleva chiedergli se andava tutto bene, e non solo con
Bella.
Stava ancora scegliendo le parole adatte quando il suo gemello tir fuori un tacchino arrosto dal
frigorifero, stacc una coscia e le diede un morso. Masticando di gusto, ripul l'osso in quattro e
quattr'otto; finito di rosicchiare la prima coscia, fece altrettanto con l'altra.
Ges... Zsadist non mangiava mai carne. Ma d'altra parte non aveva mai nemmeno passato una
notte come quella. Nessuno di loro l'aveva mai fatto.
Zsadist sentiva su di s gli occhi di Phury; avrebbe smesso di rimpinzarsi, se solo avesse potuto.
Detestava essere osservato, specialmente quando mangiava, ma aveva una fame da lupi.
Senza smettere di ingozzarsi tir fuori un piatto e un coltello e si mise a tagliare a fette sottili il
petto del tacchino. Fece attenzione a scegliere solo le parti migliori per Bella, tutto il resto lo divor lui.
Cos'altro poteva portarle? Voleva che mangiasse cose sostanziose. E da bere? Doveva portarle
anche da bere. Torn al frigorifero e cominci ad ammucchiare gli avanzi per passarli in rassegna.
Voleva selezionare con cura solo quello che era degno di toccare la lingua di Bella.
Zsadist?
Maledizione, si era scordato che Phury era ancora nei paraggi.
S disse aprendo una vaschetta di plastica.
Il pur di patate che c'era dentro sembrava buono, anche se avrebbe preferito portarle qualcosa
cucinato da lui. Non che sapesse come fare. Cristo, non sapeva leggere, n far funzionare una
fottutissima lavatrice, figurarsi cucinare.
Doveva lasciare andare Bella per darle la possibilit di trovare un maschio con un briciolo di
cervello.
Non per farmi gli affari tuoi... disse Phury.
A me pare proprio il contrario ribatt Zsadist, prendendo dalla credenza una delle pagnotte al
lievito naturale fatte in casa da Fritz. La strinse tra le dita. Era morbida, ma la annus comunque. Bene,
era abbastanza fresca per Bella.
Lei sta bene? E... tu?
Stiamo bene, s.
Com' stato? chiese Phury tossicchiando. S, insomma, mi piacerebbe saperlo... non perch
si tratta di Bella...  solo che... si dicono tante cose, sai, e io non so pi a chi credere.
Z aggiunse il pur al tacchino, poi vers sopra qualche cucchiaiata di riso selvatico e copr il
tutto con una buona dose di sugo di carne. Quindi infil il piatto traboccante di cibo nel forno a
microonde, lieto di saper usare almeno quello.
Mentre lo guardava girare, pens alla domanda del gemello e ricord la sensazione che aveva
provato quando Bella era salita a cavallo del suo inguine. Quell'amplesso, delle decine che lo avevano
preceduto quella notte, spiccava sugli altri. Bella era cos incantevole, l, sopra di lui, specialmente
quando lo aveva baciato...
Per tutto il periodo del bisogno, ma specialmente nel corso di quell'ultimo accoppiamento,
aveva intaccato a poco a poco la presa che il passato aveva su di lui, segnandolo con qualcosa di
positivo. Avrebbe custodito per il resto dei suoi giorni il ricordo del calore che lei gli aveva regalato.
Quando il microonde trill, si accorse che Phury stava ancora aspettando una risposta.
Pos il piatto sopra un vassoio e prese delle posate d'argento per imboccare Bella nel modo
migliore.
Voltandosi per uscire mormor: Non ho parole per dire quanto  bella. Alz gli occhi sul
fratello. E ieri notte sono stato fortunatissimo a poterla servire.
Phury trasal e fece per toccarlo. Zsadist, i tuoi...
Devo andare dalla mia nalla. Ci vediamo dopo.
Aspetta! Z! I tuoi... Ma Zsadist scosse la testa senza fermarsi.
Capitolo 35
Perch non me l'hai mostrato quando sono tornato a casa? chiese Rehvenge. Vedendo che il
povero doggen arrossiva per la vergogna e lo spavento, gli diede una leggera pacca sulla spalla. Non
importa. Non fa niente.
Sono venuto a cercarla appena mi sono accorto che era rientrato, padrone, ma lei stava
dormendo. Non sapevo bene cosa ci fosse nel video e non volevo disturbarla. Lei non riposa mai.
Gi, nutrire Marissa lo aveva messo fuori combattimento. Era la prima volta che dormiva tanto
profondamente da... Dio, non ricordava nemmeno pi quand'era stata l'ultima volta che aveva chiuso
occhio. Per quello era proprio un bel guaio.
Si sedette davanti al computer e fece ripartire il file digitale: un uomo con i capelli scuri e
vestito di nero che parcheggiava davanti al cancello. Scendeva da un camioncino. Si avvicinava per
toccare i nastri a lutto annodati alle sbarre di ferro.
Zum per mettere a fuoco la faccia del tizio. Niente di particolare, n bella n brutta. Il fisico
che l'accompagnava, per, era robusto. E quel giaccone o era imbottito oppure nascondeva delle armi.
Sul fermo immagine evidenzi data e ora nell'angolo in basso a destra. Poi cambi schermata,
richiamando i file dalla videocamera che monitorava il cancello anteriore, la termocamera in grado di
misurare la temperatura in ogni singolo punto dell'inquadratura. Con una semplice operazione di copia
e incolla sovrappose i due fotogrammi registrati nello stesso istante.
E... sorpresa! La temperatura corporea di quell'uomo si aggirava sui tredici gradi. Un lesser.
Rehv cambi di nuovo schermata e utilizzando lo zoom ottenne un primo piano del volto
dell'assassino intento a guardare i nastri. Tristezza, paura... rabbia. Non erano emozioni anonime. Erano
legate a qualcosa di personale. Qualcosa che era andato perduto.
E cos quello era il bastardo che aveva rapito Bella. E stava tornando per lei.
Non era sorpreso che il lesser avesse rintracciato la casa. Il sequestro era stato una notizia
esplosiva all'interno della specie e l'indirizzo della sua famiglia non era mai stato un segreto... anzi, per
via delle consulenze spirituali di mahmen, la residenza di Thorne Avenue era ben nota a tutti. Bastava
catturare un civile.
La vera domanda era: perch l'assassino non aveva varcato il cancello?
Dio. Che ora era? Le quattro del pomeriggio. Merda.
Quello  un lesser disse Rehv, puntando il bastone sul pavimento e alzandosi senza indugio.
Quindi dobbiamo evacuare immediatamente la casa. Vai subito a chiamare Lahni e dille di aiutare la
padrona a vestirsi. Poi falle uscire tutte e due attraverso il tunnel e accompagnale alla casa sicura con il
furgone.
Il doggen sbianc. Padrone, non avevo idea che fosse un...
Rehvenge pos una mano sulla spalla del domestico per impedirgli di piombare nel panico.
Non potevi saperlo. Ti sei comportato nel modo giusto. Per adesso sbrigati, vai a chiamare Lahni.
Poi and il pi in fretta possibile in camera di sua madre.
Mahmen? disse spalancando la porta. Mahmen, svegliati.
Sua madre si rizz a sedere sul letto tra le lenzuola di seta, la chioma canuta raccolta in una
cuffia. Ma ...  ancora pomeriggio. Perch...
Lahni sta arrivando per aiutarti a vestirti.
Vergine santissima, Rehvenge. Perch?
Devi lasciare subito questa casa.
Cosa...?
Subito, mahmen. Ti spiegher pi tardi. Le baci entrambe le mani, e proprio allora entr la
cameriera. Ah, bene. Lahni, forza, aiuta la padrona a vestirsi.
S, padrone disse la doggen con un inchino.
Rehvenge! Che cosa...
Fai presto. Vai via insieme ai doggen. Poi ti telefono.
Mentre la madre lo chiamava a gran voce, Rehvenge scese nei suoi appartamenti privati e
chiuse tutte le porte per non sentirla. Afferr il ricevitore e compose il numero della confraternita:
detestava ci che stava per fare, ma la sicurezza di Bella veniva prima di tutto. Dopo aver lasciato un
messaggio che gli procur un senso di bruciore alla gola, and alla cabina armadio.
In quel momento la casa era ermeticamente chiusa per non lasciar filtrare la luce del sole,
quindi nessun lesser poteva entrare. Le serrande alle porte e alle finestre erano ignifughe e blindate e i
muri di pietra erano spessi settanta centimetri. E c'erano cos tanti allarmi e telecamere che se qualcuno
avesse starnutito all'interno del perimetro della propriet, lui lo avrebbe saputo. Ma voleva comunque
fare allontanare sua madre.
Al calar del sole avrebbe spalancato il cancello di ferro e srotolato il tappeto rosso. Voleva far
entrare in casa il lesser.
Si tolse la vestaglia di visone e si infil un paio di pantaloni neri e un pesante maglione a collo
alto. Avrebbe atteso che mahmen fosse lontana prima di tirare fuori le armi. Se non era gi
completamente isterica, vederlo armato fino ai denti le avrebbe dato il colpo di grazia.
Prima di salire a vedere come procedeva l'evacuazione, lanci un'occhiata all'armadietto chiuso
a chiave all'interno della cabina armadio. Era quasi ora della dose pomeridiana di dopamina. Perfetto.
Sorridendo, usc dalla stanza rimandando il momento dell'iniezione e pronto a far entrare in
gioco tutti e cinque i sensi.
Mentre le tapparelle si alzavano per la notte, Zsadist, steso su un fianco accanto a Bella, la
guardava dormire. Sdraiata sulla schiena, era stretta tra le sue braccia, la testa all'altezza del suo petto.
Non c'erano coperte a coprire la sua nudit perch irradiava ancora calore, ultimo residuo del periodo
del bisogno.
Quando era tornato dall'incursione in cucina, Bella aveva mangiato dalla sua mano e poi aveva
schiacciato un pisolino mentre lui rifaceva il letto con le lenzuola pulite. Da allora erano rimasti sdraiati
insieme al buio.
Fece scorrere la mano dalla sommit della sua coscia fino al seno accarezzando delicatamente il
capezzolo con l'indice. Era cos da ore: la coccolava, canticchiando sottovoce. Aveva le palpebre a
mezz'asta per la stanchezza, ma la calma che era scesa su di loro era meglio di qualunque riposo
avrebbe ricavato chiudendo gli occhi.
Bella si mosse, sfiorandogli l'inguine con un fianco, e Zsadist fu sorpreso nel sentir rinascere la
voglia di possederla. Ormai era convinto di avere chiuso con quella bramosia, almeno per un po'.
Si appoggi all'indietro e si guard. Dai boxer spuntava il coso che aveva usato con Bella, e via
via che si allungava la sommit arrotondata si spingeva sempre pi fuori.
Con la sensazione di infrangere una legge, prese il dito con cui aveva tracciato infiniti cerchi
intorno al capezzolo di Bella e diede un colpetto all'erezione che, rigida com'era, torn subito al suo
posto.
Chiuse gli occhi, e con una smorfia strinse il membro nel palmo. Quando lo accarezz, rimase
sorpreso dal modo in cui la pelle vellutata scivolava sopra la verga. Erano sensazioni stranissime. Non
sgradevoli; anzi, per certi versi gli ricordavano ci che aveva provato stando dentro Bella. Solo meno
piacevoli. Non c'era paragone.
Dio, che fifone era. Spaventato dal suo... uccello. Pisello? Pene? Come diavolo doveva
chiamarlo? Come lo chiamavano i maschi normali? Non certo George, okay, ma per qualche ragione
chiamarlo coso adesso gli sembrava inappropriato.
Ora che si erano dati la mano, per cos dire.
Lo lasci andare e fece scivolare il palmo sotto l'elastico dei boxer. Era a disagio e nervoso, ma
anche deciso ad arrivare fino in fondo a quella missione esplorativa. Non sapeva quando avrebbe
ritrovato il coraggio di farlo.
Spost... l'uccello, s, per ora lo avrebbe chiamato uccello, in modo che fosse dentro i boxer ma
fuori dai piedi, poi si tocc i testicoli. Sent una specie di scossa lungo tutto il membro in erezione e un
formicolio in punta.
Era una sensazione abbastanza piacevole.
Accigliandosi, esplor per la prima volta quello che la beata Vergine gli aveva dato. Buffo che
tutto quel ben di Dio fosse stato per tanto tempo l, attaccato al suo corpo, appeso al suo inguine, e lui
non avesse mai azzardato ci che qualunque altro giovane appena uscito dalla transizione passava
sicuramente intere giornate a fare.
Quando si sfior di nuovo i testicoli si inturgidirono e l'uccello gli venne ancora pi duro.
Sensazioni torride ribollivano nel bassoventre e nella mente gli balenarono immagini di Bella,
immagini di loro due che facevano sesso, di lui che le sollevava le gambe prima di affondare dentro di
lei. Ricord con dolorosa vividezza cosa aveva provato nel sentirla sotto di s, l'effetto che gli faceva il
suo sesso, com'era stretta...
Poi tutto cominci a crescere, le immagini nella sua testa, le violente correnti di energia che si
sprigionavano dal punto in cui si stava toccando. Con il respiro corto schiuse le labbra. Il suo corpo
ebbe una specie di sussulto, l'inguine si spinse in avanti di scatto. D'impulso si rotol sulla schiena e
abbass i boxer.
E d'un tratto si rese conto di quello che stava facendo. Si stava facendo una sega? L, di fianco a
Bella? Dio, era proprio un lurido bastardo.
Disgustato da se stesso, ritrasse la mano e fece per tirarsi su i boxer...
Non fermarti disse piano Bella.
Un brivido gelido corse lungo la spina dorsale di Zsadist. Beccato!
Gir gli occhi verso di lei, avvampando.
Ma Bella gli sorrise accarezzandogli il braccio. Sei cos bello. Il modo in cui hai inarcato la
schiena, poco fa. Non fermarti, Zsadist, vai avanti. So che ne hai voglia e non hai motivo di sentirti in
imbarazzo. Sei bellissimo quando ti tocchi. Gli baci il bicipite, spostando lo sguardo sui boxer. Vai
avanti sussurr. Voglio guardarti mentre lo fai.
Sentendosi sciocco, ma incapace di fermarsi, Z si rizz a sedere e si spogli.
Bella accolse quel gesto con un piccolo gemito di approvazione mentre lui si sdraiava di nuovo.
Traendo forza da lei, fece scorrere lentamente la mano lungo l'addome, tastando i muscoli in rilievo e la
pelle liscia e glabra che li copriva. Non credeva di farcela a continuare...
Porca miseria. Il coso era cos duro che toccandolo lo sentiva pulsare al ritmo frenetico del
proprio cuore.
Guard in fondo agli occhi blu scuro di Bella mentre muoveva il palmo su e gi. Un piacere
indescrivibile inizi a fluire in tutto il suo corpo. Dio... sapere che lei lo guardava funzionava alla
grande, anche se non avrebbe dovuto. Quando in passato altri lo avevano guardato...
No, non doveva pensare al passato. Se si soffermava su quanto era accaduto un secolo prima,
rischiava di lasciarsi sfuggire quel momento insieme a Bella. Con ferma determinazione scacci i
ricordi. Gli occhi di Bella... guardali. Tuffati dentro quegli occhi. Annega...
Lo sguardo di Bella era cos dolce, caldo, luminoso, lo avvolgeva come un abbraccio. Guard le
sue labbra. I suoi seni. Il suo ventre... Il desiderio che gli accendeva il sangue ebbe un'impennata,
esplodendo in una tensione erotica che gli pervase ogni centimetro del corpo.
Bella fece scorrere gli occhi verso il basso. Mentre lo guardava masturbarsi, si prese il labbro
tra i denti. Le sue zanne erano due piccoli pugnali bianchi, e lui voleva sentirli ancora sulla propria
pelle. Voleva che lei lo succhiasse ancora.
Bella... gemette. Cazzo, quella cosa gli piaceva proprio tanto.
Con un mugolio gutturale pieg una gamba muovendo la mano sempre pi in fretta,
concentrandosi sulla sommit del pene. Un istante dopo venne. Gridando, premette la testa contro il
cuscino inarcando la schiena con forza. Fiotti caldi lo colpirono al petto e al ventre; i getti ritmici si
protrassero ancora per qualche secondo prima di esaurirsi. Si ferm quando il glande divenne troppo
sensibile per sopportare altri contatti.
Con il fiato grosso e un gran senso di vertigine, si gir su un fianco e baci Bella. Quando si
stacc, gli occhi di lei mostravano con quanta chiarezza riuscisse a leggergli dentro. Sapeva di averlo
aiutato ad arrivare alla fine di quella sua prima volta. Eppure non lo guardava con aria di
compatimento, quasi non le importasse che fino a quel momento, come un perfetto idiota, non avesse
sopportato l'idea di toccarsi.
Zsadist apr la bocca. Io ti a...
Qualcuno buss alla porta, interrompendo sul nascere la dichiarazione d'amore che lui non
aveva il diritto di fare.
Non aprite quella porta sbrait, pulendosi con i boxer. Baci Bella e la copr con un lenzuolo
prima di attraversare la stanza.
Si appoggi allo stipite con la spalla, quasi temendo che il seccatore, chiunque fosse, potesse
fare irruzione. Era un impulso sciocco, ma nessun altro doveva vedere Bella nel suo fulgore
post-bisogno. Soltanto lui.
Cosa c'?
La voce di Phury gli giunse soffocata. L'Explorer si  mosso ieri notte. Ha fatto il giro dei
supermercati in cui Wellsie voleva comprare le mele per la festa del solstizio. Abbiamo annullato le
ordinazioni, ma dobbiamo andare in ricognizione. La confraternita  convocata tra dieci minuti nello
studio di Wrath.
Z chiuse gli occhi e appoggi la fronte alla porta. La vita vera era tornata.
Zsadist? Hai sentito quello che ho detto?
Lui lanci un'occhiata a Bella. Il loro tempo insieme era scaduto. A giudicare dal modo in cui si
tir le lenzuola fin sotto il mento, anche lei l'aveva capito.
Dio... questo s che fa male, pens Z. Faceva proprio male.
Arrivo subito disse.
Staccando gli occhi da Bella, si volt e and in bagno a fare una doccia.
Capitolo 36
Mentre calava la notte, O si aggirava furente per il capanno raccogliendo le munizioni che gli
servivano. Era tornato da mezz'ora soltanto dopo una giornata di merda. Prima era stato dall'Omega,
che gli aveva fatto un cazziatone della malora. Se non peggio. Il padrone si era incazzato di brutto per i
due lesser arrestati, come se fosse colpa di O se quegli incompetenti si erano fatti beccare e sbattere in
galera.
Alla fine della sfuriata, quella carogna aveva tirato fuori i due assassini dal mondo umano,
richiamandoli a s come cani al guinzaglio. Curiosamente, era stata un'impresa tutt'altro che facile.
Richiamare alla base i membri della Societ non era cosa da poco, e quel punto debole era
assolutamente degno di nota.
Non che la debolezza fosse durata a lungo: i due lesser stavano rimpiangendo amaramente il
giorno in cui avevano deciso di vendere la loro anima, O era pronto a giurarci. L'Omega si era messo
subito al lavoro, ed era stata una scena degna di un film di Clive Barker. Oltretutto, essendo i lesser dei
non morti, il castigo poteva continuare all'infinito. Finch l'Omega non si stancava.
Quando O aveva levato le tende, il padrone gli era parso ancora concentratissimo.
Il ritorno al mondo temporale, poi, era stato una gran rottura di scatole. In sua assenza era
scoppiata una sedizione tra i Beta. Quattro di loro, ovvero un'intera squadra, annoiandosi a morte
avevano pensato bene di sfogarsi sui colleghi in una sorta di caccia all'uomo sfociata in una notevole
quantit di vittime tra i membri della Societ. I messaggi sempre pi concitati che U gli aveva lasciato
nel corso di quelle sei ore erano il genere di aggiornamenti che ti faceva venir voglia di metterti a
urlare.
Maledizione. U era un vero disastro come comandante in seconda. Non era stato in grado di
sedare la rivolta dei Beta, e durante gli scontri un umano era rimasto ucciso. O se ne sbatteva altamente
del morto, ci che lo preoccupava era il suo corpo senza vita. Ci mancava solo di ritrovarsi gli sbirri tra
i piedi. Un'altra volta.
Perci si era recato sul posto e si era sporcato le mani, sbarazzandosi del cadavere; poi aveva
sprecato un altro paio di ore per identificare i Beta responsabili di tutto quel casino e andarli a trovare a
uno a uno. Era stato tentato di ucciderli, ma non poteva permettersi altre perdite tra i ranghi della
Societ se voleva evitare ulteriori guai con il padrone.
Finito di massacrare di botte quel quartetto di idioti, impresa che risaliva a mezz'ora prima, era
fuori dalla grazia di Dio. Proprio allora U lo aveva chiamato per dargli la bella notizia: le ordinazioni di
mele per la festa del solstizio erano state annullate. E come mai erano state annullate? Perch chiss
come i vampiri avevano scoperto che qualcuno li stava tenendo d'occhio.
Gi, U era proprio in gamba con le missioni in incognito. Un genio!
Cos la strage con cui voleva omaggiare l'Omega era andata a farsi benedire. Adesso non aveva
pi niente con cui ammansire il padrone. Se sua moglie era ancora viva, sarebbe stato pi difficile
trasformarla in una lesser.
A quel punto non ci aveva visto pi e si era messo a sbraitare contro U. Aveva dato sfogo alla
sua rabbia insultandolo come un indemoniato, e U aveva accolto quella strigliata telefonica da checca
standosene zitto e buono. Quel silenzio lo aveva mandato ancora pi fuori dai gangheri; O aveva
sempre odiato chi non aveva le palle per reagire.
Cristo. E lui che lo aveva preso per un tipo equilibrato! In realt quel bastardo di U era un
debole. O ne aveva abbastanza. Sapeva di dovergli piantare un coltello nel petto e aveva tutte le
intenzioni di farlo, ma aveva gi avuto troppe distrazioni.
Al diavolo la Societ, U, i Beta e l'Omega. Lui aveva cose ben pi importanti da fare.
Afferr le chiavi del camioncino e usc dal capanno. Sarebbe andato dritto al 27 di Thorne
Avenue e sarebbe penetrato nella villa. Forse era la disperazione a muoverlo, ma la risposta che stava
cercando era dietro quella cancellata di ferro, ne era certo.
Finalmente avrebbe scoperto quello che c'era da sapere su sua moglie.
Era quasi arrivato all'f-150 quando sent un formicolio al collo. Ignorandolo, si mise al volante.
Mentre puntava verso la strada principale, si allarg il colletto tossicchiando un paio di volte, a disagio.
Merda. Era una sensazione davvero strana.
Cinquecento metri dopo si afferr la gola in preda a un senso di soffocamento. Gli mancava il
respiro. Sterz a destra e fren di colpo. Spalanc la portiera e scese barcollando. L'aria gelida gli
procur un paio di secondi di sollievo, ma subito dopo ricominci a soffocare.
Croll in ginocchio, cadendo a faccia in gi nella neve. La vista andava e veniva come la luce
intermittente di una lampadina difettosa. Poi si spense del tutto.
Mentre percorreva il corridoio diretto allo studio di Wrath, Zsadist era lucidissimo, anche se si
sentiva fiacco. Quando mise piede nella stanza, gli altri erano gi l e ammutolirono immediatamente.
Ignorandoli dal primo all'ultimo, tenne gli occhi fissi a terra e and a piazzarsi nel suo solito angolo.
Qualcuno si schiar la gola per rompere il ghiaccio. Probabilmente Wrath.
Tohrment prese la parola. Ha chiamato il fratello di Bella. Ha sospeso la richiesta di
sehclusion, chiedendo di tenere qui sua sorella per un altro paio di giorni.
Z alz la testa di scatto. Perch?
Non ha fornito spiegazioni... rispose Tohr, scrutandolo con gli occhi socchiusi. Oh... mio
Dio.
Gli altri seguirono il suo sguardo e ci furono un paio di esclamazioni soffocate. Poi tutti quanti
si limitarono a fissarlo.
Che cosa cazzo guardate?
Phury indic lo specchio antico appeso al muro accanto alla porta. Guarda tu stesso.
Zsadist attravers la stanza a passo di carica, pronto a mandarli tutti quanti all'inferno. Bella era
la sola cosa che contava...
Quando vide la sua immagine, rimase a bocca aperta. Allung una mano tremante verso gli
occhi riflessi nell'antico vetro al piombo. Le sue iridi non erano pi nere. Erano gialle. Proprio come
quelle del suo gemello.
Phury? sussurr. Phury... che cosa mi  successo?
Phury gli and alle spalle e il suo viso comparve accanto a quello di Z. Poi nello specchio si
stagli il riflesso tenebroso di Wrath, tutto capelli lunghi e occhiali da sole, la bellezza da angelo
caduto di Rhage, il berrettino dei Sox di Vishous, i capelli a spazzola di Tohrment, il naso da pugile di
Butch.
Uno dopo l'altro, tutti lo toccarono posandogli con delicatezza le grosse mani sulle spalle.
Bentornato, fratello mormor Phury.
Zsadist fiss i fratelli alle sue spalle. E gli balen un pensiero stranissimo: se si fosse lasciato
andare cadendo all'in dietro... loro lo avrebbero sorretto.
Zsadist se n'era andato da poco quando Bella usc dalla stanza per cercarlo. Era sul punto di
chiamare Rehvenge per fissare un appuntamento quando si era resa conto che doveva occuparsi del suo
amante prima di lasciarsi risucchiare ancora una volta dal proprio dramma famigliare.
Finalmente Zsadist aveva bisogno di qualcosa che lei poteva dargli. Ne aveva un bisogno
disperato. Dopo tutto il tempo passato con lei era quasi prosciugato e Bella sapeva esattamente quanto
era affamato, quanto era divorato dalla voglia di nutrirsi. Con tutto il sangue di Zsadist che le scorreva
nelle vene, percepiva con chiarezza il suo appetito e sapeva anche con precisione dove trovarlo. Le
bastava affinare i sensi e poteva individuarlo.
Seguendo il battito cardiaco di Zsadist, arriv in fondo al corridoio delle statue, svolt l'angolo
e punt verso la porta aperta in cima alle scale. Dallo studio uscivano voci concitate.
Tu stanotte non esci, levatelo dalla testa stava gridando qualcuno.
Non provare a comandarmi a bacchetta, Tohr ribatt feroce Z. Mi fa incazzare ed  solo una
perdita di tempo.
Ma guardati... sei ridotto uno straccio, cazzo! O ti decidi a nutrirti come si deve o te ne starai
chiuso in casa.
Bella fece il suo ingresso proprio mentre Zsadist diceva: Prova un po' a tenermi chiuso qui
dentro e vedrai che fine farai, fratello.
I due vampiri erano faccia a faccia e si guardavano in cagnesco, le zanne scoperte.
Ges, pens Bella. Quanta aggressivit.
Per Tohrment aveva ragione. Nella penombra della camera da letto non lo aveva notato, ma
adesso, in piena luce, Zsadist sembrava mezzo morto. Le ossa del cranio quasi spuntavano dalla pelle,
la T-shirt gli pendeva addosso, i calzoni gli cascavano. Gli occhi erano intensi come sempre, ma per il
resto era in uno stato pietoso.
Tohrment scosse la testa. Cerca di ragionare...
Voglio vendicare Bella.  una cosa assolutamente ragionevole.
No, invece intervenne lei. Tutte le teste si voltarono.
Quando Zsadist la guard, le sue iridi cambiarono colore, passando in un lampo dal nero
iracondo a cui era abituata a un giallo luminoso, incandescente.
I tuoi occhi disse in un sussurro. Cosa  successo ai tuoi...
Bella intervenne Wrath, tuo fratello ci ha pregati di ospitarti ancora per qualche giorno.
La sorpresa fu tale da indurla a distogliere gli occhi da Z. Come, mio signore?
Non pretende pi una decisione immediata in merito alla tua sehclusion e ci ha chiesto di
tenerti qui ancora per un po'.
Perch?
Non ne ho idea. Forse potresti chiederlo a lui.
Come se le cose non fossero gi abbastanza complicate. Torn a guardare Zsadist, ma lui era
concentrato su una finestra dall'altra parte della stanza.
Naturalmente ci fa piacere aggiunse Wrath.
Notando che Zsadist si irrigidiva, Bella si chiese quanto quell'affermazione corrispondesse alla
verit.
Io non voglio essere ahvenged disse ad alta voce, e quando Z volt la testa di scatto, parl
direttamente a lui. Non cerco vendetta. Ti sono grata per tutto quello che hai fatto per me, ma non
voglio che nessuno si faccia del male nel tentativo di prendere il lesser che mi ha tenuta prigioniera. E
questo vale specialmente per te.
Non spetta a te deciderlo ribatt lui rabbuiandosi.
Invece s. Le sembrava gi di vederlo, a caccia del suo aguzzino, e fu sopraffatta dal terrore.
Dio, Zsadist... non voglio che tu vada l fuori a farti ammazzare. Non voglio essere responsabile della
tua morte.
Sar quel lesser a fare una brutta fine, non io!
Non puoi dire sul serio! Vergine santa, guardati. Non sei assolutamente in grado di
combattere. Sei troppo debole.
Nella stanza si ud un sibilo collettivo e gli occhi di Zsadist tornarono neri.
Oh, merda. Bella si tapp la bocca con la mano. Debole. Lo aveva definito debole. Davanti alla
confraternita al gran completo.
Non c'era insulto peggiore. Gi solo insinuare che un maschio non fosse abbastanza forte era
imperdonabile all'interno della classe dei guerrieri. Dichiararlo apertamente, davanti a testimoni,
equivaleva a una castrazione sociale, a una condanna irrevocabile del suo valore di maschio.
Bella corse da lui. Scusa, non intendevo...
Zsadist si scost. Stai lontana da me.
Lei si tapp di nuovo la bocca mentre lui le girava intorno come se fosse una granata pronta a
esplodere. Usc dallo studio e i suoi passi si spensero lungo il corridoio. Quando ritrov la forza, Bella
affront lo sguardo di disapprovazione dei fratelli.
Andr subito a porgergli le mie scuse. E adesso statemi bene a sentire. Non metto in dubbio il
suo coraggio o la sua forza, sono solo preoccupata per lui perch...
Diglielo, pens Bella. Loro capiranno sicuramente.
Io lo amo.
La tensione nella stanza si allent all'istante. Quasi tutta, almeno. Phury si volt e and verso il
camino, appoggi il braccio alla mensola e chin il capo.
Sono lieto che questi siano i tuoi sentimenti disse Wrath. Lui ne ha bisogno. Adesso vai a
cercarlo e chiedigli scusa.
Stava per uscire quando Tohrment le tagli la strada. Gi che ci sei cerca anche di nutrirlo,
okay? disse serio.
Spero tanto che me lo permetta.
Capitolo 37
Rehvenge girava per casa come un predatore, passando da una .stanza all'altra con passo
inquieto, pesante. Il suo campo visivo era rosso, i suoi sensi vigili, il bastone accantonato gi da
qualche ora. Non pi infreddolito come sempre, si era tolto il dolcevita e adesso aveva le armi sulla
pelle nuda. Percepiva con chiarezza ogni parte del corpo e si godeva la potenza dei propri muscoli,
delle ossa. E c'erano anche altre cose. Cose che non provava pi da...
Dio, era passato almeno un decennio dall'ultima volta che si era lasciato andare fino a quel
punto. Era un gesto studiato, s, una deliberata regressione alla follia, e forse per questo sentiva di avere
tutto sotto controllo... il che probabilmente era un grave errore, ma non gliene fregava niente. Si
sentiva... liberato. E voleva disperatamente combattere il suo nemico. Avvertiva una smania molto
simile a quella sessuale.
Quindi era anche frustrato da matti.
Guard fuori da una delle finestre della biblioteca. Aveva lasciato il cancello anteriore
spalancato nella speranza di incoraggiare i visitatori. Niente. Nada. Zero.
La pendola batt dodici volte.
Era sicurissimo che il lesser si sarebbe fatto vivo, ma finora nessuno aveva varcato il cancello
risalendo il viale fino alla casa. E secondo le telecamere di sicurezza pi esterne, per strada erano
passate solo le auto che giravano solitamente nel quartiere: svariate Mercedes, una Maybach, parecchi
SUV Lexus, quattro BMW. Maledizione. Voleva quel lesser a tutti i costi. L'urgenza di combattere, di
vendicare la famiglia, di proteggere il proprio territorio era pi che comprensibile. Dal lato materno, la
sua famiglia affondava le radici nell'lite guerriera e lui aveva una natura particolarmente aggressiva;
era cos da sempre. Se si aggiungeva a quella caratteristica di fondo la collera per quanto era successo
alla sorella e per essere stato costretto ad allontanare mahmen in tutta fretta e in pieno giorno, non c'era
da stupirsi che fosse una polveriera pronta a esplodere.
Pens alla confraternita. Prima della transizione sarebbe stato un ottimo candidato a entrare
nelle sue file, sempre che i fratelli stessero reclutando nuovi membri. Ma chi lo sapeva cosa facevano,
ormai? Erano passati alla clandestinit quando la civilt dei vampiri aveva cominciato a sgretolarsi,
diventando una sorta di enclave nascosta e proteggendo se stessi pi della razza che avevano giurato di
difendere.
Diamine, non poteva fare a meno di pensare che se fossero stati pi concentrati sulla vera
missione anzich su loro stessi avrebbero potuto scongiurare il rapimento di Bella, o quantomeno
accelerarne il ritrovamento.
In preda a una nuova ondata di rabbia continu a girare per casa senza meta, guardando fuori
dalle finestre e dalle porte, controllando i monitor. Alla fine decise che quell'attesa estenuante era una
stupidaggine. Girare a vuoto per tutta la notte sarebbe servito solo a farlo uscire di testa, e lui aveva
degli affari da sbrigare, gi in centro. Se inseriva gli allarmi poteva smaterializzarsi in un batter
d'occhio.
Sal in camera sua, entr nella cabina armadio e si ferm davanti all'armadietto chiuso a chiave.
Andare a lavorare senza prendere le medicine era escluso, anche se ci significava dover ricorrere alla
pistola, invece che al corpo a corpo, se quel bastardo di lesser si fosse fatto vedere.
Tir fuori una fiala di dopamina insieme alla siringa e al laccio emostatico. Riemp la siringa e
si leg il tubicino di gomma all'avambraccio, fissando il fluido trasparente che stava per iniettarsi in
vena. Havers aveva accennato al fatto che, con dosi cos elevate, la paranoia poteva essere un effetto
collaterale in certi vampiri. E Rehv aveva raddoppiato la dose prescritta da quando Bella era stata
rapita. Quindi, forse, stava perdendo il senso della realt.
Poi per pens alla temperatura corporea di quel coso che si era fermato davanti al cancello. A
tredici gradi non si poteva essere vivi. Non se si era umani, quantomeno.
Si fece l'iniezione e attese che la vista tornasse normale e il suo corpo si annullasse
completamente. Poi si vest pesante, prese il bastone e si apprest a uscire.
Zsadist entr a grandi passi nello ZeroSum, consapevole della muta disperazione di Phury che
incombeva alle sue spalle come un'umida coltre di nebbia. Per fortuna era abituato a ignorare il suo
gemello, altrimenti sarebbe stato risucchiato in quella spirale di angoscia.
Debole. Sei troppo debole.
S, be', stava per risolvere il problema.
Dammi venti minuti disse a Phury. Ci vediamo nel vicolo.
Senza perdere tempo scelse una prostituta con i capelli raccolti in uno chignon, le diede
duecento dollari e poi la spinse praticamente fuori dal club. La donna non sembrava impensierita dalla
sua faccia, dalla sua mole o dal modo in cui la manovrava. Non faceva caso a niente perch era
strafatta.
Nel vicolo scoppi a ridere troppo forte.
Come vuoi farlo? disse, barcollando sui trampoli. Incespic, poi mise le mani sulla testa e si
raddrizz nell'aria gelida. Dai l'idea di uno che adora la roba tosta. Per me va bene.
Zsadist la fece voltare con la faccia verso il muro, tenendola ferma per la nuca. Quando lei si
mise a ridacchiare, fingendo di divincolarsi, la immobilizz pensando all'infinit di umane che aveva
succhiato nel corso degli anni. Fino a che punto aveva ripulito la loro memoria? Chiss se ogni tanto,
quando il loro subconscio si agitava irrequieto, si svegliavano di soprassalto da un incubo del quale il
protagonista era lui.
Sfruttatore, pens. Le usava e basta. Era uno sfruttatore. Proprio come la Padrona.
L'unica differenza era che lui non aveva scelta.
O invece s? Quella notte avrebbe potuto usare Bella; lei lo avrebbe voluto. Ma se succhiava il
suo sangue, poi sarebbe stato pi difficile per tutti e due lasciar perdere. E invece era cos che doveva
andare. Lei non voleva essere ahvenged, non cercava vendetta, e lui non avrebbe trovato pace finch
quel lesser fosse stato in circolazione...
Ma soprattutto non sopportava l'idea di restare a guardare mentre Bella imboccava la via
dell'autodistruzione, tentando di amare qualcuno che non avrebbe dovuto amare. Doveva convincerla a
stare alla larga da lui. Voleva vederla felice e al sicuro e sapere che per altri mille anni si sarebbe
svegliata con un sorriso sereno sulle labbra. Voleva che trovasse un compagno degno di lei, un maschio
di cui poter essere orgogliosa.
Ormai si sentiva legato a Bella, ma il desiderio di vederla felice era pi forte del desiderio di
tenerla con s.
La prostituta si dimen. Allora, bello, ti decidi o no? Perch mi sto quasi eccitando.
Z scopr le zanne e arretr leggermente, pronto a colpire. Zsadist... no!
La voce di Bella gli fece voltare la testa. Ferma in mezzo al vicolo, a quattro o cinque metri di
distanza, lo guardava inorridita, a bocca aperta.
No ripet con voce rotta. Non... farlo.
Il suo primo pensiero fu di trascinarla a casa e rimproverarla aspramente per essere uscita. Il
secondo fu che quella era l'occasione giusta per tagliare i ponti con lei. Sarebbe stata una manovra
chirurgica molto dolorosa, ma Bella sarebbe guarita dall'amputazione. Al contrario di lui.
La puttana si volt e scoppi a ridere, una risata stridula, euforica. Quella vuole stare a
guardare? Perch ti coster cinquanta bigliettoni extra.
Vedendo Zsadist che teneva ferma l'umana tra s e il muro del locale, Bella si port una mano
alla gola. Il dolore che le opprimeva il petto era cosi grande che non riusciva a respirare. Dopo tutto
quello che avevano condiviso quella notte...
Ti prego lo implor. Usa me. Prendi me. Non farlo.
Lui fece voltare la donna in modo da averla di fronte, poi la blocc mettendole un braccio di
traverso sul petto. La prostituta rise dimenandosi, strusciandosi contro di lui, muovendo i fianchi in
modo sensuale.
Bella tese le braccia nell'aria gelida. Io ti amo. Non volevo offenderti davanti ai fratelli. Per
favore, non farlo per ripicca nei miei confronti.
Zsadist la fiss dritta negli occhi. Erano pieni di angoscia, di una desolazione assoluta. Scopr le
zanne... e le affond nel collo della donna. Bella grid vedendolo deglutire: l'umana rise di nuovo in
modo sguaiato.
Bella barcoll all'indietro. E Zsadist tenne gli occhi fissi su di lei anche quando cambi
posizione per bere pi avidamente. Incapace di restare un minuto di pi, Bella si smaterializz verso
l'unico posto che le venne in mente.
La casa della sua famiglia.
Capitolo 38
Il Reverendo desidera vederla.
Phury alz gli occhi dal bicchiere di selz che aveva ordinato. Uno dei mastodontici buttafuori di
colore dello ZeroSum torreggiava sopra di lui; intorno al Moro aleggiava una sorta di tranquilla aria
minacciosa.
Qualche motivo in particolare?
Lei  un cliente di riguardo.
Allora dovrebbe lasciarmi in pace.
 un no?
Phury inarc un sopracciglio. S,  un no.
Il Moro spar e torn con i rinforzi. Due tizi grossi quanto lui. Il Reverendo desidera vederla.
S, me l'hai gi detto.
Subito.
Il solo motivo per cui Phury scivol fuori dal spar fu che il terzetto sembrava pronto a
sollevarlo di peso e non ci teneva ad attirare l'attenzione su di s ingaggiando una rissa.
Non appena mise piede nel suo ufficio, cap che il Reverendo era di pessimo umore. Non che
fosse una novit.
Lasciateci soli mormor il vampiro da dietro la scrivania.
Quando la stanza si svuot si mise comodo sulla sedia, gli occhi viola si fecero penetranti.
L'istinto sugger a Phury di far scivolare una mano dietro la schiena, vicino al pugnale che teneva
infilato nella cinta dei pantaloni.
Dunque, ho ripensato al nostro ultimo incontro esord il Reverendo, unendo le punte delle
lunghe dita; la lampada sul soffitto metteva in risalto i suoi zigomi alti, la mascella pronunciata e le
spalle larghe. Aveva dato una spuntatina al taglio alla mohicana e adesso la cresta nera era alta non pi
di cinque centimetri. S... ho riflettuto sul fatto che adesso conosci il mio piccolo segreto. Mi sento
esposto.
Phury rimase in silenzio, chiedendosi dove diavolo volesse andare a parare.
Il Reverendo spinse indietro la sedia e mise la caviglia di una gamba sul ginocchio dell'altra. La
giacca del costoso completo si apr, rivelando l'ampio torace. Puoi immaginare come mi sento.  un
pensiero che non mi fa dormire.
Prova con l'Ambien. Ti metter KO.
O potrei provare con le canne. Proprio come fai tu, giusto? Si pass una mano sulla cresta di
capelli, arricciando le labbra in un sorriso d'intesa. Gi, non mi sento per niente al sicuro.
Che bugia. L'amico era sempre circondato da guardie del corpo tanto scaltre quanto letali. E di
certo sapeva badare a se stesso. Inoltre, in caso di scontro fisico, i symphath godevano di vantaggi
sconosciuti a chiunque altro.
Il Reverendo smise di sorridere. Pensavo che magari potevi svelarmi anche tu il tuo segreto.
Cos saremmo pari.
Io non ho nessun segreto.
Cazzate... fratello. Gli angoli della bocca del Reverendo si incresparono di nuovo, ma gli
occhi viola rimasero gelidi. Perch tu sei un membro della confraternita. Tu e gli altri marcantoni con
cui vieni sempre qui. Quello con il pizzetto che beve la mia vodka, il tizio con la faccia tutta rovinata
che succhia il sangue delle mie puttane. Non so cosa pensare dell'umano che bazzicate, ma poco
importa.
Phury gli scocc un'occhiata penetrante. Hai appena violato tutte le consuetudini sociali della
nostra specie. D'altronde, perch dovrei aspettarmi un comportamento corretto da parte di uno
spacciatore di droga?
E i consumatori abituali sono dei bugiardi matricolati. Quindi la domanda era inutile
comunque, giusto?
Stai molto attento, amico disse a bassa voce Phury.
Perch, altrimenti? Mi stai dicendo che sei un fratello e che quindi farei meglio a darmi una
regolata se non voglio ricevere una bella lezione?
La salute  una cosa che non si dovrebbe mai dare per scontata.
Perch non lo ammetti? O forse voi fratelli avete paura che la razza che avete deluso si ribelli?
Vi state nascondendo da tutti noi per via del lavoro di merda che avete fatto ultimamente?
Phury fece per andarsene. Non so proprio perch stai parlando con me.
Quanto al tuo fumo la voce del Reverendo era tagliente come una lama, l'ho appena finito.
Phury sent una stretta fastidiosa al petto. Esistono altri spacciatori, non sei certo l'unico sulla
piazza replic, guardando il Reverendo da sopra la spalla.
Allora cercartene un altro e buon divertimento.
Phury pos la mano sulla maniglia. Quando non riusc a girarla, si volt di nuovo. Il Reverendo
lo fissava, immobile e sornione come un gatto. Lo teneva prigioniero nel suo ufficio con la sola forza
del pensiero.
Phury aument la stretta sulla maniglia e tir, staccandola di netto. La porta si apr, e lui gett il
pezzo di ottone sulla scrivania del Reverendo.
Credo dovrai farla aggiustare.
Fece due passi prima che una mano lo afferrasse per il braccio. Il volto del Reverendo era duro
come la pietra, e anche la sua stretta. Strizz appena gli occhi viola e tra i due vampiri scatt qualcosa,
una sorta di scambio... una corrente...
All'improvviso Phury fu sopraffatto da un tremendo senso di colpa, come se qualcuno avesse
messo a nudo i suoi assilli pi profondi e i suoi timori per il futuro della razza. Schiacciato da una
pressione tanto angosciante, non pot fare a meno di reagire. Sull'onda di quelle sensazioni, si ritrov a
dire di slancio: Noi viviamo e moriamo per la nostra gente. La specie  la nostra prima e unica
preoccupazione. Combattiamo ogni notte e contiamo i vasi dei lesser che abbiamo ucciso.  agendo
nella massima segretezza che proteggiamo i civili. Meno sanno di noi, pi sono al sicuro. Per questo a
un certo punto siamo spariti dalla circolazione.
Non appena ebbe pronunciato quelle parole, si lasci sfuggire un'imprecazione.
Maledizione, allora  vero che non ti puoi mai fidare di un symphath.
Lasciami andare, mangiatore di peccati sibil a denti stretti. E non ti azzardare a entrare di
nuovo nella mia testa.
La morsa di acciaio si allent all'istante e il Reverendo si inchin leggermente, in un'imprevista
manifestazione di rispetto che lasci Phury a bocca aperta. Be', non ci crederai, guerriero, ma 
appena arrivata una partita di erba.
Detto questo gli pass davanti e lentamente si confuse tra la folla. Il taglio alla mohicana, le
spalle larghe e la sua aura misteriosa sparirono, in mezzo ai clienti di cui alimentava le dipendenze.
Bella prese forma davanti alla casa della sua famiglia. Le luci esterne erano spente, il che era
molto strano, ma lei stava piangendo quindi in ogni caso non avrebbe visto granch. Entr, disattiv il
sistema d'allarme e rimase ferma nell'atrio.
Ripens a Zsadist. Come aveva potuto farle una cosa del genere? Tanto valeva che facesse
sesso davanti a lei. Dio, aveva sempre saputo che poteva essere crudele, ma cos era davvero troppo
anche per lui...
Per non si trattava di una ripicca per l'affronto che gli aveva fatto in pubblico, giusto? No,
sarebbe stato troppo meschino. Aveva il sospetto che il morso a quell'umana fosse in realt una rottura
plateale. Con quel gesto voleva mandarle un messaggio. Voleva dirle senza mezzi termini che lei non
era la benvenuta nella sua vita.
Be', aveva funzionato.
In preda a un profondo senso di sconforto e di disfatta, si guard intorno nel salone d'ingresso.
Era tutto come al solito. La tappezzeria di seta azzurra, il pavimento di marmo nero, lo scintillante
lampadario a bracci appeso al soffitto. Era come tornare indietro nel tempo. Lei era cresciuta in quella
casa, l'ultima creatura che sua madre aveva dato alla luce, la prediletta di un fratello che la adorava, la
figlia di un padre che non aveva mai conosciuto...
Un momento. Era tutto cos silenzioso. Troppo silenzioso.
Mahmen? Lahni? Silenzio. Si asciug le lacrime. Lahni?
Dov'erano i doggen? E sua madre? Sapeva che a quell'ora Rehv era fuori a fare qualunque cosa
facesse di notte, quindi non si aspettava di vederlo. Ma gli altri erano sempre a casa.
Si avvicin allo scalone semicircolare e chiam di nuovo. Mahmen?
Sal al piano di sopra e corse nella stanza di sua madre. Il letto era sfatto, le lenzuola in
disordine... Una cosa che i doggen non avrebbero mai consentito, in circostanze normali. Con un brutto
presentimento si diresse in fondo al corridoio, fino alla stanza di Rehvenge. Anche il suo letto era per
aria, le lenzuola di Frette e le montagne di coperte di pelliccia che lui usava sempre gettate in un
angolo. C'era un disordine inusuale.
La casa non era sicura, ecco perch Rehv aveva insistito per farla restare con la confraternita.
Corse fuori in corridoio e gi dalle scale. Per smaterializzarsi doveva uscire in giardino, perch
i muri della casa erano rinforzati da un'armatura interna di acciaio.
Usc come una furia dal portone principale... ma dove poteva andare? Non conosceva nemmeno
l'indirizzo della casa sicura di suo fratello, ed era l che Rehvenge aveva trasferito mahmen e i doggen.
E non aveva intenzione di perdere tempo a telefonargli, non dentro casa.
Non aveva altra scelta. Aveva il cuore infranto, aveva paura, era arrabbiata ed esausta e la
prospettiva di tornare al quartier generale della confraternita la faceva stare ancora peggio. Ma non era
il momento di fare la stupida. Chiuse gli occhi e svan, per ricomparire subito dopo a casa dei fratelli.
Zsadist se la sbrig in fretta con la puttana. Poi si concentr su Bella. Poich nelle vene di Bella
scorreva un po' del suo sangue, sent che si stava materializzando da qualche parte, in direzione sudest.
Triangol la sua destinazione, localizzandola nell'area compresa tra Bellman Road e Thorne Avenue:
un quartiere molto chic. Evidentemente era tornata a casa dei suoi.
Subito si mise in allerta. Quella telefonata di suo fratello gli suonava strana. Novanta su cento
c'era sotto qualcosa. Altrimenti perch Rehvenge avrebbe preteso che Bella restasse con la
confraternita dopo aver minacciato di colpirla con un provvedimento di sehclusion?
Stava per andare a prenderla, quando sent che si era spostata di nuovo. Questa volta era
atterrata davanti al quartier generale della confraternita. E si era fermata l.
Grazie a Dio. Per il momento non doveva preoccuparsi della sua incolumit.
D'un tratto la porta del club si apr e Phury usc con un'aria decisamente risoluta. Hai fatto?
S.
Allora dovresti tornare a casa e aspettare di rimetterti in forze.
Sono gi in forze. Pi o meno. Z...
Phury si interruppe di colpo e tutti e due voltarono la testa di scatto verso Trade Street. Tre
uomini con i capelli bianchi e vestiti di nero stavano passando in fila indiana. I lesser guardavano fisso
davanti a s come se avessero individuato un bersaglio e si apprestassero ad accerchiarlo.
Senza una parola, Z e Phury si lanciarono in una corsa silenziosa muovendosi leggeri sulla neve
fresca. Quando sbucarono in Trade Street videro che i lesser non stavano puntando una preda, ma
avevano un appuntamento con un gruppo di loro simili. E due di quei bastardi avevano i capelli castani.
Z strinse nel palmo il pugnale senza mai perdere di vista i lesser con la testa scura. Beata
Vergine del Fado, fa' che uno sia quello che sto cercando.
Aspetta, Z sibil Phury tirando fuori il cellulare. Non ti muovere, chiamo rinforzi.
Cosa ne dici di chiamarli... replic Z sfoderando il pugnale mentre io faccio fuori quei figli
di puttana?
Detto questo prese il largo, il pugnale basso sulla coscia perch la zona era ad alta esposizione,
frequentata da un sacco di umani.
I lesser lo videro immediatamente e si misero subito in posizione di attacco, le ginocchia
leggermente piegate, le braccia sollevate. Quando il vampiro arretr nell'ombra, lo seguirono in
formazione completa.
Dopo che le tenebre li ebbero inghiottiti tutti, Zsadist alz il pugnale nero. Scopr le zanne e si
lanci all'attacco.
Capitolo 39
Albeggiava quando U giunse a piedi al capanno e apr la porta. Entrando rallent, voleva
assaporare il momento. Il quartier generale era suo. Era diventato il Fore-lesser. O non c'era pi.
Non riusciva a credere di averlo fatto. Non riusciva a credere di avere avuto le palle per
chiedere all'Omega un cambio al vertice. E, soprattutto, non riusciva a credere che il padrone avesse
concordato con lui, richiamando alla base O.
Non era nella sua natura assumere il comando, ma non vedeva alternative. Dopo tutto ci che
era accaduto il giorno prima con i Beta ribelli, gli arresti e le insubordinazioni, tra i lesser stava per
scoppiare l'anarchia pi totale. E nel frattempo O, il capo, non faceva un cazzo di niente. Sembrava
addirittura scocciato di essere richiamato al dovere.
U si era trovato con le spalle al muro. Era nella Societ da quasi due secoli e non gli andava gi
di vederla degenerare in una confederazione sfilacciata di killer a contratto, disorganizzati e pasticcioni,
che ogni tanto andavano a caccia di vampiri. Per l'amor del cielo, stavano gi perdendo di vista il loro
obiettivo principale ed erano passati solo tre giorni da quando O aveva cominciato a fare casini.
No, la Societ andava gestita con mano ferma e decisa nella dimensione temporale. Ragion per
cui O andava sostituito.
Si sedette al tavolo in legno grezzo e accese il portatile. Per prima cosa doveva convocare
un'assemblea generale e dare una dimostra-zione di forza. Quella era l'unica cosa che O aveva gestito
nel modo giusto. Gli altri lesser lo avevano temuto.
Richiam una lista di Beta per individuarne uno da sacrificare in modo esemplare, ma aveva
appena cominciato a esaminarla quando sullo schermo del computer comparve un messaggio istantaneo
con una pessima notizia. La notte prima, in centro, era scoppiata una sanguinosa battaglia. Due membri
della confraternita contro sette assassini. Per fortuna sembrava che entrambi i fratelli fossero rimasti
feriti, ma solo uno dei lesser era sopravvissuto allo scontro, il che significava che i ranghi della Societ
si erano ulteriormente ridotti.
Maledizione, reclutare nuovi membri diventava di prioritaria importanza, adesso, ma dove
diavolo avrebbe trovato il tempo di farlo? Prima doveva prendere in mano le redini della situazione.
Si sfreg gli occhi, pensando a tutto il lavoro che lo attendeva.
Benvenuto nel meraviglioso mondo del Fore-lesser, pens mentre componeva un numero al
cellulare.
Bella scocc un'occhiataccia a Rhage, incurante del fatto che il vampiro la sovrastasse di una
ventina di centimetri e pesasse una settantina di chili pi di lei.
Disgraziatamente lui non parve per nulla impressionato dalla sua irritazione. E non si spost di
un solo millimetro dalla porta della camera da letto che stava bloccando.
Ma io voglio vederlo.
Non  il momento migliore, Bella.
 ferito gravemente?
Questi sono affari della confraternita disse Rhage il pi gentilmente possibile. Non insistere.
Ti terremo informata sugli sviluppi.
Oh, non ne dubito. Proprio come mi avete detto che era ferito. Per l'amor del cielo, ho dovuto
scoprirlo da Fritz!
Proprio allora la porta della stanza si spalanc.
Zsadist era torvo come non mai ed era conciato male. Aveva un occhio pesto e gonfio, il labbro
spaccato e un braccio al collo. Il collo e la testa erano costellati di piccoli tagli, forse era rimbalzato su
dei ciottoli o roba del genere.
Bella rabbrivid. Z la guard di sfuggita e i suoi occhi passarono in un lampo dal nero al giallo,
poi si concentr su Rhage.
Phury sta riposando, finalmente disse in fretta. Quindi, con un cenno del capo in direzione di
Bella, aggiunse: Se  venuta ad assisterlo, lasciala entrare. La sua presenza gli far bene.
Dopo di che si allontan zoppicando lungo il corridoio; trascinava la gamba sinistra come se la
coscia non funzionasse a dovere.
Con un'imprecazione, Bella lo segu, anche se non riusciva a spiegarsi perch continuasse a
darsi tanta pena per lui. Zsadist non avrebbe accettato n il suo sangue n il suo amore... figurarsi la sua
compassione. Da lei non voleva un accidente di niente.
Be', a parte mandarla via.
Prima che riuscisse a raggiungerlo, lui si ferm di colpo voltandosi a guardarla. Se Phury
avesse bisogno di nutrirsi gli permetterai di attaccarsi alla tua vena?
Lei rimase di sasso. Non soltanto aveva bevuto da un'altra, ma non aveva difficolt a dividerla
con il suo gemello. Questione di un attimo, niente di che. Cristo, ma era cos facile disfarsi di lei?
Quello che avevano condiviso non aveva proprio nessuna importanza?
Glielo permetterai? la incalz Zsadist, socchiudendo i suoi nuovi occhi gialli. Bella?
S disse lei con un filo di voce. Mi prender cura di lui.
Grazie.
In questo preciso momento credo di odiarti.
Era ora.
Lei gir sui tacchi, pronta a tornare da Phury, quando Zsadist mormor piano: Ti  venuto il
ciclo?.
Oh, fantastico, un altro verme. Voleva sapere se l'aveva messa incinta.
Lo squadr truce da sopra la spalla.  da un po' che ho i dolori mestruali. Non hai niente di cui
preoccuparti.
Z annu.
Prima che potesse allontanarsi, Bella sibil rabbiosa: Dimmi una cosa. Se fossi incinta mi
sposeresti?.
Provvederci a te e al tuo bambino in attesa che un altro maschio accetti di farlo.
Il "mio" bambino... come se non fosse per met tuo. Quando lui non ribatt, lei non pot fare
a meno di continuare. Non lo riconosceresti neppure?
Per tutta risposta, Z incroci le braccia al petto.
Bella scosse la testa. Cristo santo... sei proprio freddo come il ghiaccio, eh?
Lui rimase a fissarla a lungo. Non ti ho mai chiesto niente, o sbaglio?
Oh, no, non l'hai mai fatto. Poi con una risatina secca aggiunse: Non ti abbasseresti mai a
tanto.
Prenditi cura di Phury. Ne ha bisogno. E anche tu.
Non azzardarti a dirmi quello di cui ho bisogno.
Senza attendere una reazione, torn a passo di carica in fondo al corridoio, spinse da parte
Rhage e si chiuse dentro con il gemello di Zsadist. Era talmente imbestialita che ci mise qualche
secondo prima di accorgersi che era buio pesto e che la stanza era impregnata di un buon profumo di
cioccolato, tipico del fumo rosso.
Chi c'? gracchi Phury dal letto.
Bella rispose lei schiarendosi la gola.
Un sospiro strozzato si lev nell'aria. Ciao.
Ciao. Come stai?
Bello pimpante, grazie per avermelo chiesto.
Lei abbozz un sorriso. Finch non gli and vicino. Si accorse che Phury era sdraiato sopra le
coperte e aveva addosso solo un paio di boxer. Aveva l'addome fasciato ed era martoriato di lividi ed
escoriazioni e - oh, Dio - la sua gamba...
Non preoccuparti disse asciutto lui.  da pi di un secolo che mi mancano il piede e lo
stinco. E sto bene, davvero. Solo qualche danno estetico.
Allora perch hai quella benda sulla pancia?
Mi snellisce i fianchi.
Bella rise. Si aspettava di trovarlo moribondo, e in effetti aveva l'aria di essersela vista brutta,
ma non era in fin di vita.
Cos' successo? gli chiese.
Mi hanno colpito al fianco.
Con cosa?
Un coltello.
Lei si sent mancare. Forse Phury stava bene solo in apparenza.
Sto bene, Bella. Davvero. Altre sei ore e sar pronto a tornare sul campo. Ci fu qualche
secondo di silenzio. E tu cosa mi racconti? Tutto bene?
Volevo solo vedere come stavi.
Be'... sto bene.
E... ehm... hai bisogno di nutrirti?
Phury si irrigid, poi all'improvviso allung un braccio verso il piumone, tirandoselo sopra
l'inguine. Bella si chiese perch mai si comportasse come se avesse qualcosa da nascondere... Ah,
giusto. Accidenti.
Per la prima volta lo vide per il maschio che era. Era proprio bello, con quei capelli cos lunghi
e folti e il volto dai lineamenti classici. Anche il fisico era spettacolare, gonfio dei muscoli rigogliosi
che mancavano al suo gemello. Ma, per quanto fosse attraente, non era il suo tipo.
Che peccato, pens. Per tutti e due. Dio, quanto le dispiaceva farlo soffrire.
Allora? lo incalz. Hai bisogno di sangue fresco?
Ti stai offrendo volontaria?
Bella deglut. S. Posso... offrirti la mia vena?
Una strana fragranza satur la stanza, talmente forte da eclissare l'aroma del fumo: era l'odore
intenso e penetrante del desiderio di un vampiro maschio. Il desiderio che Phury sentiva per lei.
Bella chiuse gli occhi. Se accettava la sua offerta, sperava di riuscire ad arrivare fino in fondo
senza scoppiare a piangere.
Qualche ora pi tardi, mentre il sole tramontava, Rehvenge fiss i drappi funebri appesi al
ritratto della sorella. Quando il cellulare suon, controll il numero sul display e lo apr.
Ciao, Bella disse piano.
Come facevi a sapere...
Che eri tu? Numero riservato. Molto riservato, se nemmeno questo telefono  in grado di
localizzarne la provenienza. Almeno era ancora al sicuro al quartier generale della confraternita,
pens. Ovunque fosse. Sono contento di sentirti.
Sono passata da casa, ieri sera.
Rehv strinse convulsamente il cellulare. Ieri sera? Per la miseria! Avevo chiesto espressamente
di non farti...
Dal telefono gli giunsero dei singhiozzi angosciati, struggenti. Di fronte a tanta sofferenza lui
rimase senza parole, senza pi voglia di litigare.
Bella? Che cosa c'? Bella? Bella? Oh, Ges! Qualcuno dei fratelli ti ha fatto del male?
No. Trasse un profondo respiro. E non urlare con me. Non lo sopporto. Ho chiuso con te e
con le tue sfuriate. Basta.
Lui si riemp i polmoni d'aria cercando di non perdere la calma. Che cosa  successo?
Quando posso tornare a casa?
Parlami.
Silenzio. Evidentemente sua sorella non si fidava pi di lui. Merda... Poteva biasimarla?
Bella, per favore. Mi dispiace... Voglio solo che parli con me. Non ricevette risposta, allora
disse: Ho...?. Si schiar la gola. Ho rovinato le cose fino a questo punto con te?
Quando posso tornare a casa?
Bella...
Rispondi alla mia domanda, fratello caro.
Non lo so.
Allora voglio andare nella casa sicura.
Non puoi. Te l'ho gi detto tanto tempo fa: se le cose si mettono male non voglio che tu e
mahmen stiate nello stesso posto. Senti, perch vuoi venire via da l? Soltanto ieri non volevi andare da
nessun'altra parte.
Ci fu una lunga pausa. Sono andata in calore.
Rehv sent l'aria che gli usciva dai polmoni e restava intrappolata nella cassa toracica. Chiuse
gli occhi. Sei stata con uno di loro?
S.
Sedersi sembrava un'ottima idea, al momento, peccato non ci fossero sedie a portata di mano. Si
appoggi al bastone, piegandosi in ginocchio sul tappeto Aubusson. Proprio di fronte al ritratto di
Bella. Stai... bene?
S.
E lui ha chiesto la tua mano.
No.
Come, scusa?
Non mi vuole.
Rehv scopr le zanne. Sei incinta?
No.
Grazie a Dio. Chi  stato?
Non te lo direi neanche morta, Rehv. Senti, vorrei tanto andarmene via da qui.
Cristo... Bella nel suo periodo fertile in una casa piena di maschi, di guerrieri dal sangue caldo.
C'era anche il Re cieco. Cazzo. Dimmi che  stato uno solo a prendersi cura di te. Uno solo e non ti ha
fatto del male.
Perch? Hai paura che tua sorella sia una sgualdrina? Hai paura che la glymera mi metta
ancora al bando?
Al diavolo la glymera.  perch ti voglio bene... e non sopporto l'idea che la confraternita
possa averti sfruttata proprio quando eri vulnerabile.
Segu una pausa. Mentre aspettava una risposta, la gola gli bruciava da morire, come se avesse
ingoiato una scatola di puntine da disegno.
 stato soltanto uno, e io lo amo disse Bella. Mi ha dato la possibilit di scegliere tra stare
con lui ed essere narcotizzata, tanto vale che tu lo sappia. Ho scelto lui. Ma non ti dir mai come si
chiama. In tutta franchezza, non voglio mai pi parlare di lui. Allora, quando posso tornare a casa?
Okay. Quella era una buona notizia. Almeno poteva portarla via da l.
Dammi il tempo di trovare un rifugio sicuro. Richiamami tra mezz'ora.
Aspetta, Rehvenge, voglio che ritiri la richiesta di sehclusion. Fallo e io accetter di
sottopormi a delle misure di sicurezza tutte le volte che esco, se questo ti fa stare meglio. Ci stai?
Lui si mise una mano sugli occhi.
Rehvenge? Dici di volermi bene. Allora dimostralo. Ritira quella richiesta e io ti prometto la
mia collaborazione... Rehvenge?
Lui abbass il braccio e guard il ritratto della sorella. Era bella, pura... L'avrebbe custodita cos
per sempre, se solo avesse potuto, ma non era pi una bambina. E si stava dimostrando molto pi
determinata e forte di quanto avesse immaginato. Avere passato quello che aveva passato, essere
sopravvissuta...
D'accordo... La ritirer.
Ti chiamo tra mezz'ora.
Capitolo 40
Scese la notte e il capanno rimase al buio. U era stato tutto il giorno davanti al computer. Via
e-mail e cellulare aveva rintracciato i ventotto lesser sopravvissuti nell'area di Caldwell e aveva
convocato un'assemblea generale per mezzanotte. Li avrebbe riorganizzati in squadre, affidando il
reclutamento a un'unit operativa di cinque elementi.
Dopo la riunione di quella notte avrebbe destinato alle azioni in citt solo due squadre di Beta.
Ormai i vampiri civili non si facevano pi vedere molto nei bar del centro perch troppi di loro erano
stati catturati in zona e sottoposti alle tecniche di persuasione. Era tempo di spostare altrove l'obiettivo.
Dopo attenta riflessione, aveva deciso di dislocare il resto dei suoi uomini nei quartieri
residenziali. I vampiri erano attivi di notte. A casa loro. Era solo questione di individuarli in mezzo agli
umani...
Sei proprio un pezzo di merda.
U balz su dalla sedia.
Sulla soglia del capanno c'era O, completamente nudo. Aveva il petto coperto di graffi, il volto
tumefatto e i capelli scarmigliati. Sembrava stravolto e incazzato.
Quando chiuse la porta con un crac, U fu incapace di muoversi: per quanto si sforzasse, non
riusciva ad assumere la posizione di difesa, i muscoli non rispondevano ai comandi. Non restava che
scoprire chi dei due fosse il Fore-lesser, adesso.
Hai dimenticato due cose importanti disse O sfilando con non-curanza un coltello da un
fodero appeso al muro. La prima  che l'Omega  molto volubile e la seconda  che ha un debole per
me. Non ci ho messo molto a rientrare nelle sue grazie.
Vedendo arrivare il coltello, U cerc di scappare, tent di gridare.
Buonanotte, U. E saluta tanto l'Omega, quando lo vedi. Ti sta aspettando.
Le sei. Era quasi ora di andare.
Nella camera degli ospiti, Bella si guard intorno; doveva aver messo in valigia tutto quello che
aveva portato con s. Non era granch, tanto per cominciare, e comunque la notte prima aveva liberato
la camera di Zsadist. Quindi era gi quasi tutto dentro un borsone L.L. Bean.
Da un momento all'altro Fritz sarebbe venuto a prendere le sue cose per portarle a casa di
Havers e Marissa. Grazie a Dio entrambi avevano accettato di fare un favore a Rehvenge ospitandola.
La loro dimora signorile e la clinica erano un'autentica roccaforte. Persino Rehvenge era convinto che
l sarebbe stata al sicuro.
Alle sei e mezzo si sarebbe smaterializzata per andare da loro, e l avrebbe incontrato Rehv.
Per l'ennesima volta fece un giro in bagno per controllare dietro la tenda della doccia se aveva
preso il suo shampoo. S, non c'era pi niente. E non c'era pi niente di suo nemmeno in camera da
letto. Dopo la sua partenza, nessuno avrebbe saputo che era stata in quella casa. Nessuno avrebbe...
Oh, Cristo, falla finita, pens.
Bussarono alla porta, and ad aprire. Ciao, Fritz, la borsa  sul...
In corridoio c'era Zsadist, in tenuta da combattimento. Pantaloni di pelle. Pistole. Pugnali.
Bella fece un balzo all'indietro. Cosa ci fai qui?
Lui entr nella stanza senza dire una parola. Ges, aveva tutta l'aria di voler prendere a pugni il
mondo.
Non mi serve una guardia del corpo disse Bella cercando di mantenere la calma. Voglio
dire, se  per questo che sei venuto. Tra poco mi smaterializzer per andare alla clinica e quello  un
posto sicuro.
Z la fissava in silenzio, tutto potenza muscolare e forza virile.
Sei venuto per qualcosa o per stare l impalato a guardarmi? sbott lei.
Lui si chiuse la porta alle spalle e il cuore prese a galopparle nel petto. Specialmente quando
sent scattare la serratura.
Indietreggi fino a ritrovarsi contro il letto. Cosa vuoi, Zsadist?
Lui avanz come una fiera che ha puntato la preda, gli occhi gialli fissi su di lei, il corpo in
tensione, pronto a scattare. Non ci voleva un genio per capire che genere di sfogo stesse cercando.
Non dirmi che sei venuto qui per portarmi a letto.
Va bene, non te lo dir. La sua voce era un ringhio profondo e sensuale.
Bella tese una mano davanti a s. Gi, magari bastasse a fermarlo! Zsadist poteva possederla
come e quando gli pareva, che lei lo volesse oppure no. Solo che, come un'idiota, lei non voleva
respingerlo. Anche dopo tutto quello che le aveva fatto, lei lo desiderava ancora. Maledizione.
Mi rifiuto di fare sesso con te.
Non sono qui per me disse lui avvicinandosi.
Oh, Dio. Il suo odore... il suo corpo... cos vicino. Era proprio una stupida.
Stai lontano da me. Non ti voglio pi.
S, invece. Lo sento dall'odore. Allung una mano e le tocc il collo, facendo scorrere l'indice
lungo la giugulare. E lo sento pulsare in questa vena.
Ti odier se lo farai.
Mi odi gi.
Magari fosse vero... Io non verr a letto con te, Zsadist,  assolutamente escluso.
Lui si chin per avvicinare la bocca al suo orecchio. Non te lo sto chiedendo.
Allora cosa vuoi? disse lei spingendolo via per le spalle senza riuscire a spostarlo di un
millimetro. Accidenti a te, perch fai cos?
Perch esco adesso dalla stanza di mio fratello.
Come, scusa?
Non lo hai lasciato bere sibil Zsadist sfiorandole il collo con le labbra. Poi si scost e la
guard. Non lo accetterai mai, vero? Non accetterai mai di stare con Phury, anche se il mio gemello 
il maschio giusto per te.
Zsadist, per l'amor del cielo, lasciami in pace...
Non vuoi stare con mio fratello. Quindi non tornerai mai pi, giusto?
Lei espir con forza. No.
Per questo sono venuto.
La rabbia che le ribolliva dentro crebbe fino a fondersi con il desiderio che provava per il suo
sesso. Non capisco. Non ti sei lasciato sfuggire nessuna occasione per respingermi. Ricordi quel
simpatico episodio nel vicolo, ieri notte? Hai bevuto da quella donna per convincermi ad andare via,
giusto? Non c'entrava niente il commento che avevo fatto sulla tua debolezza.
Bella...
Poi volevi che andassi con Phury. Senti, io so che non mi ami, ma tu sai perfettamente quello
che provo per te. Hai idea di cosa significhi sentirsi chiedere da chi ami di nutrire qualcun altro?
Zsadist abbass la mano. Si allontan di qualche passo.
Hai ragione disse sfregandosi la faccia. Non dovrei essere qui, ma non potevo lasciarti
andare senza prima... In un angolo della mia mente ho sempre pensato che saresti tornata. Per stare con
Phury, capisci? Ero convinto che ti avrei rivista, anche se da lontano.
Oh, cielo! Adesso ne aveva proprio abbastanza. Perch diavolo dovrebbe importarti di
vedermi?
Lui si limit a scuotere la testa, voltandosi verso la porta. Cosa che scaten la violenza di Bella.
Rispondi! Perch ti interessa tanto se non torno pi? Zsadist aveva gi la mano sulla
maniglia. Perch ti interessa? grid.
Non mi interessai
In preda alla frustrazione, lei attravers la stanza come una furia con l'intento di picchiarlo,
graffiarlo, fargli male. Ma Zsadist si gir di scatto, e invece di schiaffeggiarlo gli prese la testa tra le
mani attirandolo sulle sue labbra. Lui la cinse tra le braccia, stringendola tanto da toglierle il respiro. Le
infil la lingua in bocca e la sollev da terra per portarla a letto.
Fare sesso in modo rabbioso, disperato, era una cattiva idea. Una pessima idea. In meno di un
secondo si ritrovarono avvinghiati sul materasso. Z le tolse i jeans e stava per morderle le mutandine
quando bussarono alla porta.
Da dietro i pannelli di legno, la voce di Fritz suon affabile e cerimoniosa come sempre.
Signora, se i suoi bagagli sono pronti...
Non adesso, Fritz farfugli Zsadist con voce gutturale. Scopr le zanne, lacer la seta degli
slip e la lecc. Cazzo...
La lecc di nuovo, avidamente, mugolando di piacere. Aggrappata alla sua testa, Bella si
mordeva il labbro per non mettersi a urlare, dimenando i fianchi.
Oh, padrone, chiedo scusa. Pensavo fosse in palestra.
Non adesso, Fritz.
Naturalmente. Quando crede...
Il resto delle parole del doggen si perse quando il ringhio erotico di Zsadist comunic a Fritz
tutto quello che c'era da sapere. E forse anche qualcosa di pi.
Oh, santo cielo. Mi perdoni, padrone. Torner a prendere le cose della signora quando... ehm...
quando avr finito.
Tenendola ferma per le cosce, Z continuava a leccarla senza darle tregua, sussurrandole parole
oscene. Lei si spingeva contro la sua bocca inarcando la schiena. Era cos focoso, cos vorace... Bella si
abbandon all'estasi. Lui prolung l'orgasmo all'infinito, continuando a eccitarla, a leccarla, e poi
ancora, da capo.
L'immobilit che segu la raggel quanto il distacco della bocca di lui dal proprio sesso. Zsadist
si sollev dalle sue cosce passandosi la mano sulla bocca, poi, guardandola, si lecc il palmo
catturando fino all'ultima goccia il sapore di lei.
E con questo hai finito, giusto? domand brusca.
Te l'avevo detto. Non sono venuto qui per fare sesso. Volevo solo questo. Solo sentirti per
l'ultima volta.
Bastardo egoista! Che ironia chiamarlo cos perch non se l'era scopata. Dio... Era
spaventoso.
Quando fece per prendere i jeans, lui si lasci sfuggire un verso gutturale. Credi che non sarei
pronto a uccidere pur di stare dentro di te in questo preciso momento?
Va' all'inferno, Zsadist. Vai al...
Con mossa fulminea lui la butt gi sul letto, schiacciandola sotto di s.
Io sono gi all'inferno sibil, premendo l'inguine contro di lei.
Dimen i fianchi, spingendo la gigantesca erezione dentro il nido vellutato che aveva appena
posseduto con la bocca. Con un'imprecazione si scost leggermente, abbass la cerniera dei calzoni e
affond con forza dentro di lei, dilatandola fin quasi a farle male. Quell'invasione le strapp un grido,
ma poi Bella sollev i fianchi per permettergli di spingersi ancora pi a fondo.
Zsadist l'afferr per le ginocchia, alzandole le gambe e stringendola sotto di s; poi cominci a
pompare con il suo fisico da guerriero, senza risparmiarle niente. Lei si teneva aggrappata al suo collo,
persa in quel ritmo sfrenato. Era cos che aveva sempre immaginato il sesso con lui. Brutale, scatenato,
selvaggio... primitivo. Quando raggiunse di nuovo l'orgasmo, anche Zsadist venne con un ruggito dopo
l'ultima, poderosa spinta. Il seme caldo la riemp completamente, riversandosi sulle cosce mentre lui
continuava a pompare.
Alla fine croll sopra di lei, lasciandole andare le gambe e respirando contro il suo collo.
Oh, Dio... non volevo che andasse a finire cos riusc a dire senza fiato.
Ne sono pi che sicura replic lei spingendolo via e rizzandosi a sedere; non si era mai
sentita tanto stanca in vita sua. Tra non molto devo vedere mio fratello. Voglio che tu te ne vada.
Zsadist imprec, un suono sordo, angosciato. Poi le allung le mutandine, senza lasciarle
andare. Rimase a guardarla a lungo, e come una sciocca lei attese che le dicesse quello che moriva dalla
voglia di sentire: Mi dispiace di averti fatta soffrire, ti amo, non andare via.
Un istante dopo Zsadist abbass la mano e si alz in piedi, sistemandosi e tirando su la cerniera
dei pantaloni. Poi si diresse verso la porta, muovendosi con la grazia letale che contraddistingueva la
sua camminata. Quando la guard da sopra la spalla, Bella si rese conto che mentre facevano l'amore
lui era armato fino ai denti. E completamente vestito.
Oh, ma tanto era stato solo sesso, giusto?
Mi dispiace... mormor.
Non dirmelo proprio adesso.
Allora... grazie, Bella... di... tutto. S, davvero. Io... ti ringrazio.
E con queste parole se ne and.
John si trattenne in palestra mentre il resto della classe usciva per andare nello spogliatoio.
Erano le sette di sera, ma avrebbe giurato che fossero le tre del mattino. Che giornata. I corsi erano
iniziati a mezzogiorno perch la confraternita voleva uscire presto. Avevano fatto lezione di tattica e di
informatica con due fratelli che si chiamavano Vishous e Rhage. Poi al tramonto era arrivato Tohr ed
era cominciato il supplizio. Le tre ore di allenamento erano state tremende. Giri di corsa. Ju jitsu.
Ancora addestramento all'uso delle armi nel corpo a corpo, compresa un'introduzione al nunchaku.
Quei due bastoni di legno uniti da una catena erano un incubo per lui, perch mettevano in
risalto tutti i suoi punti deboli, specialmente la sua pessima coordinazione mano-occhio. John per non
aveva intenzione di darsi per vinto. Mentre gli altri si facevano la doccia, torn nel deposito attrezzi a
prendere un nunchaku. Pensava di allenarsi fino all'arrivo dell'autobus; si sarebbe lavato a casa.
Cominci a roteare lentamente l'arma al suo fianco; quel vorticare produceva un suono
curiosamente rilassante. Aumentando a poco a poco la velocit lanci i bastoni per aria afferrandoli al
volo con l'altra mano. Ripet lo stesso esercizio sul fianco sinistro e and avanti cos finch ricominci
a sudare. Ancora e ancora e...
Quel maledetto coso lo colp con un tonfo sordo. Dritto in testa.
La botta gli pieg le ginocchia; dopo aver cercato invano di resistere, si accasci al suolo.
Puntellandosi su un braccio, si port una mano alla tempia. Stelle. Vedeva le stelle. Decisamente.
Mentre batteva freneticamente le palpebre, sent ridacchiare alle sue spalle. La soddisfazione di
quella risata gli fece capire subito di chi si trattava, ma si volt lo stesso a guardare. Lash era l, in
piedi, a un metro e mezzo di distanza. Era vestito in modo casual ma elegante, aveva i capelli biondi
bagnati e un sorriso sicuro di s, da gran figo.
Sei proprio un perdente.
John torn a concentrarsi sul tatami; non gli importava granch che Lash lo avesse sorpreso a
darsi una bastonata sulla zucca. Glielo aveva gi visto fare in classe, quindi non c'erano nuovi motivi di
umiliazione.
Dio... Se solo fosse riuscito a snebbiarsi la vista. Scosse la testa, allung il collo... e vide un
altro nunchaku sul materassino. Allora era stato Lash a tirarglielo addosso?
Non stai simpatico a nessuno, John. Perch non te ne vai e basta? Oh, aspetta... Questo
significherebbe che non potresti pi correre dietro ai fratelli, e allora cosa faresti tutto il giorno?
La sua risata venne bruscamente interrotta da una voce profonda che ringhi: Non muoverti,
biondino, non fiatare.
Una mano gigantesca comparve davanti a John, che guard in su. Sopra di lui torreggiava
Zsadist in perfetta tenuta da combattimento.
John afferr di riflesso la mano che gli stava di fronte e venne sollevato come un fuscello.
Gli occhi neri di Z erano due fessure sottili e brillavano di rabbia. L'autobus  arrivato, vai a
prendere la tua roba. Ci vediamo fuori dallo spogliatoio.
John si affrett ad attraversare la palestra. Quando uno come Zsadist ti diceva di fare una cosa,
tu la facevi e basta, e alla svelta. Giunto sulla soglia, per, non pot fare a meno di voltarsi indietro.
Il vampiro aveva preso Lash per il collo e adesso lo teneva alzato da terra con i piedi penzoloni.
La voce del guerriero era gelida come una tomba. Ti ho visto quando lo hai messo al tappeto e avrei
tanta voglia di farti fuori, solo che non mi va di affrontare i tuoi genitori. Per cui stammi bene a sentire,
moccioso: fai ancora una cosa del genere e io prima ti cavo gli occhi e poi te li faccio ingoiare. Ci
siamo capiti?
Per tutta risposta, Lash apr la bocca ma non emise suono. Poi si pisci nei pantaloni.
Lo prender per un s disse Zsadist, rimettendolo gi.
John non si trattenne oltre. Corse nello spogliatoio, afferr il borsone e un istante dopo era in
corridoio.
Z lo stava aspettando. Andiamo.
Il ragazzo lo segu nel parcheggio, chiedendosi per tutto il tragitto come ringraziarlo. Poi per
Zsadist si ferm accanto all'autobus e lo spinse dentro prima di salire a sua volta.
Sui sedili, gli studenti si fecero piccoli piccoli. Specialmente quando il guerriero sfoder un
pugnale.
Mettiamoci qui disse a John, puntando la lama nera sui due posti in prima fila.
S, okay. Perfetto. Qui va bene.
John si premette contro il finestrino mentre Zsadist tirava fuori una mela dalla tasca chinandosi
verso l'autista.
Ne manca ancora uno disse. E John e io scendiamo all'ultima fermata.
Il doggen al volante fece un profondo inchino. Naturalmente, padrone. Come desidera.
Lash sal lentamente a bordo, la striscia rossa che aveva intorno al collo ben visibile sulla pelle
pallida. Quando vide Zsadist, incespic.
Ci stai facendo perdere tempo, ragazzo lo apostrof il vampiro facendo scivolare il coltello
sotto la buccia della mela. Mettiti seduto.
Lash ubbid all'istante.
Il bus part e nessuno disse una parola. Specialmente quando venne alzato il pannello divisorio e
tutti si ritrovarono chiusi alle spalle dell'autista.
Zsadist sbucci la Granny Smith con mano esperta, in una striscia lunga fino a toccare il
pavimento. Quand'ebbe terminato, drappeggi il nastro verde sopra il ginocchio, tagli uno spicchio di
polpa bianca e lo infilz con il coltello, poi lo allung a John, il quale lo prese tra le dita e lo mangi,
mentre Z ne tagliava un altro per s e se lo portava alla bocca in punta di lama. Continuarono cos
finch della mela rest soltanto il torsolo.
Zsadist prese buccia e torsolo e li gett nel piccolo contenitore dei rifiuti accanto al sedile. Poi
pul la lama sui pantaloni di pelle e si mise a lanciare il coltello per aria riprendendolo al volo. And
avanti per tutto il tragitto fino in citt. Giunti alla prima fermata, ci fu una lunga esitazione dopo che il
pannello divisorio venne aperto. Due ragazzi scesero di corsa.
Il vampiro li segu con gli occhi neri - quasi volesse memorizzarne i volti - senza mai
interrompere il suo passatempo: il coltello andava su e gi, il metallo nero scintillava, il grosso palmo
lo afferrava al volo per il manico sempre nello stesso punto.
Questo si ripet a ogni fermata. Finch lui e John non rimasero soli.
Quando il pannello divisorio si chiuse, Zsadist fece scivolare il pugnale nel fodero sul petto. Poi
si spost sul sedile dall'altra parte del corridoio e si appoggi con la schiena al finestrino, gli occhi
chiusi.
John non era cos ingenuo da pensare che stesse dormendo. Il suo respiro non era cambiato. Era
sempre vigile. Non voleva interagire e basta.
Tir fuori blocco e penna. Scrisse in modo chiaro, pieg il foglio in due e lo tenne in mano.
Voleva ringraziarlo. Anche se il vampiro non sapeva leggere, lui doveva fare qualcosa.
Quando il bus si ferm e il divisorio si apr, lasci il foglio sul sedile del guerriero senza
nemmeno tentare di darglielo in mano. Fece molta attenzione a non alzare lo sguardo mentre scendeva i
gradini e attraversava la strada. Poi per si ferm sul prato davanti a casa a guardare il bus che
ripartiva, con la neve che gli cadeva sulla testa, sulle spalle, sulla sacca da ginnastica.
Il pulmino scomparve nella bufera e lui vide Zsadist in piedi sull'altro lato della strada. Il
fratello alz il foglio, stringendolo tra indice e medio. Annu una sola volta, se lo mise in tasca e si
smaterializz. John rest a fissare il punto in cui poco prima si trovava il vampiro. Grossi fiocchi di
neve stavano gi seppellendo le impronte lasciate dai suoi stivali.
Con un fragore metallico, la porta del garage si sollev alle sue spalle e la Range Rover usc in
retromarcia. Wellsie abbass il finestrino. Aveva raccolto i capelli rossi in uno chignon e indossava un
parka da sci nero. Il riscaldamento all'interno dell'auto, acceso al massimo, produceva un rombo sordo
alto quasi quanto quello del motore.
Ciao, John lo salut sporgendo la mano, e lui pos il palmo sul suo. Senti, era Zsadist quello
che ho appena visto?
Il ragazzo annu.
Cosa ci faceva qui?
Lui pos a terra il borsone e a gesti disse:  salito sull'autobus con me e mi ha accompagnato
fino a casa.
Wellsie si accigli. Preferirei che stessi alla larga da lui, okay? Lui... non va bene sotto molto
aspetti. Capisci cosa intendo?
In realt John non ne era cos sicuro. S, certo, a volte quel tipo ti metteva addosso una paura del
diavolo, ma alla fin fine non era poi tanto malvagio.
Sto andando a prendere Sarelle continu Wellsie. C' stato un imprevisto con la festa e
abbiamo perso tutte le mele, e adesso dobbiamo consultarci con certi devoti per vedere come risolvere
il problema. .. Vuoi venire?
Il ragazzo scosse la testa. Non voglio restare indietro in tattica.
Okay disse Wellsie con un sorriso. Ti ho lasciato un po' di riso e di salsa allo zenzero in
frigo.
Grazie! Sto morendo di fame.
Lo immaginavo. A dopo.
La salut con la mano mentre usciva in retromarcia dal vialetto e si allontanava lungo la strada.
Avviandosi verso casa, not distrattamente quant'erano profonde le tracce lasciate nella neve fresca
dalle catene che Tohr aveva montato sugli pneumatici della Rover.
Capitolo 41
Qui. O spalanc la portiera dell'Explorer prima ancora che il SUV si fermasse all'imbocco di
Thorne Avenue. Lanci un rapido sguardo su per la collina, poi scocc al Beta al volante un'occhiata
della serie apri bene le orecchie.
Gira un po' per il quartiere finch non ti chiamo. Poi vieni al civico 27. Non imboccare il viale
d'accesso, prosegui diritto. Una cinquantina di metri pi avanti il muro di cinta fa angolo. Aspettami
l. Quando il Beta annu, O sibil: Se mi combini qualche casino ti faccio sistemare dall'Omega.
Senza attendere che l'altro se ne uscisse con qualche stronzata tipo di me si pu fidare, scese
dal SUV e corse su per la leggera salita. Era un arsenale ambulante appesantito dalle armi e dagli
esplosivi, una specie di albero di Natale paramilitare.
Oltrepassati i due pilastri gemelli del numero 27 scrut il viale che si perdeva in lontananza.
Cinquanta metri pi avanti giunse all'angolo dove aveva ordinato a quell'idiota del Beta di passarlo a
prendere. Dopo una breve rincorsa, spicc un balzo degno di Michael Jordan. Il muro era alto tre metri
e riusc a saltarli senza problemi; ma quando si aggrapp con le mani venne colpito da ima scossa
elettrica violentissima. Un umano sarebbe rimasto arrostito, lui invece se la cav restando per qualche
istante senza fiato mentre si issava in cima al muro prima di saltare gi dall'altra parte.
Subito si accesero le luci di sicurezza. O trov riparo dietro un acero e tir fuori la pistola con il
silenziatore. Se c'erano cani da guardia era pronto a sparare. Attese di sentirli abbaiare. Niente. La villa
rimase buia e silenziosa, niente luci all'interno, niente guardie che arrivavano di corsa.
Attese qualche altro minuto studiando i dintorni con attenzione. Il retro della casa era sontuoso,
tutto mattoni rossi, rifiniture bianche, ampi terrazzi e porticati al primo piano. Anche il giardino era da
urlo. Dio... La manutenzione annuale di una tenuta come quella doveva costare pi di quanto una
famiglia media guadagnava in dieci anni.
Ora avviciniamoci ancora un po'. Corse verso la casa procedendo accovacciato, la pistola
puntata davanti a s. Giunto a ridosso del muro di mattoni esult, euforico. La finestra accanto alla
quale si era fermato era chiusa da stecche di metallo che correvano per tutta la sua lunghezza, e in
cima, nascosto in modo discreto, c'era un cassonetto a forma di parallelepipedo.
Persiane di acciaio avvolgibili. Tutte le finestre e le portefinestre ne erano dotate, a quanto
pareva.
Nel nordest, dove non ci si doveva preoccupare delle tempeste tropicali e degli uragani, un solo
tipo di proprietari montava quella roba su ogni lastra di vetro: il tipo che doveva proteggersi dalla luce
del sole.
L dentro ci vivevano dei vampiri.
Le tapparelle erano alzate perch era notte e O sbirci all'interno. Buio pesto, il che non era
incoraggiante, ma sarebbe entrato comunque.
Il problema era come procedere all'effrazione. C'era da scommettere che la casa fosse cablata e
dotata di un allarme a prova di bomba, e di certo questa gente non si era accontentata di sistemi di
sicurezza da quattro soldi. Doveva trattarsi di qualche tecnologia sofisticata.
Decise che la mossa migliore era staccare la corrente, quindi si mise in cerca della linea
principale. Trov il cuore dell'impianto sul fondo del garage a sei posti, incassato in un vano con un
sistema HVAC che comprendeva tre condizionatori d'aria, un aspiratore e un gruppo elettrogeno di
riserva.
Il grosso cavo rivestito di metallo usciva dal pavimento per poi dividersi in quattro cavi
secondari, a loro volta inseriti in quattro contatori diversi che ronzavano a tutto spiano.
O piazz un candelotto a miccia corta di esplosivo al plastico C4 alla base del quadro elettrico e
ne infil un altro al centro del generatore. Poi, da dietro il garage, li innesc tramite un telecomando a
distanza. Si udirono due esplosioni soffocate, seguite da una fiammata e da una nuvola di fumo che si
dirad in fretta.
Attese una decina di secondi per vedere se accorreva qualcuno. Non arriv nessuno. D'impulso
sbirci dentro il garage. Due posti auto erano vuoti, gli altri erano occupati da vetture di lusso.
Ora che la corrente era saltata, gir intorno alla casa per ispezionare la facciata anteriore
tenendosi rasente la siepe di bosso che correva sul davanti. Una portafinestra era l'ideale per entrare.
Con un pugno mand in frantumi un vetro, poi infil dentro la mano guantata e fece scattare la
serratura. Appena entrato, stava per richiudere la porta. Era essenziale che i contatti del sistema
d'allarme fossero a posto nel caso partisse un generatore d'emergenza... Porca puttana.
Sulla porta c'erano degli elettrodi al litio, il che significava che i contatti non dipendevano dalla
corrente elettrica. E... merda... lui si trovava sulla traiettoria di un raggio laser. Ges. Questa era
tecnologia all'avanguardia, come in certi musei di belle arti, alla Casa Bianca o nella camera da letto
del papa.
Il solo motivo per cui era riuscito a introdursi in quella casa era che qualcuno aveva voluto farlo
entrare.
Rizz le orecchie. Silenzio assoluto. Una trappola?
Rimase perfettamente immobile ancora per qualche secondo, trattenendo il fiato; prima di
attraversare in punta di piedi una serie di stanze che sembravano uscite da una rivista di arredamento, si
assicur che la pistola fosse pronta a sparare. Man mano che avanzava fu assalito dall'impulso di
sfregiare i quadri alle pareti, tirare gi i lampadari di cristallo, fracassare le gambe dei tavoli e delle
sedie d'antiquariato. Aveva voglia di dare fuoco alle tende, di cagare sul pavimento e di sfasciare tutto.
Perch quel posto era bellissimo e perch se la sua donna aveva veramente vissuto l significava che era
di gran lunga migliore di lui.
Girato l'angolo, si ritrov in una specie di soggiorno e si ferm di colpo.
Appeso a una parete, in una raffinata cornice dorata, c'era un ritratto di sua moglie; il quadro era
drappeggiato di seta nera. Sotto il dipinto, su un tavolino con il piano di marmo, erano posati un calice
d'oro rovesciato e un quadrato di stoffa bianca con sopra tre file di dieci piccole pietruzze. Ventinove
erano rubini, l'ultima, nell'angolo in basso a sinistra, era nera.
Il rituale era diverso da quelle cazzate cristiane che aveva conosciuto ai tempi in cui era ancora
un umano, ma si trattava sicuramente di un altare commemorativo in ricordo di sua moglie.
Le sue viscere presero a torcersi, sibilando come tanti serpenti. Fu sul punto di dare di stomaco.
La sua donna era morta.
Non guardarmi cos bofonchi Phury zoppicando per la stanza. Malgrado il fianco gli facesse
un male del diavolo, stava cercando di rimettersi in sesto per tornare sul campo e l'espressione da
chioccia di Butch non gli era di nessun aiuto.
Lo sbirro scosse la testa. Devi andare dal dottore, vecchio mio.
Ti sbagli ribatt il vampiro; gli rodeva ancora di pi l'anima al pensiero che l'umano non
avesse tutti i torti.
Se dovessi passare le tue giornate stravaccato sul divano, magari. Ma combattere? Andiamo,
amico. Se Tohr sapesse che vuoi uscire in queste condizioni reclamerebbe la tua testa su un piatto
d'argento.
Vero. Andr tutto bene. Devo solo fare un po' di esercizio.
Gi, un po' di stretching sar un toccasana per quel buco che hai nel fegato. Ora che ci penso,
potrei procurarti una bella pomata antidolorifica tipo Bengay. La spalmiamo sulla ferita e il gioco 
fatto. Ottimo piano.
Phury gli scocc un'occhiataccia. Butch inarc un sopracciglio.
Mi stai facendo incazzare, sbirro.
Non mi dire. Ehi, senti un po' questa... Puoi urlarmi dietro mentre ti porto da Havers, che ne
dici?
Non ho bisogno della scorta.
Ma se ti accompagno io, sapr di sicuro che ci sei andato. Butch tir fuori di tasca le chiavi
della Escalade e le fece dondolare tra le dita. E poi sono un ottimo tassista. Chiedi un po' a John.
Non voglio andarci.
Be'... per parafrasare Vishous, "con tutti i tuoi non voglio ti ritroverai nella merda fino al
collo".
Rehvenge parcheggi la Bentley davanti alla casa di Havers e Marissa e si avvi con cautela
verso il sontuoso portone. Alz il pesante batacchio a forma di testa di leone e lo lasci andare, e il
colpo riecheggi nel silenzio. Venne subito fatto accomodare da un doggen e introdotto in un salottino.
Marissa si alz da un divano foderato di seta e lui le rivolse un inchino mentre diceva al
maggiordomo che avrebbe tenuto il cappotto. Una volta rimasti soli lei gli corse incontro a braccia tese,
il lungo abito giallo pallido che si gonfiava dietro di lei come una leggera foschia. Rehvenge le prese
entrambe le mani e le baci.
Rehv... Sono cos felice che tu ti sia rivolto a noi. Siamo ansiosi di aiutarvi.
Apprezzo molto che abbiate accettato di ospitare Bella.
Bella  la benvenuta, pu fermarsi per tutto il tempo che desidera. Anche se mi piacerebbe che
mi dicessi qual  il problema.
Sono tempi bui, tutto qua. Il pericolo  sempre in agguato.
 vero. Marissa si accigli lanciando un'occhiata alle spalle dell'ospite. Ma lei non 
venuta?
Ci siamo dati appuntamento qui. Non dovrebbe tardare. Controll l'orologio. S... sono in
anticipo.
Attir Marissa verso il divano, e quando si sedettero le ricche pieghe del suo cappotto di
zibellino le coprirono i piedi. Lei si allung ad accarezzare la pelliccia, sorridendo appena. Rimasero in
silenzio per qualche secondo.
Rehvenge era ansioso di vedere Bella. In effetti era... nervoso.
Come ti senti? le chiese nel tentativo di distrarsi.
Oh, intendi dire dopo... Marissa arross. Bene. Molto bene. Io... ti ringrazio.
Gli piaceva molto il suo modo di fare, pens Rehvenge. Cos remissivo e dolce, cos timido e
schivo, anche se a detta di tutti Marissa era tra le rare bellezze della sua specie. Dio solo sapeva come
avesse fatto Wrath a trattenersi, con lei.
Tornerai da me? disse a bassa voce. Lascerai che ti nutra di nuovo?
S rispose lei abbassando lo sguardo. Se lo desideri.
Non vedo l'ora mormor sensuale lui. Quando Marissa alz gli occhi, Rehvenge si sforz di
sorridere, anche se non ne aveva nessuna voglia. Al momento era in vena di fare ben altre cose con la
bocca, nessuna delle quali l'avrebbe messa propriamente a suo agio. Meno male che c'era la dopamina.
Non preoccuparti, tahlly. Soltanto bere. Lo so.
Lei lo scrut seria, poi annu. E se tu... se avessi bisogno di nutrirti. ..
Rehv abbass il mento e la guard da sotto in su; immagini erotiche gli balenarono nella mente.
Quando Marissa si ritrasse, palesemente allarmata dalla sua espressione, non ne rimase sorpreso.
Impossibile che una come lei potesse tollerare la merda in cui lui era immerso fino al collo.
E un'offerta generosa, tahlly disse rialzando la testa. Ma sar meglio fare una cosa a senso
unico.
In quel momento il cellulare di Rehvenge suon. Lo tir fuori e controll il numero sul display.
Con un tuffo al cuore vide che era il servizio di vigilanza incaricato di monitorare casa sua. Scusami
un attimo.
Ascolt il rapporto: un intruso aveva scavalcato il muro di cinta, attivato una serie di sensori di
movimento nel giardino sul retro e fatto saltare la corrente elettrica. In risposta a questa bella notizia,
lui ordin agli addetti alla sorveglianza di disattivare tutti gli allarmi interni. Voleva che chiunque si
fosse introdotto in casa ci restasse.
Subito dopo l'incontro con Bella sarebbe andato dritto l.
Qualcosa non va? si inform Marissa mentre lui chiudeva il cellulare.
Oh, no. Niente affatto. Anzi, tutto il contrario.
Quando udirono bussare al portone d'ingresso, Rehvenge si irrigid.
Un doggen pass davanti alla porta aperta del salottino.
Preferisci che vi lasci soli? chiese Marissa.
Il grosso portone si apr e si richiuse. Si udirono delle voci soffocate, una era quella del doggen,
l'altra... era di Bella.
Facendo forza sul bastone, Rehvenge si alz in piedi mentre la sorella si affacciava sulla soglia.
Indossava un paio di blue-jeans e un parka nero, i lunghi capelli lucidi sciolti sulle spalle. Aveva
un'aria... viva, sana. Ma il suo viso mostrava gi i segni dell'et, nuove rughe dovute allo stress e alla
preoccupazione erano comparse ai lati della bocca.
Rehvenge si aspettava che corresse ad abbracciarlo, invece lei si limito a guardarlo... isolata,
irraggiungibile. O forse era cos frastornata, dopo tutto quello che aveva passato, da non avere pi
reazioni da mostrare al mondo, pens.
Con le lacrime agli occhi, si appoggi al bastone e corse da lei, anche se non riusciva a sentire il
tappeto sotto i piedi. Colse l'espressione scioccata sul viso della sorella quando la strinse a s.
Vergine santa. Quanto avrebbe voluto sentire quell'abbraccio. Poi, all'improvviso, pens che
Bella forse non lo stava ricambiando. Non volendo forzarla, si impose di lasciarla andare.
Quando abbass le braccia, lei rimase aggrappata a lui, senza staccarsi. Rehvenge la abbracci
di nuovo.
Oh, Dio, Rehvenge... sospir Bella rabbrividendo.
Ti voglio bene, sorellina disse lui con un filo di voce. Senza vergognarsi di apparire meno
virile del dovuto.
Capitolo 42
O usc subito dal portone della villa lasciandolo spalancato alle sue spalle. Mentre scendeva
lungo il viale d'accesso, la neve turbinava nel vento gelido.
La vista di quel ritratto era come un'eco nel suo cervello che non accennava a spegnersi. Aveva
ucciso la sua donna. L'aveva massacrata di botte. Dio, avrebbe dovuto portarla da un medico. O forse,
se quello sfregiato non gliel'avesse portata via, sarebbe sopravvissuta... Forse era morta a causa del
trasferimento.
Dunque era stato lui a ucciderla? O invece non sarebbe morta se fosse rimasta insieme a lui? E
se... Oh, al diavolo. Cercare la verit a furia di se e di forse era una stronzata pazzesca. Lei era
morta e lui non aveva niente da seppellire perch quel bastardo sfregiato gliel'aveva portata via. Punto e
basta.
All'improvviso, in fondo al viale, scorse i fari di un'automobile. Quando fu un po' pi vicino,
vide che un SUV nero si era fermato davanti al cancello.
Maledetto Beta. Cosa cazzo stava facendo? Non gli aveva ancora telefonato per dirgli di venire,
e poi quello era il posto sbagliato... Ma, un momento: era una Range Rover, non un Explorer.
Attravers il prato innevato mantenendosi nell'ombra. Era a un paio di metri dal cancello
quando il finestrino della Rover si abbass.
Ud una voce femminile che diceva: Con tutto quello che  successo a Bella non so se sua
madre accetter di riceverci, ma possiamo fare un tentativo.
O si avvicin al cancello e tir fuori la pistola, nascondendosi dietro uno dei pilastri. Vide una
fiammata di capelli rossi quando la femmina al volante si sporse dal finestrino per suonare il citofono.
Accanto a lei, sul sedile del passeggero, c'era un'altra femmina, una biondina con i capelli corti.
Quest'ultima disse qualcosa e la rossa fece un sorrisetto mettendo in mostra le zanne.
Suon di nuovo il citofono, e O si fece avanti. In casa non c' nessuno disse ad alta voce.
La rossa guard in su e lui le punt contro la Smith & Wesson.
Sarelle, scappa! grid lei.
O premette il grilletto.
John era immerso nello studio della tattica e pronto a prendere a testate qualcosa per lo sforzo
mentale, quando bussarono alla porta della sua stanza. Fischi senza alzare gli occhi dal libro di testo.
Ehi, figliolo disse Tohr. Come va?
Il ragazzo stiracchi le braccia, poi a gesti disse: Meglio dell'allenamento in palestra.
Non preoccuparti per quello. Bisogna solo avere pazienza.
Se lo dici tu.
No, sul serio. Io ero come te, prima della transizione. In tutto e per tutto. Fidati, con il tempo si
migliora.
John sorrise. E cos sei tornato a casa presto.
In realt pensavo di andare al quartier generale a sbrigare un po' di lavoro arretrato. Ti va di
accompagnarmi? Potresti studiare nel mio ufficio.
John annu; prese una felpa e infil i libri nello zaino. Cambiare aria gli avrebbe fatto bene. Gli
era venuto sonno e gli mancavano ancora ventidue pagine: stare alla larga dal letto non era un'idea
malvagia.
Stavano camminando lungo il corridoio quando all'improvviso Tohr ebbe un mancamento e
and a sbattere contro il muro. Si port una mano al cuore, respirando a fatica.
John cerc di sorreggerlo, allarmato dal suo colorito. Dio mio, era diventato grigio...
Sto bene... disse il vampiro massaggiandosi lo sterno con una smorfia. Inspir a fondo a
bocca aperta un paio di volte. Ho solo...
ho sentito una specie di fitta. Dev'essere quella roba che ho mangiato al Taco Hell tornando a
casa. Ma sto bene.
Quando entrarono in garage e si avvicinarono alla Volvo, per, era pallido come un morto e
aveva una faccia da far spavento.
Stasera ho detto a Wellsie di prendere la Range Rover disse mentre salivano in macchina.
Ho montato le catene apposta. Non mi piace che guidi con tutta questa neve. Sembrava parlasse tanto
per parlare, le parole uscivano a raffica, come pressurizzate. Lei dice che sono iperprotettivo.
Sei sicuro di voler uscire? chiese a gesti John. Hai una brutta cera.
Tohr esit prima di mettere in moto la station wagon; continuava a massaggiarsi il petto sotto il
giubbotto di pelle. Oh, si, no. Passer. Non  niente.
Butch rimase a guardare mentre Havers si occupava di Phury rimuovendo la fasciatura con
mano ferma.
Per nulla entusiasta del suo ruolo di paziente, il guerriero se ne stava seduto sul lettino con aria
truce, a torso nudo, il fisico imponente che dominava la piccola sala visite. Sembrava un orco uscito da
una favola dei fratelli Grimm.
Non  guarita come si deve sentenzi il medico. Hai detto che sei rimasto ferito ieri notte,
giusto? Perci avrei dovuto trovare solo tessuto cicatrizzato, invece la ferita si  a malapena
rimarginata.
Butch gli scocc un'occhiata della serie te l'avevo detto.
Per tutta risposta, Phury mosse le labbra in silenzio per dire abbi piet, poi bofonchi: Va tutto
bene.
Niente affatto, padrone. Quand' stata l'ultima volta che ti sei nutrito?
Non saprei.  passato un po' di tempo. Phury allung il collo per vedere la ferita.
Hai bisogno di nutrirti disse il dottore, aprendo una confezione di garze sterili e applicandone
una sul taglio. Dopo averlo medicato aggiunse: E dovresti farlo stanotte.
Poi si tolse i guanti chirurgici, li butt in un contenitore per rifiuti speciali e prese un appunto
sulla cartella. Sulla soglia esit. C' qualcuno da cui potresti andare subito?
Phury scosse la testa mentre si rimetteva la camicia. Mi arranger. Grazie, dottore.
Quando rimasero soli, Butch domand: Dove ti porto, bello?.
In centro.  tempo di andare a caccia.
S, bravo. Non hai sentito l'uomo con lo stetoscopio? O credi stesse scherzando?
Il vampiro scivol gi dal lettino; gli stivali toccarono terra con un tonfo sordo. Si volt a
prendere il fodero con i pugnali.
Senti, sbirro, mi ci vuole un po' di tempo per trovarne una come dico io disse. Visto che non
sono... visto come sono fatto mi piace andare solo con determinate femmine e prima devo parlarci,
capisci, per vedere se sono dell'idea di farmi bere il loro sangue. La castit  una faccenda complicata.
Allora fai subito le tue telefonate. Non sei in condizioni di combattere, e lo sai.
Puoi sempre usare me.
Butch e Phury si voltarono verso la porta. Sulla soglia c'era Bella.
Non volevo origliare disse. La porta era aperta e passavo di qua. Mio... ehm... fratello se n'
appena andato.
Butch lanci un'occhiata a Phury. Era immobile come una statua.
Che cosa  cambiato? chiese il guerriero con voce roca.
Niente. Voglio sempre aiutarti. Perci ti sto offrendo un'altra opportunit di accettare.
Dodici ore fa non eri dello stesso parere.
S, invece. Sei stato tu a dire di no.
Avresti pianto per tutto il tempo.
Oh-oh, pens Butch. Una faccenda personale. Si avvicin alla porta. Io ti aspetto fuori...
No, resta, sbirro lo ferm Phury. Se non ti dispiace.
Butch imprec, guardandosi intorno. C'era una sedia proprio accanto all'uscita, si sedette e
cerc di rendersi invisibile.
Zsadist...
Bella interruppe sul nascere la domanda di Phury. Questa cosa riguarda te. Non lui.
Ci fu un lungo silenzio. Poi nell'aria si diffuse una fragranza penetrante, di spezie. Veniva dal
corpo di Phury.
Interpretandola come una risposta, lei entr nella stanza, chiuse la porta e cominci ad
arrotolarsi la manica.
Butch guard il suo amico e vide che tremava, gli occhi gialli brillanti come il sole, il corpo...
Be', mettiamola cos, si stava chiaramente eccitando.
Okay,  ora di andare...
Sbirro, ho bisogno che resti qui mentre sistemiamo questa faccenda. La voce di Phury
assomigliava molto a un ringhio.
Butch si lasci sfuggire un gemito, anche se sapeva perfettamente perch il vampiro non voleva
restare da solo con quella femmina. Sembrava uno stallone in calore.
Butch?
E va bene, resto. Per si rifiutava di guardare. No, neanche a parlarne.
Con una nuova imprecazione si pieg in avanti con una mano sulla fronte e gli occhi fissi sui
mocassini Ferragamo.
Ci fu un leggero fruscio, come se il foglio di carta velina sul lettino si fosse spostato. Poi un
altro fruscio, stavolta di stoffa.
Silenzio.
Merda. Non ce la faceva a non guardare.
Diede una sbirciatina, e non riusc pi a staccare gli occhi dalla scena che aveva davanti. Seduta
sul lettino con le gambe penzoloni, Bella aveva poggiato sulla coscia il polso nudo. Phury si stava
inginocchiando di fronte a lei, divorato dalla fame e da un amore impossibile, disperato. Con mani
tremanti le afferr il palmo e l'avambraccio e scopr le zanne enormi, talmente lunghe da impedirgli di
chiudere la bocca.
Soffiando come un gatto, chin il capo sul braccio di Bella. Quando affond i denti nella sua
carne, lei rabbrivid, anche se con occhi spenti fissava il muro davanti a s. Poi Phury trasal, lasci la
presa e alz lo sguardo su di lei.
Che rapidit.
Perch ti sei fermato? chiese Bella.
Perch sei...
Phury si volt verso Butch, che arrossendo abbass lo sguardo sui mocassini.
Hai gi avuto il ciclo? bisbigli il vampiro.
Butch fece una smorfia. Oh, santo cielo. Che cosa imbarazzante.
Bella, pensi di essere incinta?
Porca miseria... questo s che era imbarazzante.
Volete che me ne vada? chiese l'ex poliziotto, sperando che lo cacciassero fuori.
Quando entrambi risposero di no, torn a guardarsi le scarpe.
No disse Bella. Non proprio... cio, s, insomma. Per ora ho solo... i dolori, okay? Tra poco
dovrebbero arrivarmi le mestruazioni.
Devi farti visitare da Havers.
Vuoi bere s o no?
Ancora silenzio. Poi un altro soffio felino. Seguito da un gemito soffocato.
Butch si volt a guardare. Chino sul polso di Bella, Phury succhiava avidamente, il sottile
braccio della donna ingabbiato dentro il corpo del vampiro. Bella lo fissava, assorta. Qualche istante
dopo pos la mano sulla sua chioma variopinta in un gesto colmo di tenerezza. Aveva gli occhi lucidi.
Butch si alz e sgattaiol fuori dalla porta lasciandoli alle loro faccende. La mesta intimit di
ci che si stava consumando tra quei due esigeva un po' di privacy.
Fuori dalla stanza si appoggi contro il muro, ancora scosso dalla drammaticit della situazione.
Ciao, Butch.
Volt la testa di scatto. In fondo al corridoio c'era Marissa.
Dio buono.
Quando si mosse per andargli incontro, lui sent il suo odore: oceano e profumo di pulito che gli
penetrava nelle narici, nel cervello, nel sangue. Marissa aveva i capelli raccolti e indossava un abito
giallo a vita alta, in stile impero.
Ges... Qualunque altra bionda sarebbe stata da cani con quel colore. Il giallo sbatte le bionde,
si sa. Lei, invece, era raggiante.
Si schiar la gola. Ehil, Marissa. Come va?
Ti trovo bene.
Grazie. Lui la trovava fantastica, ma si trattenne dal fare commenti.
Cavolo,  proprio uguale a una pugnalata, pens. Gi... Vederla e ritrovarsi quindici centimetri
di acciaio conficcati in pieno petto erano due facce della stessa, fottutissima medaglia.
Cazzo. La rivide salire sulla Bendey insieme a quel tizio. Non riusciva a pensare ad altro.
Come sei stato? chiese lei.
Com'era stato? Negli ultimi cinque mesi era stato un idiota con un pensiero fisso.
Bene. Molto bene.
Butch, io...
Lui le sorrise, raddrizzandosi. Senti, mi faresti un favore? Vado ad aspettare in macchina. Puoi
dirlo a Phury quando esce? Grazie. Si lisci la cravatta, si abbotton la giacca del completo e si chiuse
il cappotto. Stammi bene, Marissa.
And difilato verso l'ascensore.
Butch, aspetta.
Che Dio l'aiutasse, i suoi piedi si fermarono.
Come... sei stato? insistette lei.
Lui prese in considerazione l'ipotesi di voltarsi, ma si rifiut di lasciarsi risucchiare. Te l'ho gi
detto: alla grande. Grazie per avermelo chiesto. Stammi bene, Marissa.
Merda. L'aveva gi detto, giusto?
Voglio... cominci lei, ma poi si interruppe. Ti farebbe piacere venire a trovarmi? Qualche
volta?
Questo lo indusse a voltarsi di scatto. Oh, Maria vergine, madre di Dio... Era cos bella. Una
bellezza alla Grace Kelly. E con il suo eloquio vittoriano e i suoi modi aristocratici lo faceva sentire un
povero sfigato, uno tutto chiacchiere, tutta scena a dispetto degli abiti costosi.
Butch? Forse potresti... venire a trovarmi.
Perch dovrei?
Lei arross e parve afflosciarsi. Speravo...
Speravi cosa?
Che forse...
Cosa?
Che potessi passare a trovarmi. Se ti capita di avere un po' di tempo. Forse potresti venire... a
trovarmi.
Cristo. L'aveva gi fatto e lei si era rifiutata di vederlo. Non aveva intenzione di offrirsi
volontario per un altro corso intensivo su come dare una bella batosta al vostro ego. No, niente da
fare. Questa donna, vampira... quello che era... era capacissima di prenderlo a scudisciate sul sedere e
lui non aveva bisogno di farsi strapazzare. Grazie mille, aveva gi dato. Senza contare che, da un
momento all'altro, Mister Bentley poteva bussare alla sua porta di servizio.
A quel pensiero, un lato perfido e molto maschile di lui si chiese se Marissa fosse ancora la
stessa vergine immacolata che aveva conosciuto l'estate prima. Probabilmente no. Malgrado la sua
timidezza, adesso che si era liberata di Wrath doveva essersi fatta un amante. Diavolo, lui sapeva per
esperienza diretta che razza di baci sapeva dare; c'era stato solo un bacio, tra loro, ma era bastato a
fargli scardinare il bracciolo della sedia, tanto era agitato. Quindi, s, di sicuro si era trovata un uomo.
Forse anche due. E li avrebbe fatti divertire un sacco.
Marissa stava per aprire di nuovo la sua perfetta, crudele boccuccia di rosa quando lui decise di
anticiparla. No, non verr a trovarti. Per dicevo sul serio, prima. Spero tu stia... s, insomma, stammi
bene.
Okay, era la terza volta che diceva la stessa cosa. Doveva assolutamente uscire di l prima di
ripeterla per la quarta volta.
Si avvi deciso verso l'ascensore, che per qualche miracolo si spalanc davanti a lui non appena
premette il pulsante. Entr, evitando di guardare Marissa.
Quando le porte si chiusero, gli parve che lei avesse detto un'ultima volta il suo nome. Ma,
conoscendosi, se l'era sicuramente immaginato. Perch lui sperava proprio che lei...
Oh, sta' zitto, O'Neal. Sta' zitto e dacci un taglio.
Quando usc dalla clinica, camminava cos in fretta che in pratica stava correndo.
Capitolo 43
Nel labirinto dei vicoli del centro, Zsadist tallonava il solitario lesser dai capelli scoloriti.
L'assassino si muoveva rapido sotto la nevicata, vigile, attento, a caccia di prede tra i pochi
frequentatori di locali usciti nonostante il freddo nei loro abiti da discoteca.
Dietro di lui il vampiro si muoveva leggero, correndo in punta di piedi, standogli vicino, ma
non troppo. L'alba era alle porte, ma lui voleva ammazzarlo. Gli bastava sorprenderlo in un angolo
lontano da occhi indiscreti.
Il momento buono arriv quando il lesser rallent pensieroso all'incrocio tra l'Ottava e Trade
Street. Era solo una pausa, un breve dibattito interiore per decidere se svoltare a destra o a sinistra.
Zsadist colp veloce come il lampo, materializzandosi alle sue spalle; strinse un braccio intorno
al collo del bastardo e lo trascin nelle tenebre. Il lesser reag con violenza. I rumori della lotta erano
quelli di due bandiere che sbattono al vento: mentre gli avversari si prendevano a botte, giacche e
pantaloni sventolavano nell'aria gelida. Nel giro di pochi secondi il lesser si ritrov a terra; Z lo guard
negli occhi nell'atto di alzare il pugnale, poi gli affond la lama nera nel petto muscoloso. Lo schiocco
sordo e il lampo luminoso che segu furono questione di un attimo.
Il vampiro si raddrizz; non provava la bench minima soddisfazione. Aveva inserito il pilota
automatico e andava avanti come un automa addestrato alla violenza. Era pronto e determinato a
uccidere, ma si muoveva come in sogno. Nella sua mente c'era solo Bella. In realt era una sensazione
ancora pi profonda. L'assenza di Bella era una specie di zavorra tangibile, opprimente: sentiva
disperatamente la sua mancanza e ne era come paralizzato.
Eh, s. Allora era vero quello che si diceva. Un maschio innamorato senza la sua femmina era
morto. Tempo prima aveva sentito quella scemenza e non ci aveva creduto, adesso stava vivendo la
dura realt.
Il cellulare suon e lui rispose, perch era cos che si faceva. Non gli interessava chi c'era
all'altro capo della linea.
Ehi, Z disse Vishous. Hanno lasciato un messaggio stranissimo nella casella vocale comune.
Un tizio che vuole parlare con te.
Ha fatto il mio nome?
Per la verit non era facilissimo da capire perch era parecchio agitato, ma ha accennato alla
tua cicatrice.
Il fratello di Bella? si chiese Z. Ma cosa aveva ancora da rompergli le palle, adesso che lei era
tornata a casa?
Be', a parte il fatto che sua sorella era andata in calore, che lui l'aveva montata e che non c'era in
programma nessuna cerimonia nuziale. S, questa era una cosa capace di mandare fuori dai gangheri un
fratello.
Che numero ha lasciato?
Vishous elenc la serie di cifre. Ha detto di chiamarsi Ormond.
Allora non poteva essere il fratellone cattivo di Bella. Ormond?  un nome umano.
Non lo so di preciso. Comunque farai meglio a stare molto attento.
Z chiuse la telefonata, compose lentamente il numero che Vishous gli aveva dato e rest in
attesa, sperando di aver premuto i tasti giusti.
Quando risposero non ci fu nessun pronto, solo una bassa voce maschile che disse: Non sei
in memoria e chiami da un numero riservato. Quindi devi essere tu, fratello.
E tu chi sei?
Voglio incontrarti di persona.
Scusa, ma non vado matto per gli appuntamenti.
Gi, posso immaginare che con quella faccia tu non abbia molta fortuna in quel campo. Ma
non ti cerco per fare sesso.
Che sollievo. Adesso mi dici chi cazzo sei?
Mi chiamo David. Ti dice niente?
Accecato dalla rabbia, Z non vedeva altro che i segni sul ventre di Bella. Strinse il cellulare fin
quasi a spaccarlo.
Sforzandosi di parlare con calma disse: Temo di no, Davy. Ma rinfrescami la memoria.
Hai preso una cosa che mi appartiene.
Ti ho rubato il portafogli? Me ne ricorderei.
La mia donna! strill il esser.
L'istinto possessivo di Z si risvegli con prepotenza e gli fu impossibile trattenere un ringhio.
Di scatto allontan il telefono dalla bocca finch il suono si spense.
... troppo vicini all'alba.
Cos' stato? disse Z in tono sarcastico. Problemi sulla linea?
Pensi sia uno scherzo del cazzo? sibil il lesser.
Tranquillo, non vorrei che ti scoppiasse un embolo.
L'assassino ansimava, furibondo, ma alla fine riusc a dominarsi. Voglio vederti appena fa
buio. Abbiamo parecchio da discutere, noi due, e non voglio fare le cose di corsa. E poi nelle ultime ore
ho avuto molto da fare e ho bisogno di una pausa. Ho fatto fuori una delle vostre femmine, una bella
rossa. L'ho beccata in pieno e tanti saluti.
Stavolta il ringhio di Z risuon nel telefono. L'assassino rise. Voi fratelli siete molto protettivi,
vero? Be', senti un po' questa. Ne ho presa un'altra. Un'altra femmina. L'ho convinta a darmi il numero
che ho fatto per rintracciarti.  stata molto disponibile.  carina, anche, la biondina.
Z port la mano a uno dei pugnali. Dove vuoi che ci vediamo?
Ci fu una pausa. Prima le condizioni. Naturalmente voglio che tu venga da solo, ed ecco come
faremo per evitare sorprese. In sottofondo Z ud un gemito femminile. Se i miei soci vedono i tuoi
fratelli gironzolare da queste parti, questa qui finisce a fettine. Mi basta una telefonata. E la finiranno
lentamente.
Zsadist chiuse gli occhi. Ne aveva abbastanza di morte, sofferenza e dolore. Per se stesso e per
gli altri. Quella povera femmina... Dove?
Alla proiezione delle sei del Rocky Horror Picture Show in Lucas Square. Siediti in fondo. Ti
trovo io.
La comunicazione venne interrotta, ma il telefonino ricominci subito a suonare.
Adesso la voce di V era strozzata. Abbiamo un problema. Il fratello di Bella ha trovato Wellsie
sul viale di casa sua. Le hanno sparato. Torna a casa, Z. Subito.
Dall'altro lato della scrivania, John guard Tohr riattaccare il ricevitore. Le mani gli tremavano
al punto che non riusciva a rimetterlo sulla forcella.
Deve avere dimenticato di accendere il cellulare. Fammi riprovare a casa disse. Le dita
volavano frenetiche sui tasti. Sbagli numero e dovette ricominciare da capo. Intanto continuava a
massaggiarsi il petto, la maglietta era ormai tutta stropicciata. Aveva lo sguardo fisso davanti a s,
spaventato, mentre il telefono squillava a vuoto.
Fu allora che John ud dei passi in corridoio. Si avvicinavano, e lui fu colpito da un terribile
presentimento. Guard la porta, poi riport gli occhi su Tohr.
Qualcuno buss con forza. Al rallentatore, il vampiro lasci cadere il ricevitore sulla scrivania,
il segnale di libero all'altro capo del filo che riecheggiava sonoro nella stanza. Stringeva convulsamente
i braccioli della poltrona.
Quando la maniglia si abbass, part la segreteria telefonica e dal ricevitore usc la voce di
Wellsie. Ciao, questa  la segreteria telefonica di Wellsie e Tohr. Al momento non possiamo
rispondere...
In corridoio c'erano tutti i fratelli. E alla testa di quel gruppo tetro e silenzioso c'era Wrath.
Ci fu un gran fracasso e John si volt verso Tohr. Il guerriero era balzato in piedi rovesciando la
poltrona. Tremava dalla testa ai piedi e aveva dei grossi aloni di sudore sotto le ascelle.
Fratello esord Wrath. Il suo tono aveva un che di abbattuto, opposto alla ferocia dipinta sul
suo viso. Un'implicita e terrificante dichiarazione di impotenza.
Con un gemito, Tohr si port la mano al petto massaggiandosi in senso circolare, furiosamente,
disperatamente. Voi... non potete essere qui. Non tutti insieme. Indietreggi. Ma non c'era nessun
posto dove andare. Sbatt contro uno schedario. Wrath, non...
mio signore, ti prego, non... oh, Dio. Non dirlo. Non voglio sentirlo...
Mi dispiace tanto...
Tohr cominci a dondolarsi avanti e indietro, le braccia strette sullo stomaco quasi fosse sul
punto di vomitare. Aveva il respiro corto, affannoso, gli venne il singhiozzo, sembrava che stesse
morendo.
John scoppi a piangere.
Non voleva. Ma all'improvviso aveva intuito la verit e l'orrore era intollerabile. Si prese la testa
tra le mani; riusciva solo a pensare a Wellsie che, come ogni giorno, faceva retromarcia nel vialetto.
Quando una mano gigantesca lo sollev di peso dalla sedia e si ritrov schiacciato contro il
petto di qualcuno, pens fosse uno dei fratelli. Invece era Tohr. Tohr lo stava stringendo forte,
fortissimo.
Il guerriero cominci a farfugliare come un matto, parlava in fretta e in modo incomprensibile,
finch alla fine le parole si unirono a formare delle frasi di senso compiuto. Perch non sono stato
avvertito? Perch Havers non mi ha avvertito? Avrebbe dovuto chiamarmi. .. Oh, Dio, il bambino se l'
portata via... lo sapevo che non avrei dovuto metterla incinta...
All'improvviso tutto nella stanza cambi, come se qualcuno avesse acceso le luci, o forse il
riscaldamento. John avvert il cambiamento nell'aria, poi anche Tohr lo sent e le parole gli morirono in
bocca.
Allent la stretta del suo abbraccio. Wrath?  stato... il bambino, giusto?
Portate fuori il ragazzo.
John scosse la testa, aggrappandosi con tutte le forze a Tohr.
Come  morta, Wrath? chiese Tohrment con voce piatta, lasciando ricadere le braccia e
staccandosi da John. Dimmelo subito. Subito, cazzo.
Porta il ragazzo fuori di qui sbrait Wrath rivolto a Phury.
John si divincol mentre Phury lo afferrava per la vita, sollevandolo da terra. Vishous e Rhage
affiancarono Tohr, uno da una parte uno dall'altra. La porta si chiuse.
Fuori dall'ufficio, Phury rimise a terra John e lo tenne fermo. Ci fu un attimo o due di silenzio...
poi un urlo atroce fece vibrare l'aria, frantumandola. Come se l'ossigeno fosse un solido.
L'esplosione di energia che segu fu talmente violenta da sfondare la porta a vetri. Schegge
volarono dappertutto come frammenti di una granata, mentre Phury proteggeva John facendogli scudo
con il proprio corpo.
Una dopo l'altra, lungo tutto il corridoio, le plafoniere fluorescenti esplosero con un lampo
luminoso spargendo una pioggia di scintille. L'energia sal vibrando da terra, aprendo crepe nel
pavimento di cemento armato e nei muri di calcestruzzo.
Attraverso la porta sfondata, John vide un turbine che spazzava l'ufficio e i fratelli che si
allontanavano, indietreggiando, coprendosi il volto con le braccia. Pezzi di mobili vorticavano intorno a
un buco nero al centro della stanza, e quel buco aveva vagamente le sembianze di Tohr.
Dopo un altro ululato mostruoso, la voragine nera come la notte scomparve. I mobili caddero a
terra con fragore, il pavimento smise di tremare, i fogli si posarono delicatamente sopra il caos come
una coltre di neve sopra un incidente stradale.
Tohrment era sparito.
John si liber con uno spintone dalla stretta di Phury e corse dentro l'ufficio. I fratelli lo
guardarono, e lui apr la bocca e grid senza emettere alcun suono.
Pap... pap... pap!
Capitolo 44
Certi giorni sembrano non finire mai, pens Phury molto tempo pi tardi. Nemmeno quando
tramonta il sole.
Mentre le tapparelle si alzavano per la sera, prese posto su un divano dalle gambe sottili e
delicate e guard Zsadist, all'altro capo dello studio di Wrath. I fratelli erano senza parole proprio come
lui.
Z aveva appena sganciato un'altra bomba in quella che era gi una zona disastrata dalle
esplosioni. Prima c'erano stati Tohr, Wellsie e quell'altra ragazza. E adesso questo.
Ges, Z... Wrath si sfreg gli occhi, scuotendo la testa. E non ti  venuto in mente di dircelo
prima?
Avevamo altro a cui pensare. E poi, qualunque cosa diciate, voglio incontrarmi con quel lesser
da solo. Non ammetto discussioni.
Z, amico mio... non posso permettertelo.
Phury si prepar alla reazione del suo gemello. E cos fecero gli altri. Erano tutti esausti, ma
conoscevano Z e sapevano che gli erano di certo rimaste abbastanza energie per piantare un casino.
Zsadist si limit a stringersi nelle spalle. Il lesser vuole me, e io voglio occuparmi di lui. Per
Bella. Per Tohr. E poi cosa mi dite della femmina che ha preso in ostaggio? Non posso non andare, e
portare dei rinforzi  escluso.
Ma cos vai incontro a morte sicura, fratello.
Vorr dire che far un mucchio di danni prima che mi facciano fuori.
Wrath incroci le braccia al petto. No, Z, non posso lasciarti andare.
Uccideranno quella femmina.
Dev'esserci un altro modo di procedere. Dobbiamo solo capire quale.
Ci fu una pausa di una frazione di secondo. Poi Z disse: Uscite tutti, voglio parlare da solo con
Wrath. A parte te, Phury, tu puoi restare.
Butch, Vishous e Rhage si guardarono, poi si voltarono verso il re. Quando Wrath annu,
uscirono dalla stanza.
Z chiuse la porta, e dando le spalle al re disse: Non puoi fermarmi. Io voglio vendicare la mia
shellan. Voglio vendicare la shellan di un mio fratello. Non hai l'autorit per impedirmelo.  un mio
diritto di guerriero.
Wrath imprec. Non ti sei mai sposato con lei.
Non mi serve una cerimonia per sapere che lei  la mia shellan.
Z...
E Tohr? Stai forse dicendo che non  mio fratello? Perch c'eri anche tu la notte che sono
entrato nella Confraternita del Pugnale Nero. Sai che adesso Tohrment  carne della mia carne. Ho tutto
il diritto di vendicare anche lui.
Wrath si appoggi all'indietro sulla sedia, che scricchiol sotto il suo peso. Cristo, Zsadist, non
sto dicendo che non puoi andare. Per non voglio che tu vada da solo.
Phury spostava lo sguardo dall'uno all'altro. Non aveva mai visto Zsadist tanto calmo. Era
concentrato al massimo, tutto lucidit e determinazione. Se non fosse stato tanto inquietante sarebbe
stato notevole.
Non ho stabilito io le regole di questo scenario disse Z.
Morirai.
Be', in un certo senso sono pronto a scendere dalla giostra.
Phury sent la pelle tirare in tutto il corpo.
Come, scusa? sibil Wrath.
Z si allontan dalla porta e attravers l'elegante studio in stile francese. Si ferm davanti al
camino e le fiamme illuminarono il volto sfregiato. Sono pronto a dire addio a tutto quanto.
Cosa diavolo stai...
Voglio uscire di scena cos, e quando lo far voglio portare quel lesser con me. Come un eroe
nel suo alone di gloria, si dice cos? Sprofonder all'inferno con il mio nemico.
Wrath lo guard a bocca aperta. Mi stai chiedendo di sancire il tuo suicidio?
Z scosse la testa. No, perch a meno che mi incateni non potrai impedirmi di andare in quel
cinema, stasera. Ti chiedo soltanto di assicurarti che nessuno si faccia male. E ordina agli altri, e
specialmente a lui e guard con intenzione Phury, di stare alla larga.
Wrath si tolse gli occhiali da sole e si sfreg gli occhi. Quando alz lo sguardo, le grandi iridi
verde pallido brillavano come due riflettori. Ci sono gi stati troppi lutti all'interno della confraternita.
Non farlo.
Devo farlo. Voglio farlo. Quindi ordina agli altri di tenersi alla larga.
Dopo un lungo silenzio carico di tensione, Wrath disse l'unica cosa che poteva. Cos sia.
Ora che gli ingranaggi per la morte di Z erano in moto, Phury si pieg in avanti appoggiando i
gomiti sulle ginocchia. Pens al sapore del sangue di Bella e al gusto speziato che aveva sentito sulla
lingua.
Mi dispiace.
Sent su di s lo sguardo di Wrath e di Z, e cap di aver parlato ad alta voce. Si alz in piedi.
Mi dispiace, volete scusarmi?
Zsadist si accigli. Aspetta. Prima devo chiederti una cosa.
Phury guard in faccia il suo gemello seguendo la cicatrice che la tagliava in due e
soffermandosi sui pi piccoli particolari come non aveva mai fatto prima. Parla.
Promettimi che non lascerai la confraternita quando io non ci sar pi disse Z indicando
Wrath. Fallo baciando l'anello del re.
Perch?
Fallo e basta.
Phury si accigli. Ma perch?
Non voglio che resti da solo.
Phury lo fiss a lungo, intensamente, ripercorrendo con il pensiero la loro intera esistenza. Dio,
com'era stata crudele la sorte con tutti e due. E il perch d tanto accanimento restava un mistero. Forse
era soltanto sfortuna, ma gli piaceva pensare che un motivo ci fosse.
Una logica... una logica era meglio di un fato capriccioso che ti fotteva senza una ragione.
Ho bevuto il suo sangue disse di punto in bianco. Parlo di Bella. Ho bevuto il suo sangue
ieri sera, quando sono andato da Havers. Vuoi ancora che qualcuno vegli su di me?
Zsadist chiuse gli occhi. Come una raffica d'aria gelida, un'ondata di disperazione si sprigion
dal suo corpo, spazzando la stanza. Sono contento che tu l'abbia fatto. Adesso mi dai la tua parola?
Dai, Z...
Voglio soltanto la tua promessa. Nient'altro.
Ma certo. Tutto quello che vuoi.
E va bene, Cristo.
Phury and a inginocchiarsi di fronte a Wrath, si chin sopra il suo anello e nell'Antico Idioma
disse: Finch avr vita rester nella confraternita. Umilmente ti offro questa promessa solenne, mio
signore. Possa essa suonare gradita alle tue orecchie.
 gradita dichiar Wrath. Posa le labbra sul mio anello e sul tuo onore suggella questo
giuramento.
Phury baci il diamante nero del re e si alz in piedi. Ora, se la scena madre  finita, io me ne
andrei.
Ma davanti alla porta si ferm e si volt a guardare Wrath. Ti ho mai detto quanto sono stato
onorato di poterti servire?
Wrath trasal leggermente. Ehm, no, ma...
 stato un vero onore. Il re socchiuse gli occhi, perplesso, e Phury abbozz un sorriso. Non
so perch tutt'a un tratto mi  venuta voglia di dirtelo. Forse perch mi sono appena inginocchiato ai
tuoi piedi.
Fuori dallo studio, fu lieto di incrociare per caso Vishous e Butch.
Ehi, ragazzi disse con una leggera pacca sulla spalla a entrambi. Lo sapete che voi due siete
proprio una bella coppia? Il nostro genio di casa e un umano campione di biliardo. Chi l'avrebbe mai
detto? Loro lo fissarono in modo strano. Rhage  in camera sua?
I due annuirono e lui and a bussare alla stanza di Hollywood. Quando apr la porta, Phury gli
sorrise posandogli una mano sul collo. Ehil, fratello.
Doveva aver fatto una pausa un po' troppo lunga, perch Rhage lo guard con sospetto. Che
succede, Phury?
Niente disse lasciando cadere la mano. Passavo di qua e volevo farti un saluto. Prenditi cura
della tua femmina, intesi? Fortunato, fortunato... sei proprio un ragazzo fortunato. Ci si vede.
Poi and in camera sua. Avrebbe voluto che Tohr fosse l con loro... avrebbe voluto sapere
dov'era finito. Compiangendolo per il suo lutto, prese le armi e controll il corridoio. Sentiva i fratelli
discutere nello studio di Wrath.
Per evitarli, si smaterializz, ricomparve nella galleria delle statue e si infil nella stanza
accanto a quella di Zsadist. Dopo aver chiuso la porta, and in bagno e accese la luce. Rimase a
guardare il proprio riflesso allo specchio.
Sfoder uno dei pugnali, afferr una grossa ciocca di capelli e vi avvicin la lama, tagliandola
di netto. Ripet il gesto decine di volte, lasciando cadere per terra, sugli stivali, le lunghe onde rosse,
bionde, castane. Con i capelli a spazzola lunghi non pi di un paio di centimetri prese una bomboletta
spray di crema da barba dall'armadietto, se la spalm sulla testa e tir fuori un rasoio da sotto il
lavandino.
Completamente calvo, si pul il cranio con cura e si spazzol la camicia. I capelli caduti dentro
il colletto gli facevano prudere il collo, si sentiva la testa leggerissima. Si protese in avanti e si guard
allo specchio.
Poi afferr il pugnale e lo punt sulla fronte.
Con mano tremante scav un taglio proprio in mezzo alla faccia, chiudendolo con una curva a S
all'altezza del labbro superiore. Il sangue sgorg copioso, gocciolando gi. Lui lo pul con un
asciugamano bianco pulito.
Zsadist si arm con cura. Quando fu pronto, usc dalla cabina armadio. La camera da letto era
immersa nell'oscurit e lui la attravers affidandosi alla memoria pi che alla vista, diretto alla pozza di
luce che usciva dal bagno. And al lavandino, lo apr e si chin sopra il getto d'acqua corrente,
prendendo nelle mani a coppa quel torrente gelido. Se lo spruzz in faccia, lavandosi bene gli occhi, e
bevve un po' dell'acqua rimasta tra i palmi.
Mentre si asciugava, si accorse che Phury era entrato in camera e si muoveva per la stanza,
anche se non riusciva a vederlo.
Phury... sarei passato da te prima di uscire.
Con l'asciugamano sotto il mento si guard allo specchio, osservando i suoi nuovi occhi gialli.
Ripens all'arco della sua vita e concluse che era quasi tutta da buttare. A parte due cose: una femmina
e un maschio.
Ti voglio bene disse con voce roca. Era la prima volta che diceva quelle parole al suo
gemello. Volevo che lo sapessi.
Phury gli si avvicin da dietro.
Lo vide nello specchio e trasal. Niente capelli. Una cicatrice che gli tagliava la faccia in due.
Occhi spenti e senza vita.
Oh, Vergine santa esclam con un filo di voce. Ma cosa cazzo ti sei fatto...?
Anch'io ti voglio bene, fratello. Phury alz il braccio e in mano stringeva una siringa
ipodermica. Una delle due che Havers aveva lasciato per Bella. E tu devi vivere.
Zsadist si volt di scatto proprio mentre il braccio del suo gemello calava con forza. L'ago gli
affond nel collo; sent il fiotto di morfina dritto nella giugulare. Urlando, si aggrapp alla spalla di
Phury. Mentre la droga cominciava a fare effetto, si accasci su se stesso; sent che veniva adagiato con
delicatezza sul pavimento.
Phury si inginocchi accanto a lui e gli accarezz il volto. Sei sempre stato la mia unica
ragione di vita. Se muori tu a me non resta pi niente. Senza di te sono perso. E qui c' bisogno di te.
Zsadist fece per allungare le braccia, ma non ci riusc. Phury si alz in piedi.
Dio, Z, continuo a pensare che prima o poi questa nostra tragedia finir. Invece non finisce
mai, eh?
Zsadist perse i sensi ascoltando il suono degli stivali del suo gemello che usciva dalla stanza.
Capitolo 45
Sdraiato sul letto, raggomitolato su un fianco, John fissava il buio. La stanza che gli avevano
assegnato nella casa della confraternita, lussuosa e anonima a un tempo, non lo faceva sentire n
meglio n peggio.
Da un punto imprecisato nell'angolo sent un orologio battere una, due, tre volte... Continu a
contare i rintocchi, bassi, ritmici, finch arriv a sei. Rotolando sulla schiena, consider il fatto che tra
altre sei ore sarebbe iniziato un nuovo giorno. Mezzanotte. Non pi marted, ma mercoled.
Pens ai giorni, alle settimane, ai mesi e agli anni della sua vita, tutto tempo che gli apparteneva
perch lo aveva vissuto e sul cui passaggio poteva rivendicare un diritto.
Che arbitrariet in quella ripartizione del tempo. Era tipico degli umani - e dei vampiri -
suddividere l'infinito in qualcosa che potevano illudersi di controllare.
Che sciocchezza. Non si controllava niente nella vita. Nessuno era in grado di farlo.
Dio, se solo ci fosse un modo per farlo. O se almeno ci fosse la possibilit di rifare certe cose.
Non sarebbe stato meraviglioso poter premere il tasto riavvolgi e rimontare tutto tagliando la
giornata appena trascorsa? Cos non si sarebbe sentito come si sentiva in quel momento.
Con un gemito si mise a pancia in gi. Il dolore era... senza confronti, una rivelazione della
peggior specie. La disperazione era come una malattia, investiva il suo corpo facendolo tremare anche
se non aveva freddo, rivoltandogli lo stomaco anche se era vuoto, riempiendolo di fitte alle
articolazioni e al petto. Non aveva mai considerato la devastazione emotiva alla stregua di un disturbo
fisico, invece era proprio cos, e sapeva che ne avrebbe sofferto per parecchio tempo.
Dio! Avrebbe dovuto accompagnare Wellsie invece di starsene a casa a studiare tattica. Se fosse
stato in macchina con lei, forse avrebbe potuto salvarla... O invece sarebbe morto anche lui?
Be', sempre meglio di questa vita. Anche se nell'aldil non c'era niente, anche se a un certo
punto si perdeva conoscenza e basta, sarebbe stato di sicuro meglio di cos.
Wellsie era andata, perduta per sempre. Il suo corpo ridotto in cenere. Da quello che aveva
sentito di sfuggita, Vishous aveva imposto la mano destra su di lei sulla scena del delitto, poi aveva
raccolto i suoi resti. In seguito sarebbe stata celebrata una cerimonia formale per l'entrata nel Fado,
qualunque cosa fosse, ma non prima di aver rintracciato Tohr.
E anche Tohr se n'era andato. Sparito. Forse morto? Era quasi l'alba quando si era
volatilizzato... A pensarci bene, forse era proprio quello il punto. Forse era corso fuori verso la luce per
potersi riunire con lo spirito di Wellsie.
Andato, finito. Tutto sembrava perduto per sempre.
Sarelle... perduta anche lei, nelle grinfie dei lesser. L'aveva perduta prima ancora di poterla
conoscere veramente. Zsadist voleva tentare di liberarla, ma chiss cosa sarebbe successo.
Gli torn in mente il viso di Wellsie, i suoi capelli rossi, il ventre appena accennato. Rivide i
capelli a spazzola di Tohr, i suoi occhi blu marino, le spalle larghe fasciate di pelle nera. Ripens a
Sarelle china sopra quei testi antichi, i capelli biondi sugli occhi, le belle dita affusolate che sfogliavano
le pagine.
Sopraffatto dalla tentazione di ricominciare a piangere, John si rizz a sedere cercando di
dominarsi. Basta piangere. Non avrebbe pi pianto per nessuno di loro. Le lacrime erano assolutamente
inutili, una debolezza indegna del loro ricordo.
La forza sarebbe stata la sua offerta in memoria di quei cari defunti. La potenza il suo elogio
funebre. La vendetta la preghiera sulle loro tombe.
Scese dal letto e and in bagno, poi si vest infilandosi le Nike che gli aveva comprato Wellsie.
In pochi istanti era gi al piano di sotto e varcava la porta segreta che immetteva nel tunnel sotterraneo.
Percorse a passo svelto il labirinto di acciaio, gli occhi fissi davanti a s, le braccia che dondolavano
secondo un ritmo preciso, come quelle dei soldati in marcia.
Quando sbuc da dietro l'armadio nell'ufficio di Tohr, vide che la stanza era stata ripulita e
rimessa in ordine: la scrivania era tornata al suo posto con dietro quell'orrenda poltrona verde. I fogli, le
penne, le pratiche, tutto quanto era stato riordinato. Persino il computer e il telefono erano dove
dovevano essere, anche se entrambi erano andati in pezzi la sera prima. Dovevano essere nuovi...
L'ordine era stato ristabilito, e quella bugia tridimensionale gli fece un certo effetto.
And in palestra e accese le luci. Quel giorno non c'era lezione a causa di quanto era successo, e
John si chiese se l'addestramento si sarebbe interrotto del tutto, adesso che Tohr era scomparso.
Trotterell verso la sala dove venivano custoditi gli attrezzi, le scarpe da ginnastica che
stridevano sul rivestimento blu dei materassini. Dall'armadio delle armi da taglio tir fuori due pugnali
e prese un fodero della sua misura. Una volta armato, torn al centro della palestra.
Seguendo gli insegnamenti di Tohr, inizi piegando la testa.
Poi afferr i pugnali e prese a maneggiarli, ammantandosi di collera contro il nemico,
figurandosi tutti i lesser che avrebbe ucciso.
Phury entr nel cinema e and a sedersi in una delle ultime file. Il locale era affollato,
rumoroso, pieno di giovani coppie e legioni di studentelli. C'era chi parlava sottovoce e chi invece
urlava. C'era chi rideva e chi scartava caramelle, succhiava, sgranocchiava.
Quando il film ebbe inizio, le luci in sala si abbassarono e tutti cominciarono a gridare le
battute.
Cap subito quando il lesser si stava avvicinando. Sent il suo odore dolciastro nell'aria
malgrado l'aroma del popcorn e il profumo delle ragazzine che si sprigionava dalle coppiette di
innamorati.
Davanti agli occhi gli spunt un cellulare. Prendilo. Avvicinalo all'orecchio.
Lui ubbid e ud dei respiri affannosi sulla linea.
Gli spettatori urlarono: Maledizione, Janet, andiamo a scopare!.
La voce del lesser gli giunse da dietro la testa. Dille che verrai con me senza fare problemi.
Promettile che non morir ed eseguirai gli ordini. E parla in inglese cos posso capirti.
Phury parl al telefono senza ben capire quello che stava dicendo. La ragazza cominci a
singhiozzare.
Il lesser gli strapp di mano il cellulare. Adesso mettiti queste.
Delle manette di acciaio gli caddero in grembo. Phury si ammanett e attese.
Vedi quell'uscita sulla destra? Adesso andiamo l. Tu andrai per primo. C' un pick-up appena
fuori. Sali al posto del passeggero. Io sar dietro di te con il telefono vicino alla bocca. Se cerchi di
fregarmi o se vedo anche uno solo dei tuoi fratelli qui in giro, la faccio ammazzare. Oh, per tua
informazione, ha un coltello puntato alla gola, cos non c' nemmeno da perdere tempo. Sono stato
chiaro?
Il vampiro annu.
Adesso alzati e comincia a muoverti.
Phury si alz in piedi e si avvi verso la porta. Camminando, si rese conto di essersi illuso di
poterne uscire vivo. Era abilissimo con le armi e se n'era infilate alcune in nascondigli introvabili, ma
quel lesser era molto furbo; era stata una mossa astuta quella di ammanettarlo per costringerlo a
ubbidire se voleva salvare la vita della civile.
Mentre apriva con un calcio l'uscita laterale del cinema, sapeva con assoluta certezza che quella
notte avrebbe detto addio al mondo.
Zsadist rinvenne con un estremo sforzo di volont, uscendo faticosamente dal torpore indotto
dalla droga e aggrappandosi alla lucidit. Con un grugnito strisci sul pavimento di marmo del bagno e
poi su quello della camera da letto. Aggrappandosi alla moquette e spingendosi con i piedi, riusc a
stento ad aprire la porta con la forza del pensiero quando ci arriv davanti.
Fuori, nel corridoio delle statue, cerc di gridare. All'inizio emise solo dei rochi sussurri, ma
alla fine riusc a lanciare un urlo. Poi un altro, e un altro ancora.
Quando sent qualcuno sopraggiungere di corsa, fu sopraffatto da un inebriante senso di
sollievo.
Wrath e Rhage si inginocchiarono accanto a lui, voltandolo sulla schiena. Zsadist interruppe sul
nascere le loro domande, incapace di seguire tutte le parole. Phury... andato... Phury... andato...
Sent arrivare un conato, si gir goffamente su un fianco e vomit. Dopo aver svuotato lo
stomaco si rese conto di stare un po' meglio, di essere un po' pi lucido.
Devo trovarlo...
Wrath e Rhage lo stavano ancora tempestando di domande in tono concitato e Z pens che
dovevano essere loro la causa del ronzio che lo assordava. Oppure la sua testa stava per scoppiare.
Quando tent di sollevare la faccia dal tappeto, fu colto da un capogiro. Ringrazi il cielo che la
dose di morfina fosse stata calibrata sul peso di Bella, perch era ridotto uno straccio.
Con lo stomaco contratto dagli spasmi vomit di nuovo, questa volta sopra il tappeto. Merda...
Non aveva mai tollerato gli oppiacei.
Sent altri passi correre in corridoio. Altre voci. Qualcuno gli pul la bocca con un panno
bagnato. Fritz. Quando i conati ricominciarono, gli misero davanti un cestino della carta straccia.
Grazie disse vomitando di nuovo.
A ogni nuovo conato la sua mente riacquistava lucidit e il suo corpo riacquistava energie. Si
infil due dita in gola per liberarsi completamente. Prima sputava fuori tutta quella merda, prima
poteva mettersi in cerca di Phury.
Quell'eroico figlio di puttana... Dio. Lo avrebbe ucciso per quello che aveva fatto, senza
scherzi. Tra loro due, era Phury quello che doveva vivere.
Chiss dove diavolo lo avevano portato. Come faceva a trovarlo... Il cinema era il punto di
partenza, ma non dovevano esserci rimasti a lungo.
Ormai non aveva pi niente nello stomaco, ma lo stimolo a vomitare non accennava a smettere.
Fu nel bel mezzo di quei conati a vuoto che gli venne in mente l'unica soluzione possibile, e a quel
punto il suo stomaco si rivolt per qualcosa di diverso dalla droga. Il modo per rintracciare il suo
gemello andava contro tutti i suoi istinti.
Altri passi di corsa in corridoio. La voce di Vishous. Un'emergenza. Una famiglia di sei civili
intrappolata in casa propria, assediata dai lesser.
Z alz la testa, il busto. Poi si mise in piedi. La forza di volont, da sempre l'unica ancora di
salvezza, giunse nuovamente in suo soccorso aiutandolo a rigettare ancora un po' di morfina, a
concentrarsi e a snebbiarsi la mente.
Io vado a prendere Phury disse ai fratelli. Voi pensate a quei civili.
Dopo una breve pausa, Wrath disse: Cos sia.
Capitolo 46
Bella era seduta su una sedia Luigi XIV, le gambe accavallate all'altezza delle caviglie, le mani
in grembo. Vicino al suo gomito c'era una tazza di Earl Grey. Dal camino di marmo sulla sinistra si
lev una fiammata crepitante. Di fronte a lei, su un divano dalla foggia delicata, Marissa ricamava una
pezza di stoffa con del filo di seta gialla senza fare il minimo rumore.
Bella fu assalita dall'impulso di mettersi a urlare...
Balz in piedi, spinta dall'istinto. Zsadist... c'era Zsadist l vicino.
Cosa c'? chiese Marissa.
Qualcuno buss con forza al portone d'ingresso; nel silenzio della casa i colpi risuonarono come
un rullo di tamburo. Un istante dopo, Zsadist irruppe nel salottino. Era in tenuta da combattimento,
pistole alla cintola, pugnali nel fodero sul petto. Il doggen che lo seguiva dappresso sembrava
spaventato a morte.
Lasciaci soli sent dire Marissa. E portati via il tuo domestico.
Vedendola esitare, Bella si schiar la gola. Va tutto bene. ... vai pure.
Marissa chin il capo. Resto nelle vicinanze.
Rimasta sola con Zsadist, Bella non si mosse.
Ho bisogno di te disse il guerriero.
Lei socchiuse gli occhi. Dio, proprio le parole che aveva tanto desiderato sentire. Peccato
arrivassero cos tardi. Che crudelt. Per che cosa?
Phury ha bevuto il tuo sangue.
S.
Mi servi per riuscire a trovarlo.
Avete perso le sue tracce?
Ha il tuo sangue nelle vene. Ho bisogno di te...
Per riuscire a trovarlo, ho sentito, ma dimmi perch. La breve pausa che segu la fece
raggelare.
 nelle mani del lesser. David lo ha catturato.
Bella rimase senza fiato. Il suo cuore smise di battere. Come... ?
Non ho tempo di spiegarti. Zsadist avanz quasi volesse afferrarle le mani, ma poi si ferm.
Per favore. Tu sei l'unica che pu aiutarmi a rintracciarlo perch il tuo sangue scorre nelle sue vene.
Ma certo... certo che ti aiuter a trovarlo.
Era la catena dei vincoli di sangue, pens Bella. Poteva localizzare Phury ovunque si trovasse
perch lui si era nutrito di lei, proprio come Zsadist l'aveva rintracciata perch si era abbeverato del suo
sangue.
Z le and vicino. Voglio che ti fermi a una cinquantina di metri da lui, non un centimetro di
pi, intesi? Poi devi smaterializzarti e tornare subito qui.
Bella lo guard negli occhi. Conta su di me.
Vorrei tanto ci fosse un altro modo per trovarlo.
Oh, cos la faceva soffrire. Lo so.
Usc dal salottino e si infil il cappotto, poi rimase immobile nell'atrio. Chiuse gli occhi e
spicc il volo con la mente, varcando prima le pareti del vestibolo in cui si trovava, poi la struttura
esterna della casa di Havers. La sua mente si protese oltre i cespugli e il giardino, inoltrandosi tra altri
alberi e altre case... Tra automobili, camion, edifici, sopra parchi, fiumi e ruscelli. Sempre pi lontano,
verso la campagna, le montagne...
Quando capt la fonte di energia di Phury, fu colpita da un dolore atroce, come quello che
sentiva lui in quel momento. Vedendola barcollare, Zsadist la afferr per un braccio.
Lei lo spinse via. L'ho trovato. Oh, Dio... ...
Zsadist le afferr di nuovo il braccio, stringendolo forte. Cinquanta metri. Non un centimetro
di pi. Intesi?
S. Lasciami andare, adesso.
Usc dal portone, si smaterializz e riprese forma a una ventina di metri da un piccolo capanno
in mezzo ai boschi.
Sent Zsadist materializzarsi accanto a lei. Vai sibil lui. Vai via di qui.
Ma...
Se vuoi aiutarmi vattene, cos non dovr preoccuparmi per te. Vai.
Bella lo guard in faccia un'ultima volta e si smaterializz.
Zsadist si avvicin con cautela al capanno di tronchi, grato per l'aria gelida che lo aiutava a
smaltire gli ultimi residui di morfina. Appiattendosi contro la parete di legno grezzo, sfoder un
pugnale e sbirci all'interno da una delle finestre. Dentro non c'era nessuno, solo brutti mobili rustici e
un computer.
Il panico rischi di sommergerlo, una pioggia gelida nel sangue.
D'un tratto ud un rumore... un tonfo. Poi un altro.
C'era un fabbricato pi piccolo, senza finestre, una ventina di metri pi indietro. Si avvicin,
correndo in punta di piedi, e rimase in ascolto per una frazione di secondo. Poi sostitu il pugnale con
una Beretta e sfond la porta con un calcio.
La scena che si trov davanti sembrava uscita dal suo passato: un maschio incatenato a un
tavolo, picchiato a sangue. Un pazzo psicopatico incombeva sopra la sua vittima.
Phury alz la faccia sfigurata dalle percosse, il sangue luccicante sulle labbra tumefatte e sul
naso fracassato. Il lesser con il tirapugni d'ottone si volt di scatto, momentaneamente confuso.
Zsadist punt la pistola contro quel pezzo di merda, ma l'assassino era proprio davanti a Phury:
al minimo errore la pallottola avrebbe trafitto il suo gemello. Abbass la canna, premette il grilletto e
colp il lesser alla gamba, frantumandogli il ginocchio. Il non morto croll a terra con un urlo.
Z si avvent su di lui, ma non appena gli mise le mani addosso ud un altro sparo.
Avvert una fitta di dolore alla spalla. Sapeva di essere stato ferito gravemente, ma al momento
non aveva tempo di pensarci. Si concentr sull'impresa di disarmare il lesser. La stessa cosa che quel
figlio di buona donna stava cercando di fare a lui con la sua SIG Sauer. Lottarono sul pavimento,
malgrado il sangue rendesse scivolosa la presa. Volarono pugni, calci e manate. Entrambi persero le
armi.
Neanche cinque minuti dopo l'inizio dello scontro, le forze di Z cominciarono a calare a una
velocit allarmante. A un certo punto il lesser riusc ad atterrarlo sedendoglisi sopra il petto. Il vampiro
tent di spingerlo via, ma il suo corpo si rifiutava di obbedire agli ordini impartiti dal cervello. Lanci
un'occhiata alla spalla. Sanguinava copiosamente: la pallottola doveva aver colpito un'arteria. E la
morfina che aveva ancora in circolo non migliorava certo la situazione.
Ci fu un momento di stallo. Il lesser ansimava, il volto contorto dal dolore, come se la gamba
gli facesse un male del diavolo. Chi... cazzo... sei?
Quello che... stai cercando rispose Z con il respiro altrettanto affannoso. Merda... Doveva
fare uno sforzo enorme per evitare che la vista gli si annebbiasse del tutto. Sono quello... che te l'ha...
portata via.
Come... faccio... a esserne sicuro?
L'ho assistita finch... le cicatrici sulla sua pancia... non sono guarite. Finch il tuo marchio...
non  sparito.
Il lesser rimase impietrito.
Era il momento ideale per prendere il sopravvento. Ma Z era stremato.
Lei  morta mormor l'assassino. No.
Il suo ritratto...
E viva. Respira. E tu non... la troverai mai pi.
Dalla bocca dell'assassino usc un urlo selvaggio, ancestrale, che invest Z con la violenza di
un'esplosione.
Nonostante quel boato assordante, Zsadist riusc a calmarsi. Improvvisamente respirare era pi
facile. O forse aveva smesso di farlo. Guard il lesser che al rallentatore gli sfilava dal fodero uno dei
pugnali neri e lo alzava sopra la testa con entrambe le mani.
Si concentr sul corso dei propri pensieri, curioso di sapere quale sarebbe stato l'ultimo. Pens a
Phury e gli venne voglia di piangere perch il suo gemello non poteva resistere ancora a lungo. Dio. Lo
aveva sempre deluso, vero?
Poi pens a Bella. Gli occhi gli si riempirono di lacrime mentre nella mente si accavallavano
immagini di lei... vivide, chiare... finch, alle spalle del lesser, Bella gli apparve in una visione.
Sembrava vera, come se fosse proprio in piedi sulla soglia.
Ti amo sussurr Zsadist, mentre la lama del pugnale calava sul suo petto.
David disse imperiosa lei.
Il lesser si volt di scatto e il pugnale and a conficcarsi nelle assi del pavimento, mancando per
un soffio il braccio di Z.
David, vieni qui.
Il lesser si alz in piedi, barcollando, mentre Bella gli tendeva la mano.
Eri morta disse con voce rotta. No.
Sono andato a casa tua... ho visto il ritratto. Oh, Dio... Il lesser scoppi a piangere,
zoppicando verso di lei, sempre pi vicino, lasciando una scia di sangue nero dietro di s. Credevo di
averti ammazzata.
Non l'hai fatto. Vieni qui.
Z cerc disperatamente di parlare, colto dal terribile sospetto che quella non fosse una visione.
Tent di gridare, ma dalla bocca gli usc soltanto un gemito. Ed ecco che il lesser, tra le braccia di
Bella, piangeva senza ritegno.
Z rimase a guardare mentre lei faceva girare un braccio dietro il lesser alzandolo sopra la sua
schiena. Nel pugno stringeva la piccola pistola che lui le aveva dato prima di accompagnarla alla
fattoria.
Oh, Vergine santa... No!
Bella era stranamente calma mentre sollevava la pistola sempre pi in alto. Muovendosi
lentamente, continuava a mormorare parole rassicuranti finch l'arma non fu all'altezza della nuca di
David. A quel punto si pieg all'indietro, e quando lui alz la testa per guardarla negli occhi il suo
orecchio fin dritto contro la canna della pistola.
Ti amo disse il lesser.
Bella premette il grilletto.
Il contraccolpo le spinse via la mano e il braccio, facendole perdere l'equilibrio. Quando il
rumore dello sparo si spense, ud un tonfo sordo e guard gi. Steso su un fianco, il lesser batteva le
palpebre, incredulo. Si era aspettata che la testa gli esplodesse, invece c'era solo un forellino sulla
tempia.
Ignorando un violentissimo senso di nausea, scavalc il corpo del lesser per andare da Zsadist.
Oh, Dio. C'era sangue dappertutto.
Bella... mormor lui alzando le mani e muovendo lentamente la bocca.
Lei lo interruppe, allungando una mano verso il fodero che aveva sul petto e afferrando il
pugnale rimasto. Devo colpirlo allo sterno, giusto?
Oh, cazzo. La sua voce era come il resto del suo corpo. Tremante. Debole.
Scappa... vai... via di...
Al cuore, giusto? Altrimenti non muore. Zsadist, rispondimi!
Lui annu, Bella torn dal lesser e con una spinta del piede lo fece rotolare sulla schiena. I suoi
occhi la fissavano e lei sapeva che negli anni a venire li avrebbe visti nei suoi incubi. Stringendo il
pugnale con entrambe le mani, lo sollev sopra la testa e poi lo cal con forza. La resistenza che la
lama incontr le fece venire da vomitare, ma lo schiocco soffocato e il lampo luminoso che seguirono
segnarono la fine del lesser.
Bella si lasci andare all'indietro, cadendo a terra, ma non poteva permettersi di perdere tempo.
Strappandosi via il cappotto e la felpa, corse da Zsadist. Gli avvolse la maglia intorno alla spalla, poi si
sfil la cintura e la strinse forte intorno alla fasciatura improvvisata.
Per tutto il tempo Z tent di ribellarsi, dicendole di scappare, di lasciarlo da solo con Phury.
Taci gli ordin lei, affondando i denti nel proprio polso. Bevi oppure muori, a te la scelta.
Ma vedi di deciderti alla svelta perch devo andare a vedere come sta tuo fratello e poi portarvi via tutti
e due.
Tese il braccio all'altezza della sua bocca. Il sangue gocciol sopra le labbra chiuse.
Bastardo mormor Bella. Mi odi cos tanto...
Zsadist sollev la testa e si attacc al polso; il gelo delle sue labbra le fece capire quanto era
vicino alla morte. Bevve lentamente, all'inizio, e poi con crescente avidit. Emetteva piccoli gemiti
soffocati, suoni in contrasto con il robusto fisico da guerriero. Pareva quasi che miagolasse: un gattino
affamato attaccato alla mammella.
Alla fine lasci andare la testa all'indietro e chiuse gli occhi, sazio.
Il sangue di Bella cominci a scorrergli nelle vene; lei lo guard respirare a bocca aperta. Ma
non c'era tempo da perdere. Attravers di corsa la baracca per andare da Phury. Era privo di sensi,
incatenato al tavolo e coperto di sangue. Per il suo petto si alzava e si abbassava.
Maledizione. Quelle catene di acciaio erano chiuse con dei lucchetti a prova di bomba. Doveva
cercare di troncarle con qualcosa. Sulla sinistra not un terrificante assortimento di attrezzi...
Fu allora che vide il corpo nell'angolo. Una biondina con i capelli corti.
Non riusc a trattenere le lacrime mentre controllava se era morta. Quando fu chiaro che era
entrata nel Fado, Bella si asciug gli occhi, sforzandosi di concentrarsi. Doveva portare i vivi fuori di
l; quella era la prima cosa da fare. Dopo... uno dei fratelli poteva tornare a...
Oh... Dio... oh... Dio...oh... Dio.
Rabbrividendo, sull'orlo di una crisi isterica, afferr una sega elettrica, la accese e si sbarazz in
fretta delle catene che tenevano prigioniero Phury. Vedendo che malgrado tutto quel frastuono lui non
aveva ripreso conoscenza, fu nuovamente travolta dal terrore.
Guard Zsadist, che nel frattempo era riuscito a fatica a sollevare il busto da terra.
Vado a prendere il camioncino parcheggiato davanti al capanno disse. Tu resta qui e
risparmia le energie. Ho bisogno del tuo aiuto per spostare Phury.  svenuto. E la ragazza... Le manc
la voce. Dovremo lasciarla qui...
Corse in mezzo alla neve fino al capanno, sperando con tutto il cuore di trovare le chiavi del
pick-up.
Vergine misericordiosa, erano appese a un gancio vicino alla porta. Le prese, corse all'F-150,
mise in moto e fece manovra per portarlo fino alla baracca. Slittando leggermente, si avvicin in
retromarcia alla porta.
Stava per scendere quando vide Zsadist barcollare come un ubriaco sulla soglia. Teneva in
braccio Phury; non ce l'avrebbe fatta a reggere ancora per molto. Bella apr il portellone posteriore e i
due gemelli crollarono nel cassone in un groviglio insanguinato di braccia e gambe. Lei li spinse dentro
con i piedi, poi salt su e li spost pi avanti tirandoli per le cinture. Scavalc la sponda laterale e balz
a terra. Nel richiudere il portellone con un colpo secco, incroci lo sguardo di Z.
Bella. La voce del vampiro era ridotta a un sussurro, un movimento quasi impercettibile delle
labbra sostenuto da un sospiro colmo di tristezza. Non voglio che tu veda queste cose. Tutti questi...
orrori.
Lei si volt dall'altra parte. Un istante dopo premeva sull'acceleratore.
La stradina che si allontanava dal capanno era l'unica a sua disposizione; Bella preg di non
incrociare nessuno lungo il tragitto. Quando sbuc sulla Route 22, recit una preghiera di
ringraziamento alla Vergine Scriba, puntando a tutto gas verso la clinica di Havers.
Spost leggermente lo specchietto retrovisore per controllare il cassone. Si doveva gelare, l
dietro, ma non osava rallentare.
Forse il freddo avrebbe frenato l'emorragia dei gemelli. Oh... Dio.
Phury si accorse del vento gelido che soffiava sulla sua pelle nuda e sulla testa calva. Con un
gemito si raggomitol su se stesso. Dio, che freddo. Era questo che bisognava passare per entrare nel
Fado? Allora meno male che succedeva una volta soltanto.
Qualcosa si mosse contro di lui. Braccia... c'erano delle braccia che lo stringevano, braccia che
lo attirarono contro qualcosa di caldo. Rabbrividendo, si abbandon contro chi lo stringeva con tanta
delicatezza, chiunque fosse.
Cos'era quel rumore? Vicino al suo orecchio... un suono diverso dall'ululato del vento.
Un canto. Qualcuno gli stava cantando qualcosa.
Phury abbozz un mezzo sorriso. Che meraviglia. Gli angeli che lo stavano accompagnando nel
Fado avevano voci incantevoli.
Pens a Zsadist e ricord la dolce melodia che aveva ascoltato nella vita reale.
S, quella era la conferma che suo fratello aveva la voce di un angelo. Veramente.
Capitolo 47
Quando Zsadist riprese i sensi, il suo primo impulso fu di mettersi a sedere. Pessima idea. La
spalla lo inchiod con una fitta cos lancinante da farlo svenire di nuovo.
Secondo round.
Questa volta, quando rinvenne, perlomeno si ricord cosa doveva evitare. Rinunciando a
raddrizzarsi, volt lentamente la testa. Dove accidenti era? Era un posto a met tra una camera per gli
ospiti e una stanza d'ospedale... Havers. Era nella clinica di Havers.
E c'era qualcuno seduto nell'ombra, all'altro capo di quella stanza sconosciuta.
Bella? chiam con voce gracchiante.
No, spiacente disse Butch piegandosi in avanti, verso la luce. Sono solo io.
Dov' lei? Mamma mia, che voce roca. Sta bene?
S, sta bene.
Dove... dov'?
Lei... ehm... sta per lasciare la citt, Z. In effetti credo sia gi partita.
Zsadist chiuse gli occhi, valutando brevemente i vantaggi di svenire di nuovo.
Non poteva biasimarla per essersene andata. Cristo, in che situazione l'aveva cacciata. Uccidere
il lesser non era nemmeno la cosa peggiore. Era molto meglio se lasciava Caldwell.
Anche se quella perdita lo faceva soffrire da cani. Si schiar la gola. E Phury? ... ?
Nella stanza qui accanto. Tutto pesto, ma sta bene. Siete stati fuori combattimento per un paio
di giorni.
Tohr?
Nessuno ha idea di dove sia. Svanito nel nulla. Lo sbirro espir con forza. John dovrebbe
stare a casa con noi, ma non si riesce a schiodarlo dalla palestra. Finora ha dormito nell'ufficio di Tohr.
Vuoi altri aggiornamenti? Quando Zsadist scosse la testa, Butch si alz in piedi. Adesso ti lascio
solo. Pensavo giusto ti avrebbe fatto piacere sapere come stavano le cose.
Grazie... Butch.
Lo sbirro lo guard esterrefatto, e Zsadist si rese conto che non lo aveva mai chiamato per
nome.
Figurati disse l'umano. Non c' di che.
Quando la porta si chiuse senza fare rumore, Z si rizz a sedere sul letto. Gli girava la testa, ma
si strapp via i sensori e i dispositivi di monitoraggio dal petto e dalla punta dell'indice. Gli allarmi
scattarono subito e lui li mise a tacere dando uno spintone al macchinario accanto al letto.
Si strapp via il catetere con una smorfia di dolore e guard la cannula della flebo infilata
nell'avambraccio. Stava per levare anche quella, quando ci ripens. Forse era pi saggio evitarlo. Dio
solo sapeva cosa gli stavano pompando in vena. Magari ne aveva bisogno.
Si alz in piedi; si sentiva come una di quelle poltrone a sacco, molle e flaccido. La piantana
della flebo era un ottimo deambulatore, per, quindi usc in corridoio. Mentre si incamminava verso la
stanza accanto, un nugolo di infermiere giunse correndo da tutte le parti. Lui le allontan in malo
modo, spalancando con una spinta la prima porta che gli capit a tiro.
Steso sul letto enorme, Phury era pieno di fili come un centralino.
Il guerriero volt la testa. Z... che cosa ci fai in piedi?
Sto tenendo in esercizio il personale medico rispose Zsadist. Poi chiuse la porta e avanz con
passo malfermo verso il letto. Sono velocissimi, in effetti.
Non dovresti essere...
Chiudi il becco e fatti in l.
Sconcertato, Phury si spost verso il bordo del letto mentre il suo gemello si issava a fatica sul
materasso. Quando Zsadist si adagi contro i cuscini, entrambi emisero identici sospiri di sollievo.
Z si sfreg gli occhi. Sei orrendo senza tutti quei capelli, lo sai?
Significa che te li farai crescere un po' anche tu?
No. I miei giorni da reginetta di bellezza sono finiti.
Phury ridacchi. Poi ci fu una lunga pausa.
Nel silenzio della stanza, Zsadist continuava a ripensare a quando aveva fatto irruzione nella
rimessa del lesser e aveva trovato il gemello incatenato al tavolo, senza capelli, il volto tumefatto. Era
stato straziante.
Si schiar la gola. Non avrei dovuto usarti come ho fatto.
Il letto sobbalz, come se Phury avesse voltato la testa di scatto. Cosa?
Quando volevo... soffrire. Non avrei dovuto costringerti a picchiarmi.
Non ricevendo risposta, Z si volt. Phury si era coperto gli occhi con le mani.
 stato crudele da parte mia riprese Z nell'aria carica di tensione.
Ho sempre odiato doverlo fare disse Phury.
Lo so, e lo sapevo anche allora. La cosa pi crudele  stata nutrirmi della tua angoscia. Non te
lo chieder mai pi.
Il petto nudo di Phury si alzava e si abbassava. Preferisco essere io, piuttosto che qualcun
altro. Perci quando ne senti il bisogno dimmelo. Lo far.
Cristo, Phury...
Cosa c'?  l'unico modo in cui posso prendermi cura di te. L'unico modo in cui mi permetti di
toccarti.
Adesso fu Z a coprirsi gli occhi lucidi con il braccio. Dovette tossire un paio di volte prima di
riuscire a parlare. Senti,  ora che la pianti con questa mania di volermi salvare, fratello, okay? Adesso
basta. Chiuso. Lasciami perdere.
Non ci fu risposta. Perci Zsadist si volt di nuovo a guardarlo, proprio mentre una lacrima
rigava la guancia di Phury.
Oh... cazzo bofonchi Z.
Gi. A chi lo dici. Un'altra lacrima gli rotol gi dall'occhio. Dio... accidenti. Sto perdendo
come un tubo rotto.
Okay, preparati.
Phury si sfreg la faccia con i palmi. Perch?
Perch... voglio provare ad abbracciarti.
Phury lasci ricadere le braccia e lo guard, incredulo.
Zsadist si allung verso il gemello. Si sentiva un perfetto idiota. Tira su la testa, cazzo. Phury
allung il collo. Z vi fece scivolare sotto il braccio. Entrambi rimasero immobili in quella posizione
innaturale. Sai,  stato molto pi facile quando eri svenuto sul pianale di quell'autocarro.
Allora eri tu?
Perch, chi credevi che fosse? Babbo Natale?
Z cominciava ad arrabbiarsi. Dio... Si sentiva esposto, allo scoperto. Che cosa diavolo stava
facendo?
Credevo fosse un angelo disse piano Phury, appoggiando la testa sul braccio del gemello.
Quando ti sei messo a cantare per me, pensavo mi stessi accompagnando al sicuro nel Fado.
Non sono un angelo. Per niente. Z pass la mano sulla guancia del fratello, asciugandogli le
lacrime. Poi gli abbass le palpebre con la punta delle dita.
Sono cos stanco mormor Phury. Cos... stanco.
Z lo fiss. Era come se lo guardasse in faccia per la prima volta. I lividi e le escoriazioni
stavano gi guarendo, il gonfiore si stava riassorbendo, il taglio che si era fatto in faccia era quasi
scomparso. Adesso, per, il suo volto era segnato dalla stanchezza e dalla tensione; non era un gran
miglioramento, in effetti.
Sono secoli che sei stanco, Phury.  giunto il momento di lasciarmi andare.
Non credo di riuscirci.
Zsadist inspir a fondo. La notte che mi hanno strappato alla nostra famiglia... No, non
guardarmi. Sei troppo... vicino. Non riesco a respirare quando mi guardi... Cristo, chiudi gli occhi,
okay? Z ricominci a tossicchiare, trovando la forza di continuare malgrado la gola serrata. Quella
notte, non  stata colpa tua se non hanno rapito anche te. Non hai niente da farti perdonare. Non puoi
rimediare al fatto che tu sei stato fortunato e io no. Voglio che la smetti di prenderti cura di me.
Phury esal un respiro tremante. Hai... hai idea di cosa ho provato quando ti ho visto in quella
cella, nudo, in catene... sapendo cosa ti aveva fatto quella femmina per tutto quel tempo?
Phury...
Io so tutto, Z. So quello che ti  successo. L'ho sentito dai maschi che... erano presenti. Prima
di scoprire che stavano parlando di te ho ascoltato i loro discorsi.
Zsadist deglut, a disagio. Ho sempre sperato che non lo sapessi. Ho pregato che tu...
Allora non ti sar difficile capire perch muoio per te ogni giorno. Il tuo dolore  anche il
mio.
No. Giurami che la smetterai.
Non posso.
Z chiuse gli occhi. L, sdraiato accanto al suo gemello, gli venne voglia di chiedere perdono per
tutte le cattiverie che aveva commesso da quando Phury lo aveva liberato... e aveva voglia di
strapazzarlo per essersi sempre comportato da stramaledetto eroe. Ma pi di ogni altra cosa avrebbe
voluto potergli restituire tutti quegli anni perduti.
Phury meritava infinitamente di pi dalla vita.
Be', allora non mi lasci alternative.
Phury alz di scatto la testa dal braccio di Z. Se ti uccidi...
Vorrei provare a non darti pi tanti motivi di preoccupazione.
Il fratello si rilass contro di lui. Oh, Ges!
Per non so come andr. Tutti i miei istinti... si sono affinati nella rabbia, lo sai, basta un
niente a farmi scattare. Pu darsi che non riesca a liberarmi di questo caratteraccio, anzi  probabile.
Per, chiss, potrei lavorarci sopra, inventarmi qualcosa. Cazzo, non so. Forse sar tutto inutile. O forse
no.
Ti aiuter io. Per quanto mi sar possibile.
Z scosse la testa. No. Non voglio l'aiuto di nessuno.  una cosa che devo fare da solo.
Rimasero in silenzio per qualche minuto.
Mi si sta addormentando il braccio disse Z.
Phury alz la testa e Zsadist ritrasse il braccio, ma non si scost.
Appena prima di partire, Bella and nella stanza in cui avevano ricoverato Zsadist. Erano giorni
che rimandava la partenza, ripetendosi che non era perch stava aspettando che lui rinvenisse. Ma era
una bugia.
La porta era socchiusa, quindi buss sullo stipite. Si chiese cosa avrebbe detto vedendola
entrare. Probabilmente niente.
Avanti disse una voce femminile.
Bella entr nella stanza. Il letto era vuoto e la sofisticata apparecchiatura per il monitoraggio
giaceva riversa su un fianco, come morta. Un'infermiera stava raccogliendo da terra i pezzi rotti.
Evidentemente Zsadist era gi in piedi.
L'infermiera sorrise. Lo sta cercando?  nella stanza vicina, insieme a suo fratello.
Grazie.
Bella and alla porta accanto e buss piano. Non ricevendo risposta, entr.
I due gemelli erano sdraiati schiena contro schiena, entrambi in posizione fetale, rannicchiati su
se stessi con il mento piegato sul petto. Lei se li immagin cos nel ventre materno, che riposavano
insieme, ignari degli orrori che li attendevano nel mondo esterno.
Strano pensare che il suo sangue era dentro ognuno di loro. Era il suo unico lascito, l'unica cosa
che si lasciava dietro.
Senza preavviso, Zsadist apr gli occhi. Quella luce di un giallo dorato fu una tale sorpresa che
Bella trasal.
Bella... disse lui tendendo la mano. Bella...
Lei fece un passo indietro. Sono venuta a salutarti.
Vedendolo abbassare la mano, non pot fare a meno di distogliere lo sguardo.
Dove vai? chiese Z. In un posto sicuro?
S. Aveva deciso di scendere lungo la costa fino a Charleston, nella Carolina del Sud, da certi
suoi parenti alla lontana che erano felicissimi di ospitarla. Sar un nuovo inizio, per me. Una nuova
vita.
Bene. Mi fa piacere.
Bella chiuse gli occhi. Almeno una volta... una volta soltanto le sarebbe piaciuto cogliere un po'
di rimpianto nella sua voce, sapendo che lei se ne andava. In compenso, visto che quello era il loro
ultimo addio, si sarebbe risparmiata ulteriori delusioni.
Sei stata molto coraggiosa disse Zsadist. Mi hai salvato la vita. E anche quella di Phury. Sei
molto... coraggiosa.
Coraggiosa un corno. Stava per crollare. Spero che tu e Phury vi rimettiate presto. S, ve lo
auguro...
Ci fu un lungo silenzio. Poi lei lo guard in faccia per l'ultima volta. E cap che, se anche avesse
sposato qualcun altro, nessuno avrebbe mai preso il posto di Zsadist.
E, per quanto suonasse poco romantico, era un vero schifo. Certo, alla fine avrebbe trionfato su
quella perdita, ma la verit era che lei lo amava e non avrebbe potuto vivere con lui. L'unica cosa che
voleva, adesso, era infilarsi in un letto, spegnere la luce e restarsene sdraiata. Per, diciamo, un secolo o
gi di l.
Voglio che tu sappia una cosa disse. Una volta mi hai detto che un giorno mi sarei svegliata
e avrei rimpianto amaramente di essermi messa con te. Be',  vero. Ma non per quello che la glymera
potrebbe dire. Incroci le braccia al petto. L'aristocrazia non mi fa paura. Sarei stata orgogliosa... di
stare al tuo fianco. Per s, mi pento di essere stata con te.
Perch lasciarlo era un colpo devastante. Peggiore di tutto ci che aveva passato con quel
lesser.
Tutto considerato, sarebbe stato meglio non sapere cosa stava perdendo.
Senza aggiungere una parola si volt e usc dalla stanza.
L'alba stava strisciando sul paesaggio quando Butch entr nella Tana, si tolse il cappotto e and
a sedersi sul divano di pelle. Alla tele c'era SportsCenter, senza audio, mentre lo stereo sparava a tutto
volume Late Registration di Kanye West.
Sulla soglia della cucina apparve Vishous, chiaramente reduce da una nottata di combattimenti:
a torso nudo e con un occhio nero, indossava ancora pantaloni di pelle e stivali.
Come stai? chiese Butch, notando un altro livido sulla spalla del coinquilino.
Non meglio di te. Hai l'aria distrutta, sbirro.
Proprio vero conferm lui, abbandonando la testa all'indietro. Stare al capezzale di Z gli era
parsa la cosa giusta da fare mentre gli altri erano impegnati sul campo, ma si sentiva a pezzi, anche se
non aveva fatto altro che rimanere inchiodato su una sedia per tre giorni di fila.
So io cosa ci vuole per tirarti su. Ecco, tieni.
Butch scosse la testa quando un bicchiere da vino gli comparve davanti. Sai che non bevo il
rosso.
Assaggialo.
No, ho bisogno di una bella doccia e poi di qualcosa con un po' pi di mordente. Lo sbirro
piant le mani sulle ginocchia e fece per alzarsi.
Vishous gli tagli la strada. Hai bisogno di questo. Fidati.
Butch si risedette sul divano e prese il bicchiere. Annus il contenuto. Ne bevve un sorso. Non
male. Un filino troppo corposo, ma non male.  merlot?
Non proprio.
Butch pieg la testa all'indietro e tracann avidamente. Il vino era forte, bruciava scendendo
nello stomaco e gli diede un leggero senso di vertigine. Si chiese quand'era stata l'ultima volta che
aveva mangiato.
Bevve fino all'ultima goccia, poi si accigli. Vishous lo scrutava troppo intensamente.
V? Qualcosa non va? chiese posando il bicchiere sul tavolo e inarcando un sopracciglio.
No... no, va tutto benissimo. Adesso andr tutto benissimo.
L'ex detective pensava ai problemi che l'amico aveva avuto di recente. Ehi disse,  da un po'
che volevo chiederti delle tue visioni. Sempre latitanti?
Be', ne ho avuta una proprio una decina di minuti fa. Quindi forse sono tornate.
Sarebbe fantastico. Non mi piace vederti sulle spine.
Sei proprio un tipo a posto, sbirro, lo sai? replic sorridendo Vishous, passandosi una mano
tra i capelli. Quando abbass il braccio, Butch not il suo polso. C'era una taglio rosso, fresco.
Sembrava risalire a pochi minuti prima.
Guard il bicchiere di vino. Un terribile sospetto lo spinse ad alzare di nuovo gli occhi sul polso
del compagno.
Ges... Cristo. V, cosa... cos'hai fatto? balz in piedi proprio quando il primo spasmo gli
rivolt lo stomaco. Oh, Dio... Vishous.
Corse al gabinetto per vomitare, ma non riusc ad arrivarci: V lo placc da dietro buttandolo sul
letto. Quando fu assalito dai primi conati, il vampiro lo rovesci sulla schiena e gli premette una mano
sotto il mento per chiudergli la bocca.
Non resistere disse brusco. Tienilo gi. Devi tenerlo gi.
Lo stomaco di Butch si ribell e lui si sent soffocare dallo schifo
che gli risaliva su per la gola. Preso dal panico, nauseato e incapace di respirare, cerc di
sbalzare via il peso che lo schiacciava, riuscendo a ribaltarlo di lato. Ma prima che potesse liberarsi,
Vishous lo afferr da dietro, chiudendogli ancora la mascella con forza.
Tienilo... gi... grugn mentre lottavano sul letto.
Butch sent una gamba poderosa intrappolargli le cosce. La presa da lotta libera funzion. Non
riusciva pi a muoversi. Cerc di divincolarsi comunque.
Gli spasmi e la nausea peggiorarono; aveva gli occhi fuori dalle orbite. Poi nelle viscere sent
come un'esplosione, e in tutto il suo corpo cominciarono a volare scintille... e le scintille innescarono
un formicolio. .. poi una specie di scossa elettrica. Impietrito, smise di lottare concentrandosi su quelle
sensazioni.
V allent la stretta e tolse la mano dalla bocca dell'amico, continuando a tenerlo fermo con un
braccio sul petto. Ecco, cos, bravo... Respira a fondo. Stai andando alla grande.
La scossa intanto aumentava, trasformandosi in qualcosa di simile al sesso, ma non proprio...
No, non era niente di erotico, decisamente, solo che il suo corpo non conosceva la differenza. Gli venne
duro, e lui si inarc con un gemito.
Cos, bravo gli bisbigli all'orecchio V. Non ribellarti. Lasciati pervadere.
I fianchi di Butch si dimenarono, dotati di vita propria, e lui mugol di nuovo. Era rovente come
il centro del sole, la pelle era ipersensibile, non ci vedeva pi... Poi quel ruggito che sentiva nelle
viscere si trasfer al cuore. In un lampo, le vene si infiammarono come se contenessero benzina e il suo
organismo divenne una rete infuocata, sempre pi incandescente. Grondante di sudore, l'umano si
contorceva in modo convulso, gettando la testa all'indietro contro la spalla di Vishous. Dalla bocca gli
uscivano gemiti strozzati.
Sto... per... morire.
La voce di V, vicinissima, lo sostenne in quella prova estrema. Non mi lasciare, amico.
Continua a respirare. Non durer ancora per molto.
Proprio quando cominciava a pensare di non farcela pi a reggere quell'inferno, Butch venne
travolto da un orgasmo potentissimo. Mentre la punta del suo uccello esplodeva, Vishous lo tenne
fermo fin quando le convulsioni cessarono, parlando nell'antico idioma. E poi fu finita. La tempesta era
passata.
Ansimante, debolissimo, Butch rabbrivid, mentre il vampiro scendeva dal letto e gli gettava
addosso una coperta.
Perch... farfugli l'umano come un ubriaco. Perch, V?
La faccia di Vishous gli comparve davanti. I suoi occhi di diamante brillavano... ma a un tratto
il sinistro divent nero, la pupilla si dilat inghiottendo l'iride e la sclera in una voragine senza fine.
Il perch... non lo so. Per ho visto che dovevi bere il mio sangue. Altrimenti saresti finito
sottoterra. V allung la mano verso l'amico, lisciandogli i capelli all'indietro sulla fronte. Adesso
dormi. Entro stasera ti sentirai bene perch sei sopravvissuto.
Perch? Sarei potuto... morire! Be', s, che cavolo. A un certo punto era davvero convinto che
sarebbe morto.
Non te lo avrei dato se non avessi avuto la certezza che ce l'avresti fatta. Chiudi gli occhi,
adesso. Lasciati andare, okay? Vishous fece per uscire, ma si ferm sulla soglia.
Quando il vampiro si volt, Butch prov una sensazione stranissima: una sorta di legame che
fluiva tra lui e V, qualcosa di pi tangibile dell'aria che li separava. Forgiato nella fornace in cui era
appena stato e profondo come il sangue nelle sue vene... Un vincolo miracoloso.
Mio fratello, pens Butch.
Non permetter che ti succeda niente, sbirro.
Sapeva che era vero, anche se non gli era piaciuto per niente essere colto alla sprovvista. D'altra
parte, se avesse saputo cosa c'era in quel bicchiere, non lo avrebbe bevuto. Mai e poi mai.
E ora cosa diventer? chiese con un filo di voce.
Niente che tu non fossi gi. Sei sempre solo un umano.
Butch sospir, sollevato. Senti, bello, fammi un favore. La prossima volta avvertimi prima di
farmi uno scherzetto del genere. Preferisco poter scegliere. Poi, con un sorriso, aggiunse: E
comunque non credere che adesso accetti di uscire con te.
V scoppi in una risata secca. Mettiti a dormire, amico. Dopo avrai tutto il tempo di prendermi
per i fondelli.
Contaci.
Quando la schiena poderosa del vampiro scomparve in fondo al corridoio, Butch chiuse gli
occhi.
Sempre solo un umano. Solo... un... umano.
Il sonno giunse come un premio.
Capitolo 48
La sera dopo Zsadist si infil un paio di pantaloni di pelle puliti. Era tutto rigido, ma si sentiva
incredibilmente forte; sapeva che era il sangue di Bella a rinvigorirlo, restituendogli una forma
smagliante e un senso di completezza.
Si schiar la gola abbottonandosi la patta, cercando di non struggersi per lei come una
donnicciola. Grazie per i calzoni, sbirro.
Butch annu. Figurati. Vuoi provare a smaterializzarti? Perch sono venuto con la Escalade, se
non te la senti.
Z si mise un dolcevita nero, infil i piedi negli stivali e si blocc. Z? Ehi, Z?
Il vampiro si volt verso di lui. Batt le palpebre un paio di volte. Come, scusa?
Vuoi che ti accompagni a casa in macchina?
Z mise a fuoco Butch per la prima volta da quando l'umano era entrato nella stanza. Stava per
rispondere quando il suo istinto si mise in allarme. Pieg la testa di lato, annusando in giro. Poi fiss
l'uomo. Ma cosa cazzo... ?
Dove sei stato dall'ultima volta che ci siamo visti, sbirro?
Da nessuna parte.
Hai cambiato odore.
Butch arross. Nuovo dopobarba.
No. No, non ...
Allora, vuoi un passaggio s o no? Gli occhi color nocciola di Butch si indurirono, come a
dire che non era minimamente intenzionato ad approfondire l'argomento.
Z si strinse nelle spalle. S, okay. Per prima passiamo da Phury. Veniamo tutti e due con te.
Un quarto d'ora dopo si allontanavano in macchina dalla clinica. Sulla strada di casa, sul sedile
posteriore della Escalade, Z osservava il paesaggio invernale. Nevicava di nuovo, i fiocchi sfilavano in
senso orizzontale mentre il SUV procedeva a velocit sostenuta lungo la Route 22. Davanti, sentiva
Phury e Butch chiacchierare in tono sommesso, ma sembravano lontani, molto lontani. In effetti tutto
gli sembrava lontano... sfocato, fuori contesto.
Casa dolce casa, signori disse Butch entrando nel cortile del quartier generale.
Ges. Erano gi arrivati?
Scesero e si diressero verso la grande magione, la neve fresca che scricchiolava sotto gli stivali.
Appena entrati nell'atrio, le femmine di casa corsero ad accoglierli. O meglio corsero incontro a Phury.
Mary e Beth gli gettarono le braccia al collo, unendo le loro voci in un piacevole coro di benvenuto.
Mentre Phury le sollevava in un abbraccio caloroso, Z indietreggi nell'ombra, chiedendosi
come sarebbe stato trovarsi in mezzo a quel groviglio di gioia e rimpiangendo che non ci fosse anche
per lui un bentornato a casa. Ci fu una pausa d'imbarazzo quando Mary e Beth si voltarono verso di lui.
Poi le due donne si affrettarono a guardare da un'altra parte, evitando i suoi occhi.
Wrath  di sopra disse Beth, vi sta aspettando insieme agli altri fratelli.
Notizie di Tohr? si inform Phury.
Nessuna, siamo tutti disperati. Compreso John.
Dopo passo a trovarlo.
Mary e Beth diedero un ultimo abbraccio a Phury, poi il vampiro si avvi verso le scale insieme
a Butch. Z li segu.
Zsadist?
Nel sentirsi chiamare da Beth, Z si volt a guardarla da sopra la spalla. La regina era in piedi a
braccia conserte e Mary le stava accanto con un'aria altrettanto tesa.
Siamo contente di rivederti disse Beth.
Zsadist si accigli, sapendo che non era vero.
Ho acceso un cero per te aggiunse Mary. Ho pregato che tornassi a casa sano e salvo.
Un cero... acceso per lui? Solo per lui? Sent il sangue affluire al viso e gli parve patetico che
quel gesto gentile lo scuotesse tanto.
Grazie disse con un inchino alle due donne. Poi si precipit su per le scale, certo di essere
rosso come un peperone. Dio... Forse con il tempo sarebbe migliorato nei rapporti interpersonali. Prima
o poi.
O forse no, pens, quando entr nello studio di Wrath si sent addosso gli occhi di tutti. Non lo
sopportava; era troppo, nelle sue condizioni, non era ancora pronto. Le mani cominciarono a tremargli
e se le infil in tasca rifugiandosi nel suo solito angolo, lontano dagli altri.
Stanotte nessuno uscir a combattere annunci il re. Siamo tutti troppo turbati per avere la
concentrazione necessaria. Vi voglio a casa per le quattro del mattino, ragazzi. Al sorgere del sole
entreremo in lutto per Wellsie, quindi vi voglio pronti per quell'ora. Quanto alla cerimonia per
l'ingresso nel Fado, non possiamo celebrarla senza Tohr, quindi resta in sospeso.
Mi pare impossibile che nessuno sappia che fine ha fatto disse Phury.
Vishous si accese una delle sue sigarette rollate a mano. Passo da casa sua tutte le sere e non
c' traccia di lui. I suoi doggen non l'hanno visto n sentito. I pugnali sono ancora l, cos come le altre
armi, i vestiti, le auto. Potrebbe essere ovunque.
E i corsi di addestramento? chiese Phury. Li continuiamo?
Wrath scosse la testa. Mi piacerebbe molto, ma siamo rimasti in pochi e non voglio
sovraccaricarvi di lavoro. Specialmente perch tu hai bisogno di tempo per riprenderti...
Posso dare una mano io intervenne Z.
Tutte le teste si voltarono nella sua direzione. L'incredulit sui loro volti lo avrebbe fatto morire
dal ridere se non lo avesse punto sul vivo.
Si schiar la gola. S, insomma, Phury sarebbe il responsabile e potrebbe occuparsi di tutto
quello che si fa in classe, dato che io non so leggere. Per ci so fare con il coltello, lo sapete bene. E
anche con i pugni, le pistole, gli esplosivi... Potrei aiutare con l'allenamento in palestra e con le parti
che riguardano le armi. Visto che nessuno diceva niente, abbass gli occhi. Gi, o magari no. Fa
niente. Come non detto.
Il silenzio che segui lo mise a disagio. Non riusciva a stare fermo, continuava a guardare la
porta.
Che idiota sono stato. Avrebbe fatto meglio a tenere la bocca chiusa.
Sarebbe fantastico disse lentamente Wrath. Ma sei sicuro di volerlo fare?
Z si strinse nelle spalle. Posso provare.
Altro silenzio. Okay... allora siamo d'accordo. E grazie dell'offerta.
Figurati... Nessun problema.
Quando la riunione si sciolse, mezz'ora pi tardi, Z fu il primo a lasciare lo studio. Non gli
andava di parlare con i fratelli di quello che si era offerto di fare o di come si sentiva. Sapeva che erano
incuriositi, probabilmente cercavano segnali del suo ravvedimento o roba del genere.
And in camera sua a prendere le armi. Lo attendeva un nuovo compito, duro e lungo, e voleva
togliersi il pensiero prima possibile.
Ma quando entr nella cabina armadio, vide la vestaglia di raso nero che Bella aveva indossato
tanto spesso. Giorni prima l'aveva buttata nel cesto del bagno; evidentemente Fritz l'aveva tirata fuori e
l'aveva rimessa al suo posto. Si protese in avanti a toccarla, poi la stacc dalla gruccia, la mise sopra il
braccio e accarezz il tessuto morbido e liscio. La port al naso e inspir a fondo. Era impregnata del
profumo di Bella e, insieme, della fragranza tipica di ogni vampiro innamorato. L'odore del desiderio
che lo legava a lei.
Stava per riappenderla quando fu attratto dal bagliore di qualcosa che cadeva per terra, ai suoi
piedi. Si chin. La collanina di Bella. L'aveva lasciata l.
La strinse per un po' tra le dita, come ipnotizzato dallo scintillio dei diamanti, poi se la agganci
al collo e tir fuori le armi. Torn in camera da letto con l'intenzione di uscire immediatamente.
Gli occhi gli caddero sul teschio della Padrona.
Attravers la stanza, si inginocchi davanti al teschio e fiss le orbite vuote.
Un attimo dopo and in bagno, prese un asciugamano e torn in camera. Avvolse il teschio nel
morbido tessuto di spugna, usc in fretta e corse in fondo al corridoio delle statue. Scese il sontuoso
scalone e al pianterreno tagli per la sala da pranzo e la dispensa.
Le scale per lo scantinato erano in fondo alla cucina e Zsadist le infil di volata, senza
nemmeno accendere la luce. Man mano che scendeva, il ruggito della vecchia caldaia a carbone
diventava sempre pi assordante.
Quando arriv al bestione di ferro - emanava un calore quasi fosse un organismo vivo,
febbricitante - si pieg a guardare attraverso la finestrella di vetro. Alte fiamme arancioni lambivano il
carbone che le alimentava, divorandolo, perennemente affamate. Fece scattare la chiusura, apr lo
sportello e fu investito in faccia da una vampata rovente. Senza esitare, vi gett dentro il teschio
avvolto nell'asciugamano.
E subito si volt per tornare di sopra.
Giunto nell'atrio si ferm; sal al primo piano. In cima alle scale prese a destra e buss a una
delle porte in fondo al corridoio.
Quando Rhage gli apr, un asciugamano intorno alla vita, pareva sorpreso di vederlo. Ehil,
fratello.
Posso parlare un minuto con Mary?
Hollywood si accigli, ma si volt comunque per gridare: Mary, Z vuole vederti.
Lei li raggiunse, legandosi in vita la vestaglia di seta. Ciao.
Ti dispiace se parliamo in privato? disse Z lanciando un'occhiata a Rhage.
Hollywood si rabbui. Gi, pens Zsadist, i vampiri innamorati non gradiscono che le loro
femmine restino sole con qualcun altro. Specialmente con lui.
Si sfreg la testa rasata. Stiamo qui fuori in corridoio. Non ci vorr molto.
Infilandosi tra i due vampiri, Mary diede una spintarella al suo hellren per farlo rientrare in
camera.  tutto a posto, Rhage. Vai a finire di riempire la vasca.
In un lampo gli occhi di Rhage divennero bianchi: la bestia che albergava in lui manifestava la
propria possessivit. Ci fu una pausa carica di tensione, poi Mary ricevette sul collo un bacio con lo
schiocco e la porta si chiuse.
Che cosa c'? chiese la ragazza. Z sentiva l'odore della sua paura, ma lei lo guardava dritto
negli occhi.
Mary gli era sempre piaciuta, pens. Ho sentito che insegnavi ai bambini autistici.
Ehm... s,  vero.
Facevano fatica a imparare le cose?
Mary si accigli. Be', s. A volte.
E questo... Z si interruppe per schiarirsi la gola. Questo ti dava sui nervi? S, insomma, ti
sentivi frustrata?
No. Se mai mi capitava di sentirmi delusa, lo ero con me stessa per non aver capito come
prenderli nel modo giusto.
Z annu, distogliendo lo sguardo dagli occhi grigi di Mary. Si concentr sulla porta dietro la sua
testa.
Perch ti interessa tanto, Zsadist?
Lui trasse un profondo respiro e poi decise di buttarsi. Quand'ebbe finito di parlare, si azzard a
lanciarle un'occhiata.
Mary aveva una mano sulla bocca e uno sguardo cos dolce che gli occhi risplendevano come
due soli su di lui. Oh, Zsadist, s... S, certo.
Phury scosse la testa salendo a bordo della Escalade. Devo andare allo ZeroSum.
Quella sera aveva assolutamente bisogno di andarci.
Me lo immaginavo disse V, mettendosi al volante mentre Butch saltava sul sedile posteriore.
Durante il tragitto verso il centro di Caldwell nessuno dei tre parl. Non misero nemmeno la
solita musica a tutto volume.
Troppi lutti, troppe perdite, pens Phury. Wellsie. Quella giovane vampira, Sarelle: era stato V
a restituire la salma ai genitori.
Anche la scomparsa di Tohr era paragonabile a una morte. E l'assenza di Bella.
Tutto quello strazio gli fece pensare a Z. Voleva credere che Zsadist fosse sulla via della
guarigione, ma l'idea che il gemello potesse cambiare era del tutto priva di fondamento. Era solo
questione di tempo e poi il suo bisogno di soffrire sarebbe tornato a farsi sentire e i casini sarebbero
ricominciati.
Si sfreg la faccia. Quella sera si sentiva vecchissimo, gli sembrava di avere mille anni, ma era
anche teso e irrequieto... traumatizzato nell'intimo, anche se fuori era guarito. Non riusciva a mantenere
il dovuto equilibrio. Aveva bisogno di aiuto.
Venti minuti dopo Vishous gir dietro lo ZeroSum parcheggiando il SUV in divieto di sosta. I
buttafuori li fecero entrare subito e il terzetto si avvi verso l'area VIP. Phury ordin un martini e
quando arriv lo butt gi d'un fiato.
Aiuto. Aveva bisogno di aiuto. Aveva bisogno di un grosso aiuto, altrimenti rischiava di
esplodere.
Scusate, ragazzi mormor, avviandosi verso il fondo del locale.
Giunto davanti all'ufficio del Reverendo, i due giganti di colore gli rivolsero un cenno del capo
e uno dei due parl dentro l'orologio. Un istante dopo lo lasciarono entrare.
Il Reverendo era seduto dietro la scrivania in un impeccabile completo gessato, assomigliava
pi a un uomo d'affari che a uno spacciatore.
Dove diavolo sono finiti quei capelli meravigliosi? disse con un sorrisetto.
Phury si lanci un'occhiata alle spalle per assicurarsi che la porta fosse chiusa. Poi tir fuori tre
biglietti da cento dollari. Voglio un po' di eroina.
Il Reverendo strinse gli occhi viola. Cos'hai detto?
Eroina.
Sei sicuro?
No, pens Phury. S disse.
Il Reverendo si pass una mano avanti e indietro sulla cresta da mohicano, poi si pieg in avanti
e premette un pulsante sull'interfono.
Rally, portami su trecento dollari di Queen. E controlla che sia pura. Si appoggi all'indietro
sulla sedia. Detto tra noi, non credo dovresti portarti a casa quella polverina. Non hai bisogno di
quella merda.
Non mi interessano i tuoi consigli, comunque non sei stato tu a suggerirmi di provare qualcosa
di pi forte?
Ritiro quello che ho detto.
Credevo che i symphath non avessero una coscienza.
Per parte di madre sono un bravo ragazzo, quindi ne ho un briciolo.
Che fortuna.
Il Reverendo abbass il mento e per una frazione di secondo i suoi occhi viola furono
attraversati da un lampo di pura cattiveria. Poi sorrise. No... i fortunati siete voi.
Qualche istante dopo arriv Rally e la transazione si concluse alla svelta. Il pacchetto piegato
entrava perfettamente nella tasca interna del giaccone di Phury.
Era gi sulla porta quando il Reverendo disse:  purissima. Anche troppo. Puoi spargerne un
po' nel tuo spinello, oppure scioglierla e farti una pera. Ma ti do un consiglio.  pi sicuro se la fumi,
puoi controllare meglio la dose.
Conosci bene la merce che vendi.
Oh, io non uso mai questi rifiuti tossici. La droga ti uccide. Per ho sentito in giro cosa
funziona. E cosa rischia di farti schiattare.
Phury pens ai rischi che stava correndo e gli venne la pelle d'oca. Ma il tempo di arrivare al
suo solito tavolo e gi non vedeva l'ora di tornare a casa. Voleva sballare di brutto. Voleva sprofondare
nel torpore che, a quanto aveva sentito, procurava l'eroina. E sapeva di averne comprata abbastanza per
finire un paio di volte in quell'inferno celestiale.
Si pu sapere cos'hai, stasera? gli chiese Butch. Non riesci proprio a stare fermo sulla
sedia.
Non ho niente replic Phury, poi si infil la mano in tasca e cominci a battere il piede sotto
il tavolo.
Sono un tossico, realizz all'improvviso.
Peccato che ormai non gliene fregasse pi niente. La morte era tutt'intorno a lui, il tanfo del
dolore e del fallimento appestava l'aria che respirava. Aveva bisogno di scendere per un po' da quel
treno impazzito, anche se questo significava imbarcarsi in un altro viaggio folle.
Per sua fortuna, o forse sfortuna, Butch e V non si trattennero molto al club, e poco dopo
mezzanotte erano tutti e tre a casa. Entrando nel vestibolo, Phury fece scrocchiare le dita, accaldato.
Non vedeva l'ora di restare da solo.
Vi va uno spuntino? domand Vishous sbadigliando.
Eccome! rispose Butch. E mentre V si avviava verso la cucina chiese: Phury? Mangi un
boccone con noi?.
No, ci vediamo dopo. Si avvi verso le scale, sentendo su di s gli occhi dell'umano.
Ehi, Phury grid Butch.
Imprecando, il vampiro lo guard da sopra la spalla. Perse un po' della sua frenesia ossessiva
quando incroci lo sguardo d'intesa dell'ex poliziotto.
Butch sapeva, pens. In qualche modo lo sbirro aveva capito.
Sei sicuro di non volere mangiare insieme a noi? disse l'umano in tono pacato.
Phury non ebbe bisogno di pensarci. O forse si rifiut di farlo. S, sono sicuro.
Attento, amico. Da certe cose  maledettamente difficile tornare indietro.
Phury pens a Z. A se stesso. Al suo futuro di merda, e concluse che non gli interessava pi
vivere.
Come se non lo sapessi replic, e si incammin su per le scale.
Giunto in camera chiuse la porta e butt il giaccone di pelle su una sedia. Tir fuori il pacchetto
di eroina, prese un po' di fumo rosso e una cartina e si prepar una canna. Non gli pass proprio per la
testa di bucarsi. Quello s che creava dipendenza, e lui voleva evitarlo.
Almeno per la prima volta.
Lecc il bordo della cartina, roll lo spinello e and a sedersi sul letto con la schiena appoggiata
ai cuscini. Prese l'accendino e avvicin la fiamma arancione alla canna che stringeva tra le labbra.
Quando sent bussare, and su tutte le furie. Accidenti a Butch.
Spense l'accendino. Cosa c'?
Non ricevendo risposta, attravers la stanza con lo spinello in mano e spalanc la porta.
John indietreggi, incespicando.
Phury trasse un profondo respiro. Poi un altro. Calma. Doveva calmarsi.
Che cosa c', figliolo? chiese, accarezzando lo spinello con l'indice.
John alz il bloc-notes, scrisse qualcosa e lo volt verso di lui. Scusa se ti disturbo. Ho bisogno
che qualcuno mi aiuti con le posizioni di ju jitsu, e tu sei cos bravo.
Ah... s. Ehm, non adesso, John. Scusa. Sono... occupato.
Il ragazzo annu. Dopo una breve pausa, lo salut con la mano e se ne and.
Phury chiuse la porta, fece scattare la serratura e torn a letto. Accese di nuovo l'accendino, si
infil la canna tra le labbra...
Non appena la fiamma lamb la punta dello spinello, si blocc.
Non riusciva a respirare. Non riusciva... Cominci ad ansimare.
Aveva le mani bagnate, il sudore gli imperlava il labbro superiore, le ascelle, il petto.
Che cosa cazzo stava facendo? Che cosa cazzo stava facendo?
Tossico... Tossico figlio di puttana. Lurido tossico... Figlio di puttana. Portare l'eroina nella
casa del re? Fumare quella porcheria nel quartier generale della confraternita? Rovinare se stesso
perch era troppo debole per tirare avanti?
No, cazzo, non poteva farlo. Non poteva disonorare in quel modo i fratelli. La sua dipendenza
dal fumo rosso era gi abbastanza grave, ma l'eroina?
Tremando dalla testa ai piedi, corse al com, prese il pacchetto di droga e si precipit in bagno.
Butt tutto nella tazza del water e tir lo sciacquone. Una, due, tre volte. Poi lo tir di nuovo.
Usc incespicando in corridoio e corse lungo la passatoia.
John era a met dello scalone quando Phury svolt l'angolo di corsa, evitando per un pelo di
rotolare gi dai gradini. Raggiunse il ragazzo e lo strinse tra le braccia talmente forte da rischiare di
incrinare le sue fragili ossa.
Posando la testa sulla sua spalla, rabbrivid. Oh, Dio... grazie. Grazie, grazie...
Due braccia sottili lo circondarono. Due piccole mani gli batterono affettuosamente sulla
schiena.
Alla fine Phury si stacc da John, asciugandosi gli occhi. Penso che questa sia la serata ideale
per migliorare le tue posizioni. S.  il momento giusto anche per me. Andiamo.
Il ragazzo lo guardava, e d'improvviso i suoi occhi si fecero misteriosamente penetranti. Poi
mosse la bocca, lentamente, formando parole che, pur non producendo alcun suono, inchiodarono
Phury.
Sei in una prigione senza sbarre. Sono preoccupato per te.
Il guerriero batt le palpebre, come risucchiato indietro nel tempo. Qualcun altro gli aveva detto
le stesse cose... L'estate precedente.
La porta del vestibolo si apr, rompendo l'atmosfera. Phury e John trasalirono mentre Z entrava
dell'atrio.
Sembrava stravolto. Oh, salve li salut vedendoli.
Phury si massaggi il collo, cercando di riemergere dall'inquietante dj vu appena
sperimentato con John.
Ah, Z. Ehm... da dove arrivi?
Ho fatto un viaggetto. Lontano da qui. E voi due cosa combinate?
Stiamo andando in palestra a perfezionare le posizioni di John.
Z chiuse la porta. Che ne dite se mi aggrego? O forse dovrei metterla cos: posso venire
anch'io?
Phury non credeva alle proprie orecchie. Anche John sembrava sorpreso, ma almeno ebbe la
delicatezza di annuire.
Ma certo, fratello. Vieni pure. Sei sempre... il benvenuto.
Grazie. Grazie mille disse Zsadist, calpestando lo sgargiante mosaico che impreziosiva il
pavimento dell'atrio.
Si avviarono tutti e tre verso il passaggio sotterraneo.
Phury guardava John e pensava che a volte basta un attimo per evitare il peggio, come quando
due auto evitano per un pelo un incidente mortale.
A volte una vita intera  appesa a un filo e pu cambiare nello spazio di un secondo. O perch
qualcuno bussa alla tua porta.
Veniva quasi voglia di credere nel divino. Davvero.
Capitolo 49
DUE MESI DOPO
Bella si materializz davanti alla casa della confraternita e alz lo sguardo sulla tetra facciata
grigia. Non avrebbe mai immaginato di tornare l, ma il fato aveva in serbo altri progetti per lei.
Apr il portone esterno ed entr nel vestibolo. Quando suon il citofono mostrando il viso alla
telecamera, ebbe la sensazione di vivere quasi in un sogno.
Fritz spalanc la porta e si inchin con un sorriso. Signora! Che piacere rivederla.
Salve lo salut lei entrando e scuotendo la testa quando il maggiordomo fece per prenderle il
cappotto. Non mi trattengo molto. Sono qui solo per parlare con Zsadist. Questione di un minuto.
Ma certo. Il padrone  da questa parte. Vuole seguirmi? Chiacchierando allegramente, Fritz la
guid attraverso l'atrio fino a una porta a due battenti, aggiornandola su quanto era successo nel
frattempo, compresi i festeggiamenti per il Capodanno.
Al momento di precederla in biblioteca, il doggen si ferm. Chiedo scusa, signora, ma...
Preferisce annunciarsi da sola quando si sentir pronta?
Oh, Fritz, tu s che mi conosci bene. In effetti gradirei stare da sola per qualche minuto.
Il maggiordomo annu sorridendo e scomparve.
Bella inspir a fondo, ascoltando le voci e i passi nella casa. Certe voci erano abbastanza
profonde e certi passi abbastanza pesanti da appartenere ai fratelli; diede un'occhiata all'orologio. Le
sette di sera. Si stavano preparando per uscire.
Si chiese come stesse Phury. Se Tohr fosse tornato. E come stava John.
Tergiversando... stava tergiversando.
Ora o mai pi, pens, afferrando la maniglia d'ottone e abbassandola. Il battente si apr senza
fare rumore.
Guard dentro e rimase senza fiato.
Seduto a uno dei tavoli della biblioteca, Zsadist era chino sopra un foglio e stringeva una matita
sottile nel grosso pugno. Accanto a lui c'era Mary e, in mezzo a loro, un libro aperto.
Ricordati le consonanti dure disse Mary indicando il libro. Cane. Chiesa. In queste due
parole c e ch hanno lo stesso suono, ma non si scrivono nello stesso modo. Prova un'altra volta.
Zsadist si pass una mano sulla testa rasata. A voce bassa disse qualcosa che Bella non riusc a
sentire. Poi mosse la matita sul foglio.
Bene! esclam Mary posando la mano sul bicipite dell'allievo. Adesso s che hai afferrato.
Zsadist alz gli occhi e sorrise. Poi volt la testa di scatto verso Bella e rimase come interdetto.
Oh, beata Vergine del Fado, pens Bella osservandolo avidamente. Lo amava ancora. Sentiva
di amarlo, fin dentro le viscere...
Un momento... Ma cosa... diavolo...? La faccia di Zsadist era molto diversa. Qualcosa era
cambiato. Non la cicatrice, ma c'era qualcosa di diverso.
Poco importa. Vedi di levarti subito il pensiero, cos poi potrai guardare avanti.
Scusate l'interruzione disse. Potrei parlare un attimo con Zsadist?
Come in trance, vide che Mary si alzava per andarle incontro; si abbracciarono, poi la ragazza
se ne and chiudendosi la porta alle spalle.
Ciao la salut Z. Lentamente si alz in piedi.
Bella sgran gli occhi facendo un passo indietro. Mio... Dio, ma sei enorme.
Lui si port una mano sui pettorali scolpiti. Ehm... s. Ho messo su trentacinque o trentasei
chili. Havers... Havers non crede che aumenter ancora di molto, ma gi adesso sono sui centoventi.
Dunque era questo il cambiamento che aveva notato nel suo viso. Non aveva pi le guance
incavate, i lineamenti si erano ammorbiditi, gli occhi non erano pi infossati. Era... quasi bello, in
effetti. E molto pi somigliante a Phury.
Zsadist si schiar la gola, a disagio. S, be', Rhage e io... da un po' di tempo mangiamo
insieme.
Ges... non stentava a crederlo. Il fisico di Zsadist era ben diverso da come lo ricordava lei. Le
spalle massicce erano gonfie di muscoli bene in vista sotto la maglietta nera attillata, i bicipiti erano tre
volte pi grossi, gli avambracci adesso erano proporzionati alle grandi mani. E l'addome! Il torace
trasudava forza, i calzoni di pelle erano tesi sulle cosce grosse e robuste.
Ti nutr regolarmente, anche mormor Bella. Le venne subito voglia di rimangiarsi quel
commento. Insieme al tono di rimprovero con cui l'aveva pronunciato.
Non erano affari suoi da chi beveva, anche se era una sofferenza immaginarlo insieme a una
femmina della loro specie. Perch non poteva essere altrimenti... Il sangue umano non poteva essere
responsabile di una metamorfosi del genere.
Zsadist abbass il braccio lungo il fianco. Rhage si serve di una delle Elette perch non pu
sfamarsi con il sangue di Mary. Cos lo faccio anch'io. Ci fu una pausa. Ti trovo bene.
Grazie.
Un'altra lunga pausa. Ehm... Bella, perch sei venuta? Non che la cosa mi dispiaccia...
Devo parlarti.
Lui rest zitto.
Allora, cosa stai facendo? disse lei indicando i fogli sulla scrivania. Non erano affari suoi
nemmeno quelli, ma aveva ricominciato a temporeggiare senza speranza. Era senza parole. Smarrita.
Sto imparando a leggere.
Bella lo guard con tanto d'occhi. Oh... caspita. E come sta andando?
Bene. Faccio ancora fatica. Ma ci sto lavorando. Zsadist abbass lo sguardo sui fogli. Mary
ha una gran pazienza.
Silenzio. Un lungo silenzio. Dio, ora che ce l'aveva di fronte non trovava le parole.
Sono stato a Charleston disse Zsadist.
Cosa? Era andato fin laggi per vederla?
Ci ho messo un po' a trovarti, ma alla fine ci sono riuscito. Ci sono andato la sera che mi
hanno dimesso dalla clinica di Havers.
Non l'ho mai saputo.
Non volevo che lo sapessi.
Oh. Bella trasse un profondo respiro, la sofferenza si agitava frenetica sotto ogni centimetro
della sua pelle.  ora di buttarsi, pens. Senti, Zsadist, sono venuta a dirti...
Non volevo vederti prima di avere finito la interruppe lui. Quando la guard fisso con i suoi
occhi gialli, qualcosa cambi nell'aria tra loro.
Finito con che cosa? chiese lei con un filo di voce.
Zsadist abbass gli occhi sulla matita che teneva in mano. Con me stesso.
Lei scosse la testa. Scusa, ma non capisco...
Volevo restituirti questa e tir fuori dalla tasca la collana di Bella. Avevo in mente di
lasciartela, la notte in cui sono venuto da te, ma poi ho pensato... Be', insomma, l'ho portata finch non
sono pi riuscito ad allacciarla. Adesso la tengo sempre in tasca.
Lei era senza fiato. Nel frattempo Zsadist aveva cominciato a grattarsi in cima alla testa; i
bicipiti e il petto erano cos muscolosi che tiravano la maglietta, rischiando di far saltare le cuciture.
La collana era una buona scusa mormor.
Per cosa?
Pensavo che venendo a Charleston e presentandomi alla tua porta per ridartela, magari... mi
avresti invitato a entrare, una cosa cos. Avevo paura che qualcun altro ti corteggiasse e ho cercato di
fare pi in fretta che potevo. Cio, insomma, ho pensato che forse, se imparavo a leggere, se mi
prendevo un po' pi cura di me stesso e se la piantavo di comportarmi da stronzo figlio di puttana...
Scosse la testa. Non fraintendermi, non  che mi aspettassi che fossi felice di vedermi. Solo... sai,
speravo... di prendere una tazza di caff insieme, magari, o un t. Fare due chiacchiere. Restare amici...
Per se avevi un compagno lui non te lo avrebbe permesso. Perci, ecco, s... per questo ho cercato di
sbrigarmi.
Alz gli occhi gialli su di lei con una smorfia, quasi temesse la sua reazione.
Restare amici? disse Bella.
S... cio, non oserei mai chiederti di essere qualcosa di pi. Lo so che ti sei pentita... A ogni
modo, non me la sentivo di lasciarti andare senza... S, ecco... restare amici.
Misericordia divina. Era andato a cercarla. Con l'intenzione di riallacciare i contatti con lei.
Accidenti, questo esulava completamente dagli scenari che aveva immaginato quando si era
preparata a parlare con lui.
Io... Che cosa stai dicendo, Zsadist? balbett, anche se aveva sentito ogni parola.
Lui abbass di nuovo lo sguardo sulla matita, poi si volt verso il tavolo. Prese il quaderno a
spirale, cambi pagina, si chin e scrisse faticosamente per qualche minuto. Poi strapp il foglio.
Gli tremava la mano quando glielo porse.  tutto pasticciato.
Lei prese il foglio. In uno stampatello infantile e stentato c'erano scritte tre parole: IO TI AMO.
Bella strinse le labbra con le lacrime agli occhi. La calligrafia diventava sempre pi incerta
prima di sparire.
Forse non riesci a leggere cosa c' scritto disse Zsadist con un filo di voce. Posso scriverlo
da capo.
Lei scosse la testa. Si legge benissimo. ... bellissimo.
Non mi aspetto niente in cambio. Voglio dire... lo so che tu non... provi pi niente per me. Ma
volevo che lo sapessi.  importante che tu lo sappia. E se c' anche solo una possibilit di stare
insieme... Non posso lasciare il mio lavoro alla confraternita, per posso garantirti che mi prender
molta pi cura di me stesso... D'un tratto si accigli e smise di parlare. Cavolo, ma cosa sto dicendo?
Mi ero ripromesso di non metterti in questa situazione...
Bella si premette il foglio sul cuore, poi si gett verso di lui. Zsadist la strinse tra le braccia,
esitante, quasi non capisse cosa stesse facendo o perch, e lei scoppi a piangere senza ritegno.
Nei lunghi preparativi per quell'incontro, l'unica cosa che non aveva mai considerato era che
loro due potessero avere un futuro insieme.
Quando le sollev il mento per guardarla, lei cerc di sorridere, ma la folle speranza che la
animava era un fardello troppo pesante e gioioso a un tempo.
Non volevo farti pian...
Oh, Dio... Zsadist, ti amo.
Lui sgran gli occhi incredulo. Cosa...?
Io ti amo.
Dillo ancora.
Ti amo.
Ancora... per favore sussurr Zsadist. Ho bisogno di sentirlo... ancora.
Ti amo.
Per tutta risposta, lui si mise a pregare la Vergine Scriba nell'antico idioma.
Stringendola forte, affondando il viso nei suoi capelli, ringrazi la Vergine Scriba con
eloquenza tale che Bella ricominci a piangere a dirotto.
Dopo avere sussurrato l'ultima preghiera di lode, torn all'inglese. Prima che tu mi trovassi ero
morto, anche se respiravo. Ero cieco, anche se ci vedevo. Poi sei arrivata tu... e mi hai risvegliato alla
vita.
Bella lo accarezz sul viso. Lentamente lui annull la distanza che separava le loro bocche
dandole il pi tenero dei baci.
Quanta dolcezza, pens lei. Malgrado la sua mole e il suo vigore, si era avvicinato cos...
dolcemente.
Poi Zsadist si stacc. Ma, aspetta... Perch sei qui? Voglio dire, sono felice che...
Aspetto un figlio da te.
Lui si accigli. Apr la bocca. Poi la chiuse scuotendo la testa. Scusa... come hai detto?
Ho in grembo il tuo erede. Questa volta non ci fu alcuna reazione. Stai per diventare padre.
Ancora niente. Sono incinta.
Okay, non sapeva pi come dirglielo. Dio... e se lui non lo accettava?
Zsadist cominci a barcollare, sbiancando. Hai mio figlio dentro di te?
S. Sono...
All'improvviso la afferr con forza per le braccia. Stai bene? Havers ha detto che stai bene?
Finora s. Sono un po' troppo giovane, ma forse questo sar un vantaggio, al momento del
parto. Havers ha detto che il piccolo sta bene e che non devo rinunciare a niente... be', a parte evitare di
smaterializzarmi dopo il sesto mese. E anche, ehm... Stava arrossendo... s, adesso era tutta rossa. A
partire dal quattordicesimo mese fino al momento del parto, che dovrebbe essere intorno al
diciottesimo mese, non potr avere rapporti sessuali o nutrire nessuno con il mio sangue.
Quando il medico l'aveva messa in guardia, Bella aveva pensato che non aveva niente da temere
su entrambi i fronti. Ma adesso, forse...
Zsadist stava annuendo, per non aveva affatto una bella cera. Posso prendermi cura io di te.
So che lo farai. E che mi proteggerai. Lo disse perch sapeva che quella sarebbe stata la sua
principale preoccupazione.
Resterai con me?
Lei sorrise. Mi piacerebbe tanto.
Vuoi sposarmi?
Me lo stai chiedendo seriamente?
S.
Peccato per il colorito verdognolo: la faccia di Zsadist era della stessa tinta del gelato alla
menta. Bella era disorientata da quelle frasi dette quasi meccanicamente, secondo un copione gi
scritto. Zsadist.... sei proprio sicuro di volerlo? Non sei obbligato a sposarmi se non sei convinto...
Dov' tuo fratello?
La domanda la lasci sconcertata. Rehvenge? A casa, immagino.
Andiamo da lui. Subito disse Z prendendola per mano e trascinandola fuori nell'atrio.
Zsadist...
Ci facciamo dare il suo consenso e ci sposiamo stanotte stessa. E ci andiamo con la macchina
di V. Non voglio pi che ti smaterializzi.
La stava tirando verso la porta cos in fretta che Bella fu costretta a mettersi a correre. Aspetta,
Havers ha detto che posso smaterializzarmi fino al...
Non voglio correre rischi.
Zsadist, non  necessario.
Tutt'a un tratto lui si ferm. Sei sicura di volere un figlio da me?
Oh, s. Oh, Vergine santa, s. Adesso ancora pi di prima... Lo guard sorridendo. Poi gli
prese la mano e se la pos sul ventre. Sarai un padre meraviglioso.
Fu allora che Zsadist stramazz a terra svenuto.
Apr gli occhi, e vide Bella che lo guardava con il volto radioso d'amore. Tutt'intorno a lui
c'erano gli altri inquilini della casa, ma lui vedeva solo Bella.
Ehi, ciao disse dolcemente lei.
Zsadist le tocc il viso. Non doveva piangere. Non...
Oh, al diavolo.
Le sorrise e le lacrime presero a rigargli le guance. Spero... spero sia una femminuccia e che
assomigli tutta a...
Non riusc a proseguire. E poi, neanche fosse una stramaledetta checca, croll di botto e scoppi
a piangere come un idiota. Davanti a tutti i fratelli. Davanti a Butch, Beth e Mary. Povera Bella, chiss
com'era disgustata da tanta debolezza, ma era pi forte di lui. Per la prima volta in tutta la sua vita si
sentiva... baciato in fronte dalla fortuna. Fortunato. Nato con la camicia. In quel preciso momento, in
quel momento perfetto e sublime in cui era steso per terra nell'atrio con la sua adorata nalla, il piccolo
dentro di lei e la confraternita al gran completo... cap che quello era il giorno pi bello della sua vita.
Quando smise di singhiozzare in modo patetico, Rhage si inginocchi accanto a lui con un
sorriso enorme stampato in viso. Siamo accorsi tutti quando hai picchiato la zucca per terra. Qua la
mano, paparino. Posso insegnare al marmocchio a combattere? Hollywood gli tese la mano e Zsadist
gliela strinse.
Congratulazioni, fratello disse Wrath, accovacciandosi sui talloni. Che la Vergine Scriba
benedica te, la tua shellan e il tuo cucciolo.
Anche Vishous e Butch si avvicinarono per congratularsi con lui. Zsadist si rizz a sedere
asciugandosi le lacrime. Dio, che vergogna, mettersi a piangere come una donnina. Merda. Meno male
che nessuno sembrava curarsene.
Trasse un profondo respiro, guardandosi intorno in cerca di Phury... Ed eccolo, il suo gemello.
Nei due mesi trascorsi dalla notte passata tra le grinfie di quel lesser, i capelli gli erano
ricresciuti fino alla mascella e la cicatrice in faccia era sparita da tempo. Ma i suoi occhi erano spenti e
tristi. E adesso lo erano ancora di pi.
Phury si fece avanti e tutti ammutolirono.
Mi piace l'idea di diventare zio disse in tono pacato. Sono felicissimo per te, Z. E anche per
te... Bella.
Zsadist gli afferr la mano e la strinse talmente forte da sentire le ossa del palmo. Sarai un
ottimo zio.
E magari anche un ottimo ghardian? propose Bella.
Phury chin il capo. Sarei onorato di fare da ghardian al piccolo.
Fritz entr trafelato con un vassoio d'argento carico di flte. Il doggen era raggiante di gioia e
agitatissimo. Per brindare al lieto evento annunci.
Tutti parlavano e ridevano, passandosi i bicchieri. Zsadist guard Bella mentre qualcuno gli
metteva un bicchiere in mano.
Ti amo, sillab in silenzio. Per tutta risposta lei gli sorrise, premendogli qualcosa in mano. La
sua collana.
Tienila sempre con te sussurr. Per scaramanzia.
Lui le baci la mano. Sempre.
All'improvviso Wrath si alz in piedi in tutta la sua statura, lev in alto il bicchiere di
champagne, pieg indietro la testa e con voce tonante disse: Al piccolo in arrivo!. Grid talmente
forte da far tremare i muri.
Si levarono i calici e le gole urlarono all'unisono: Al piccolo in arrivo!.
Eh, s! Quell'augurio corale era abbastanza audace e assordante da giungere alle sacre orecchie
della Vergine Scriba. Che poi era esattamente ci che imponeva la tradizione.
Che brindisi sincero e appropriato, pens Zsadist attirando a s Bella per baciarla sulla bocca.
Al piccolo in arrivo! gridarono un'altra volta tutti in coro.
A te disse Zsadist contro le labbra di Bella. Nalla.
Capitolo 50
S, be', fatto a meno dello svenimento borbott Zsadist svoltando nel viale d'accesso alla casa
sicura in cui si erano trasferiti i famigliari di Bella. E anche della parte in cui sono scoppiato a
piangere come una fontana. Quella me la sarei risparmiata pi che volentieri. Cristo.
Io ti ho trovato dolcissimo.
Con un grugnito Z spense il motore, impugn la SIG Sauer e gir intorno alla Escalade per
aiutare Bella. Maledizione. Lei aveva gi aperto la portiera e stava scendendo in mezzo alla neve.
Aspettami sbrait afferrandola per un braccio.
Zsadist, se non la pianti di trattarmi come se fossi fatta di porcellana mi manderai fuori di testa
per i prossimi sedici mesi lo rimbrott lei guardandolo con fermezza.
Senti, femmina, voglio solo evitare che scivoli sul ghiaccio. Hai i tacchi alti.
Oh, per l'amor del cielo...
Dopo aver chiuso la portiera Z le diede un bacio, e cingendole la vita con il braccio la scort
lungo il viale della grande casa in stile Tudor. L'indice sul grilletto, scrutava attento il giardino
ammantato di neve, pronto a sparare al minimo segno di pericolo.
Zsadist, fa' sparire la pistola prima di incontrare mio fratello.
Nessun problema. A quel punto saremo gi in casa.
Nessuno ci salter addosso, qua fuori. Siamo in un posto isolato e non c' in giro anima viva.
Se credi che voglia correre rischi con te e il mio piccolo, ti sbagli di grosso.
Sapeva di essere dispotico, ma era pi forte di lui. Era un vampiro innamorato. E la sua
femmina era incinta. C'erano ben poche cose pi aggressive o pericolose sulla faccia della terra, e si
chiamavano uragani.
Invece di mettersi a litigare, Bella sorrise, coprendo la mano che la sorreggeva decisa con una
delle sue. Bisogna proprio ammettere che me la sono cercata.
Cosa vorresti dire? Giunti davanti alla porta d'ingresso, Zsadist la tir a s bloccandola con il
proprio corpo. La luce del portico non andava bene. Cos davano troppo nell'occhio.
La spense con la forza del pensiero e Bella rise. Ho sempre sperato di farti innamorare.
Lui la baci sul collo. Be', sei stata accontentata. Sono innamorato, innamorato cotto. Anzi
stracotto. Ultra...
Allungandosi in avanti per bussare con il batacchio d'ottone, entr in contatto con lei. Lei emise
un verso gutturale, simile alle fusa di un gatto, strusciandosi contro di lui. Zsadist si blocc di colpo.
Oh, Dio. Oh, no, era gi arrapato. Era bastato quel movimento impercettibile per farglielo
venire duro e...
La porta si spalanc. Si aspettava di vedere un doggen. Invece sulla soglia c'era una femmina
alta e snella con i capelli bianchi, un lungo abito nero e una quantit incredibile di diamanti.
Oh, cavolo. La madre di Bella. Z nascose la pistola nella fondina che teneva dietro la schiena,
assicurandosi che la giacca a doppio petto fosse abbottonata fino in fondo. Poi intrecci le mani davanti
alla patta.
Si era vestito nel modo pi classico possibile; era la prima volta in vita sua che indossava un
completo con tanto di mocassini da Aghetto. Avrebbe voluto nascondere con un dolcevita la fascia
tatuata da schiavo che aveva intorno al collo, ma Bella aveva bocciato l'idea, e forse aveva ragione.
Non c'era modo di nascondere quello che era stato, e non era giusto farlo. Senza contare che, comunque
si vestisse e malgrado fosse un membro della confraternita, la glymera non lo avrebbe mai accolto a
braccia aperte. Per il suo passato di schiavo di sangue, e per il suo aspetto.
A ogni buon conto, Bella non sapeva che farsene di quegli aristocratici, e lo stesso valeva per
lui. Anche se in onore della sua famiglia stava cercando di recitare la parte del gentiluomo.
Fu lei a rompere il ghiaccio. Mahmen.
Mentre abbracciava la madre in modo cerimonioso, Z entr in casa, chiuse la porta e si guard
intorno. L'ambiente era formale e sontuoso, come si addiceva ai membri del loro rango, ma a lui non
importava un accidente dei tendaggi e della carta da parati. Ci che incontr la sua approvazione
furono i sensori al litio montati sulle finestre. I recettori al laser nei vani delle porte. I rilevatori di
movimento sul soffitto. Un sistema di sicurezza a prova di bomba. Ottima scelta. Davvero ottima.
Bella fece un passo indietro. Era molto rigida e si capiva anche il perch, pens Zsadist.
Dall'abito a tutti quei gioielli risultava chiaro che sua madre era un'aristocratica tutta d'un pezzo. E il
calore umano degli aristocratici era paragonabile a quello di un ghiacciolo.
Mahmen, questo  Zsadist. Il mio compagno.
Z si prepar al peggio mentre la suocera lo squadrava dall'alto in basso. Una, due... e, s, una
terza volta.
Oh, mamma... La serata si preannunciava interminabile.
Poi si chiese se la madre di Bella fosse al corrente del fatto che aveva messo incinta sua figlia.
L'anziana aristocratica fece un passo avanti e lui attese che gli tendesse la mano. Nulla di tutto
ci. In compenso aveva gli occhi lucidi.
Fantastico. E adesso cosa doveva fare?
La madre di Bella si inginocchi ai suoi piedi; il vestito nero si allarg come una pozza sopra i
mocassini alla moda di Z. Grazie, guerriero. Grazie per aver riportato a casa la mia Bella.
Lui rimase a fissarla per una frazione di secondo prima di aiutarla con delicatezza ad alzarsi.
Sorreggendola imbarazzato, lanci un'occhiata a Bella... la quale aveva assunto il tipo di espressione
che di solito si riserva ai giochi di prestigio. Un gigantesco per! condito di incredulo stupore.
Mentre sua madre si faceva da parte tamponandosi gli occhi con cautela, Bella si schiar la gola
e chiese: Dov' Rehvenge?.
Sono qui rispose un vocione cavernoso.
Zsadist si volt a sinistra proprio mentre da una stanza buia emergeva un gigantesco vampiro
con un bastone da passeggio.
Merda. Oh, merda. No, non era possibile.
Il Reverendo. Il fratello di Bella era quella canaglia dello spacciatore con gli occhi viola e il
taglio alla mohicana, che a detta di Phury era almeno per met symphath.
Che razza di incubo. Tecnicamente la confraternita avrebbe dovuto sbatterlo subito fuori citt,
invece ecco che Z contava di entrare a far parte della sua famiglia. Santo cielo, Bella aveva idea di chi
fosse suo fratello? E non solo per quanto riguardava lo spaccio di droga...
Z le lanci un'occhiata. Probabilmente no, cos almeno gli suggeriva l'istinto. Su entrambi i
fronti.
Rehvenge, questo ... Zsadist disse.
Z guard di nuovo il fratello di Bella. Gli occhi viola rimasero impassibili, ma sotto quella
calma di facciata si intuiva lo stesso guizzo di incredulit che aveva provato anche lui. Accidenti! E
adesso come diavolo sarebbe andata a finire?
Rehv? mormor Bella. Ehm... Zsadist?
Allora, hai intenzione di sposare mia sorella adesso che l'hai messa incinta? disse il
Reverendo con un sorriso gelido. O questa  solo una visita di cortesia?
Le due femmine si lasciarono sfuggire esclamazioni sconcertate e Zsadist sent gli occhi
diventare neri in un lampo. Mentre con gesto plateale attirava Bella al proprio fianco, moriva dalla
voglia di scoprire le zanne. Avrebbe fatto del proprio meglio per non mettere in imbarazzo nessuno, ma
se quel cafone sparava un'altra battutaccia simile lo avrebbe trascinato fuori di peso e massacrato di
botte finch non si fosse scusato con le signore per averle turbate.
Fu molto fiero di se stesso quando si limit a soffiare come un gatto. S, ho intenzione di
sposarla, civile sibil a denti stretti. Se adesso la pianti di fare il duro forse ti inviteremo alla
cerimonia, altrimenti niente.
Il Reverendo lo fulmin con lo sguardo. Poi tutt'a un tratto scoppi in una risata. Tranquillo,
fratello. Voglio solo essere sicuro che mia sorella sia in buone mani.
Tese il grosso palmo e Zsadist glielo strinse.
Cognato, per te, non fratello. E non preoccuparti, Bella sar in ottime mani.
EPILOGO
VENTI MESI DOPO...
Oh, che strazio. L'addestramento lo avrebbe ucciso. S, okay, lui voleva entrare nella
confraternita, o almeno essere uno dei suoi soldati, ma chi poteva sopravvivere a un supplizio del
genere?
Quando finalmente la lezione di corpo a corpo giunse al termine, il giovane candidato si
accasci su se stesso. Non aveva pi il coraggio di fare un'altra figuraccia.
Come tutti gli altri allievi provava un misto di terrore e soggezione nei confronti
dell'insegnante, un gigantesco guerriero sfregiato, membro a pieno titolo della Confraternita del
Pugnale Nero. Le chiacchiere sul suo conto si sprecavano. Girava voce che divorasse i lesser dopo
averli ammazzati, che uccidesse le femmine solo per il gusto di farlo, che tutte quelle cicatrici fossero
opera sua perch gli piaceva soffrire...
Che avesse fatto fuori alcune reclute perch avevano commesso degli errori.
Andate a fare la doccia ordin il guerriero; la sua voce profonda riecheggi nella palestra.
L'autobus vi sta aspettando. Riprendiamo domani, alle quattro in punto. Quindi stanotte fatevi una
bella dormita.
L'allievo corse fuori con gli altri, contento di potersi buttare sotto la doccia. Dio... Perlomeno
anche il resto della classe era sollevato e dolorante quanto lui. A quel punto sembravano una mandria di
mucche: impalati sotto il getto d'acqua e intontiti dalla stanchezza, faticavano a tenere gli occhi aperti.
Ringraziando la beata Vergine, non avrebbe dovuto calpestare quegli stramaledetti materassini
blu per altre sedici ore.
Ma quando fece per infilarsi i vestiti, si accorse di aver scordato la felpa. Rabbrividendo,
ripercorse il corridoio di corsa infilandosi di soppiatto in palestra.
Si ferm di botto.
In fondo allo stanzone, l'istruttore, a torso nudo, si stava accanendo contro un sacco da pugile; i
piercing ai capezzoli luccicavano mentre saltellava con scioltezza intorno al bersaglio. Beata Vergine
del Fado... Aveva i marchi distintivi degli schiavi di sangue e la schiena coperta di cicatrici. Per,
cavolo, sapeva muoversi. Aveva una forza, un'agilit e una potenza incredibili. Micidiali. Decisamente
micidiali. Assolutamente micidiali.
Pur sapendo che doveva filare via, l'allievo non riusciva a staccargli gli occhi di dosso. Non
aveva mai visto pugni tanto fulminei e potenti. Evidentemente le voci che circolavano su di lui erano
tutte vere. Era un killer fatto e finito.
Con uno scatto metallico una porta si apr all'altro capo della palestra e i vagiti di un neonato
riecheggiarono fino al soffitto. Il guerriero si ferm a met di un pugno, voltandosi di scatto quando
una bella femmina con in braccio un fagottino avvolto in una coperta rosa gli and incontro. Il volto del
guerriero si addolc, anzi si sciolse.
Scusa se ti disturbo disse la femmina sovrastando il pianto del neonato. Ma questa signorina
vuole il suo pap.
Il guerriero baci la femmina, prendendo in braccio la piccina e cullandola contro il petto nudo.
La bambina allung le manine cingendogli il collo, poi si premette contro la pelle nuda del padre,
calmandosi all'istante.
Il guerriero si volt, fulminando con lo sguardo il giovane allievo. Tra poco arriva l'autobus,
figliolo. Farai meglio a sbrigarti.
Poi gli strizz l'occhio e si gir, attirando a s la femmina e baciandola di nuovo sulla bocca.
La recluta rimase a fissare la schiena del guerriero, notando una cosa che prima gli era sfuggita.
Sopra alcune cicatrici erano tatuate due parole nell'antico idioma. Bella. Nalla.
...
.
...
FINE.